venerdì, maggio 25, 2018

RICORSO

Ricorso avverso il silenzio- inadempimento della P.A ex art. 117 c.p.a. volto ad ottenere il riconoscimento del titolo professionale acquisito all’estero

TIPOLOGIA DI RICORRENTE

Possono aderire al ricorso tutti coloro che non hanno ottenuto una risposta all’istanza presentata all’amministrazione competente e volta ad ottenere l’emissione del decreto di riconoscimento del titolo conseguito all’estero per l’esercizio della professione corrispondente in Italia

NORMATIVA

D.lgs 206/2007 in attuazione della Direttiva 36/2005/CE

GIURISPRUDENZA

  • Il T.A.R. Campania- Napoli ha stabilito che “Il presupposto sostanziale del silenzio-inadempimento ricorribile ex art. 117 c.p.a. è la sussistenza di un obbligo di provvedere a fronte dell’istanza del privato, ossia di adottare un provvedimento amministrativo autoritativo, in ossequio al precetto dell’art. 2, comma 1, della legge n. 241 del 1990”.(cfr. Tar Campania- Napoli II sent. n. 330/2013)

In altri termini, l’omessa emanazione del provvedimento finale assume il valore di silenzio- inadempimento, in quanto sussista un obbligo giuridico di provvedere, cioè di esercitare una pubblica funzione attribuita normativamente alla competenza dell’organo amministrativo destinatario della richiesta, mediante avvio di un procedimento amministrativo volto all’adozione di un atto tipizzato nella sfera autoritativa del diritto pubblico.

  • Sul punto si è pronunciato il Tar Lazio affermando che: “a fronte della motivata e documentata domanda del ricorrente e della descritta inerzia del Ministero competente, risulta palese la violazione del generalissimo principio normato dall’art. 2 della legge n. 241/1990 secondo i principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’art. 97 della Costituzione, nonché delle precise disposizioni (art. 51, paragrafo 2, direttiva2005/36/CE; art. 16, comma 6, D.Lgs. n. 206/2007, DM n. 191/2003) che imponevano la conclusione del procedimento in esame entro quattro mesi dal ricevimento della documentazione, termine peraltro scaduto già in data 24 giugno 2015.

Condannando il Ministero a concludere definitivamente il procedimento in esame, emettendo il decreto di riconoscimento del titolo nel termine di 30 giorni dalla notifica della succitata sentenza(cfr.Tar Lazio- Roma sez III bis sent.  N. 4180/2016).

  • La medesima sezione del Tar Lazio, pronunciandosi in relazione alsilenzio dell’amministrazione competente per il rilascio della dichiarazione di conformità alla direttiva 2005/36/ce ex art 7 rispetto al titolo di studio e professionale – diploma di maturità – rilasciato a seguito di un esame di stato ammette che: “che il rito del silenzio previsto dall’art. 117 D.Lgs. n. 104/2010 presuppone, oltre all’inerzia della stessa Amministrazione, anche la sussistenza dell’obbligo per l’Amministrazione di provvedere sull’istanza e che, pertanto, il rito del silenzio è esperibile laddove ci si trovi al cospetto di una disposizione puntuale impositiva di un obbligo di provvedere, ovvero laddove lo stesso sia inequivocamente ricavabile dal sistema giuridico; Considerato che, nella fattispecie, deve ritenersi che l’obbligo di dare riscontro alla predetta istanza sia insito nel sistema in quanto funzionale alla procedura di riconoscimento di cui trattasi;”(cfr. Tar Lazio- Roma sez. III bis sent. n. 3525/2017)

 

  • Diversa sezione del Tar Lazio, pronunciandosi sul silenzio- inadempimento della P.A con riferimento all’emissione del decreto di riconoscimento del titolo di abogado conseguito in Spagna al fine di essere ammesso agli esami per il conseguimento del titolo di avvocato ammette che “neppure l’intimato Ministero può sottrarsi alle regole nazionali e comunitarie relative, nell’ambito dei principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi, al mutuo riconoscimento dei titoli di studio e professionali, e deve quindi concludere definitivamente il procedimento, che non contempla alcuno spazio di discrezionalità, dovendo essere emesso il decreto di riconoscimento del titolo ove sussistente, e dovendo viceversa l‘Amministrazione pronunciarsi in senso negativo in caso contrario”.(cfr Tar Lazio-Roma sez I sent. n. 8171/2016)

OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE

  • la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione e il conseguente obbligo per la stessa di provvedere all’istanza presentata, concludendo il procedimento con un provvedimento espresso da emettere entro 30 giorni
  • risarcimento del danno subito dal ricorrente per il mancato riscontro entro i termini legislativamente

AUTORITÀ ADITA

T.A.R. del Lazio – Roma

MOMENTO DAL QUALE DECORRE LA LESIONE

Dal superamento dei termini previsti dalla Direttiva 36/2005/CE (tre o quattro mesi in relazione alla categoria di appartenenza)

TERMINE DI ADESIONE

Entro un anno dalla scadenza del termine assegnato all’Amministrazione per la conclusione del procedimento

TIPOLOGIA DI RICORSO E MODULISTICA

  • Individuale

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