sabato, dicembre 16, 2017

RICORSO

Personale ATA – Ricorso per il riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie

 

Con nota n. 8654 del 28/02/2017 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha invitato gli Uffici Scolastici Regionali “ad indire i concorsi per soli titoli per i profili professionali del personale ATA dell’area A e B, ai sensi dell’art. 554 del decreto legislativo n. 297/1994 e dell’O.M. 23.02.2009, n. 21”.

Detti bandi sono, dunque, finalizzati all’inserimento e all’aggiornamento delle graduatorie permanenti provinciali, dei profili A e B del personale ATA, con 24 mesi di anzianità servizio.

Successivamente all’emanazione dei diversi bandi da parte Uffici Scolastici Regionali, è emerso che gli stessi si palesano illegittimi sul fronte del riconoscimento del servizio prestato nelle scuole paritarie.

Più in particolare, in essi si legge che “Qualora il servizio sia stato prestato in scuole pareggiate o legalmente riconosciute o in scuole elementari parificate o in scuole paritarie il punteggio è ridotto della metà”.

Moltissimi operatori scolastici che hanno prestato servizio nelle scuole non statali continuano ancora oggi ad essere non adeguatamente considerati dal Legislatore, ai fini della valutazione del punteggio per l’inserimento nelle graduatorie che consentirà loro di accedere al ruolo.

L’illegittimità rilevata attiene alla disparità di trattamento nell’attribuzione del punteggio tra il personale ATA che ha prestato servizio nelle istituzioni scolastiche statali (valutato punti 0,50 per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 giorni), ed il medesimo personale che, tuttavia, ha prestato servizio nelle scuole paritarie (valutato punti 0,25 per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 giorni).

Tale disposizione opera un’evidente disparità di trattamento, avvantaggiando ingiustamente il personale ATA che ha prestato servizio nelle scuole statali a scapito di coloro che hanno svolto analogo servizio presso le scuole “paritarie”.

TIPOLOGIA DI RICORRENTE

  • Personale ATA che ha prestato servizio nelle scuole pareggiate o parificate, legalmente riconosciute e nelle scuole paritarie (con anzianità di servizio di almeno due anni – 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi – nelle scuole statali e non statali).

NORMATIVA E GIURISPRUDENZA

  • NORMATIVA

Con la Legge 62/2000 viene introdotta nel nostro ordinamento “la parità tra scuola pubblica e scuola privata”.

Il sistema nazionale di istruzione viene riconosciuto come costituito dalle scuole statali e da quelle private, oltre dagli enti locali. Questo sistema si propone di ampliare l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione, dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita.

Pertanto, al superiore fine del riconoscimento della “parità”, la L. 62/2000 impone agli istituti scolastici il possesso di requisiti strutturali, organizzativi, contenutistici e di qualificazione del personale identici rispetto alle scuole statali (cfr. art. 1, c. 3 e ss. L. 62/2000).

Requisiti il cui possesso deve, ovviamente, essere mantenuto anche dopo il riconoscimento della parità, in considerazione dei controlli a cui gli stessi istituti sono sottoposti ad opera degli Uffici Scolastici Regionali.

A tal proposito la Corte Costituzionale ha ribadito che le scuole paritarie sono tenute a garantire degli standard qualitativi identici rispetto a quelli delle scuole statali al fine “di garantire il ruolo riconosciuto alle scuole paritarie nel sistema nazionale di istruzione pluralistico, previsto dall’art. 33, quarto comma, Cost.” (Corte Costituzionale, Sentenza del 22.10.2014 n. 242).

E dunque, se le scuole paritarie sono per legge tenute ad erogare un servizio di identica consistenza rispetto a quelle statali, allora non si comprende per quale ragione l’esperienza professionale maturata all’interno di esse non debba essere valutata dall’Amministrazione allo stesso modo.

Ed ancora, il successivo D.L. 255 del 3 luglio 2001, convertito nella Legge 20 agosto 2001, n. 333, all’art. 2, comma 2, con riferimento al riconoscimento/aggiornamento del punteggio nell’ambito delle graduatorie permanenti ha previsto che il servizio di insegnamento svolto nelle scuole paritarie è valutato nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali.

E’ evidente, dunque, che tale disparità di trattamento violi espressamente il fondamentale “Principio di uguaglianza” garantito dalla nostra Carta Costituzionale, considerato che nessuna differenza di tipo oggettivo sussiste nella natura del servizio, ma riguarda esclusivamente il tipo di istituto in cui è stato reso.

Non ricorre, infatti, alcuna ragione obiettiva che possa giustificare l’attribuzione di un minor punteggio al personale ATA delle scuole paritarie, stante l’assenza di qualsiasi riferimento normativo che giustifichi tale disparità di trattamento.

  • GIURISPRUDENZA

Il Consiglio di Stato, con diverse ordinanze cautelari rese nello scorso mese di marzo, ha accolto gli appelli cautelari presentati dal nostro staff legale in riferimento al riconoscimento, in capo ai docenti, del servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie per violazione della L. n. 62 del 2000, della L. n. 107 del 2015, del D.M. n. 94 del 2016 e la inosservanza dei principi di parità di trattamento e divieto di ingiusta discriminazione con riferimento al mancato riconoscimento del servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie.

Purtroppo, quanto sopra non è stato recepito dai predetti bandi, continuando così ad arrecare pregiudizio al personale ATA che ha prestato servizio nelle scuole paritarie.

AUTORITÀ ADITA

Ricorso ordinario al Giudice Ordinario in Funzione di Giudice del Lavoro

TERMINE DI ADESIONE

Il termine ultimo di adesione al ricorso 30/11/2017

TIPOLOGIA DI RICORSO E MODULISTICA

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