venerdì, maggio 25, 2018

RICORSO

Ricorso per recupero somme – Blocchi stipendiali

A partire dal 2010, a causa della profonda crisi finanziaria, il legislatore ha disposto che i dipendenti pubblici, rientranti nel regime di contrattazione collettiva, subissero un “congelamento” delle retribuzioni.

In altri termini, con delle misure di carattere straordinario, ha disposto che il regime retributivo dei dipendenti pubblici non beneficiasse, annualmente, degli adeguamenti previsti per legge. Tale disposizione, introdotta come misura straordinaria per il contenimento della spesa pubblica, ha però prodotto effetti duraturi.

Ciò ha indotto la Corte Costituzionale a sancirne l’illegittimità costituzionale con una sentenza resa lo scorso 30 luglio 2015.

Alla luce della citata sentenza, pertanto, sarà possibile per i dipendenti pubblici ottenere ristoro dal pregiudizio patito, ovvero recuperare le somme non percepite.

TIPOLOGIA DI RICORRENTE

Qualsiasi pubblico dipendente il cui trattamento stipendiale sia bloccato dal 2010 ad oggi.

NB: Sarà cura dello staff legale la valutazione circa la possibilità e l’opportunità di agire.

NORMATIVA

  • decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122.

GIURISPRUDENZA

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 178 del 30 luglio 2015

OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE

Il ricorso mira ad ottenere il recupero delle somme indebitamente non percepite a causa del blocco degli stipendi dichiarato illegittimo.

La somma che potrà essere recuperata varia da dipendente a dipendente e sarà quantificata da un consulente del lavoro.

Si riportano, di seguito, delle ricostruzioni meramente esemplificative:

Un soggetto appartenente alle forze armate potrà richiedere una somma pari a circa 14.000,00 €.

Per coloro il cui rapporto di lavoro sia articolato sulla base del CCNL Enti Locali sarà possibile agire per una cifra pari a circa 20.000,00 €.

I docenti, invece, potranno agire per una cifra pari a circa 7.250,00 €.

AUTORITÀ ADITA

L’azione, preceduta da un apposito atto di diffida, sarà presentata innanzi al tribunale avente giurisdizione e competenza, individuato sulla base della posizione specifica del ricorrente.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA

  • Contratto di lavoro;
  • Buste paga relative al periodo successivo all’anno 2010.

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