Decreto Madia e lavoratori somministrati, quali i possibili scenari?

Decreto Madia e lavoratori somministrati, quali i possibili scenari?

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lavoratori somministratiContinuano i nostri approfondimenti in materia di stabilizzazione dei precari pubblici, per i quali il Decreto Madia (Decreto 75/2017) ha introdotto una nuova disciplina che porterà all’attivazione di apposite procedure di stabilizzazioni presso le Amministrazioni Pubbliche.

Il Decreto, però, sembra non aver tenuto conto di una grossa fetta di precari che prestano servizio presso le Pubbliche Amministrazioni: i cosiddetti lavoratori somministrati.

Si fa riferimento, in questo caso, ai lavoratori che prestano servizio presso le pubbliche amministrazioni e che, da un punto di vista formale, siano dipendenti di un’agenzia di somministrazione.

Ed infatti, il contratto di somministrazione del lavoro è un contratto avente una struttura a tre parti:

  • Il lavoratore, il quale sottoscrive il proprio contratto di lavoro con l’agenzia di somministrazione e presta servizio sotto la direzione ed il controllo del soggetto utilizzatore;
  • Il somministratore, il quale è titolare del contratto di lavoro e che mette a disposizione dell’utilizzatore un proprio lavoratore;
  • L’utilizzatore, nell’interesse del quale, e sotto la direzione del quale, viene svolta, in concreto, l’attività lavorativa.

La ragione dell’esclusione operata dal Decreto Madia è intuitiva, in quanto il lavoratore non ha, con l’utilizzatore (ossia la P.A.), alcun rapporto di lavoro formale, ma al più un rapporto di natura sostanziale, stanti i poteri di controllo e direzione riconosciuti in capo all’utilizzatore.

Sebbene i lavoratori somministrati non possano essere considerati pubblici dipendenti, il servizio prestato dal lavoratore somministrato presso una pubblica amministrazione può essere considerato quale servizio utile ai fini della maturazione delle 36 mensilità di servizio necessarie per accedere alle procedure di stabilizzazione.

Ed infatti, come già rilevato, la norma ricomprende, tra i periodi di servizio utili per la maturazione del requisito, tutti i rapporti di lavoro che prevedano una prestazione diretta nei confronti dell’Amministrazione.

Un’interpretazione letterale della norma, quindi, permette di ricomprendere in tale nozione anche i lavoratori somministrati. Infatti, come già detto, sebbene il detentore formale del contratto di lavoro sia l’agenzia di somministrazione, la quale riveste anche il ruolo di effettivo datore di lavoro, la prestazione lavorativa viene sempre eseguita in favore dell’utilizzatore, il quale, altresì, individua i compiti del lavoratore e detiene poteri direttivi sulla prestazione lavorativa dello stesso.

Ciò permetterà a molti lavoratori somministrati di accedere alle procedure di stabilizzazione. Ed infatti, basterà che gli stessi possano vantare, dopo il 28 agosto 2015, anche un solo giorno di servizio in forza di un contratto di lavoro diretto con l’amministrazione, risultando, invece, sufficiente avere prestato servizio come lavoratore somministrato al fine del computo dei 36 mesi di servizio totali.

Per essere ammessi alle procedure di stabilizzazione disciplinate dal Decreto Madia, nel caso in cui l’Ente neghi il possesso dei requisiti per i dipendenti che siano in possesso, oltre che del servizio prestato in qualità di lavoratori somministrati, anche di un contratto diretto di lavoro con l’Amministrazione, sarà necessario procedere con la presentazione di una diffida.

Chiunque si trovasse nelle condizioni sopra descritte potrà inviare una mail all’indirizzo info@avvocatoleone.com per ricevere maggiori informazioni.

Inoltre, chiunque abbia un contratto a tempo determinato da oltre 36 mesi con la stessa agenzia di somministrazione, potrà agire per ottenere la conversione del proprio contratto ed ottenere un contratto a tempo indeterminato con l’agenzia di somministrazione.

Vuoi sapere se hai requisiti per partecipare alla stabilizzazione? 

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L’avv. Francesco Leone si è laureato presso la Facoltà di Giurispudenza di Palermo con una tesi in diritto costituzionale dal titolo “Le Forme di Governo e i Sistemi Elettorali”. Grazie alla guida del dominus Francesco Stallone, ha maturato esperienze come consulente per numerosi Enti Pubblici e Società Private con specifico riferimento alla predisposizione di bandi di gara, schemi di provvedimenti amministrativi e di contratti, interpretazione e applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria. Superati immediatamente gli esami d’abilitazione, si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Da quel momento in poi, predispone e patrocina ricorsi singoli, e collettivi, presso la giurisdizione Amministrativa e Civile con particolare riferimento alle tematiche inerenti i Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici/Appalti. Dal 2011 inizia a specializzarsi in Ricorsi Collettivi e Class Action aventi ad oggetto concorsi pubblici, procedure selettive e test d’ammissione e abilitazione. Nel 2013 crea un team di giovani professionisti che, coniugando ricerca scientifica e nuove tecnologie, si occupa con successo di tutti i grandi casi giurisprudenziali degli ultimi anni. Test d’ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie, Esami d’abilitazione professionale, Concorsi nelle Forze dell’Ordine, Concorso dell’Agenzia delle Entrate, Selezioni CIAPI, Concorso “Roma Capitale”, Concorso MEF 2015, Piano Giovani e Garanzia Giovani (Youth Guarantee), Concorso Vigile del Fuoco, Accesso alle Scuole di Specializzazione Medica, Trasferimento in Italia da ateneo estero, Stabilizzazione precari e tutte le problematiche inerenti la Scuola rappresentano solo una parte delle attività professionali sino ad oggi svolte.

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