Home diritto penale Gli “assenteisti” di Sanremo: pugno duro della Cassazione

Gli “assenteisti” di Sanremo: pugno duro della Cassazione

(Da Norma.dbi.it)

I comportamenti di molti dipendenti comunali, in violazione delle regole imposte dall’amministrazione a proposito dell’orario di lavoro ed, in particolare, delle modalità di entrata e di uscita dall’ufficio, giustificano le misure cautelari.

10988486_1533178570280722_3050298689602970366_nCon una sentenza destinata a far scalpore (clicca qui per leggere la sentenza), la seconda sezione della Cassazione ha rigettato il ricorso dei dipendenti del comune di Sanremo avverso l’ordinanza del G.I.P. che ha disposto nei loro confronti la misura degli arresti domiciliari e per taluni l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
La vicenda, oltre che per il suo impatto mediatico non indifferente, è di estrema delicatezza e gravità, poiché le fattispecie di reato configurabili sarebbero, ad avviso della Procura, la falsa attestazione della presenza in servizio, cioè il reato specifico per l’assenteismo nel pubblico impiego introdotto a suo tempo dalla riforma Brunetta (articolo 69, comma 1 del D.Lgs n. 150/2009), nonché la truffa aggravata, il falso ideologico e l’interruzione di pubblico servizio.
I ricorrenti a mezzo dei loro difensori si dolevano della mancanza di una autonoma valutazione da parte del G.I.P. dei gravi indizi di colpevolezza – così come richiesto dal riformato c.p.p. per la convalida delle misure cautelari – ritenendo l’ordinanza del Giudice fosse un mero copia/incolla delle informazioni fornitegli dal P.M..
11001931_1531795393752373_3755549417870727987_nTuttavia, la Cassazione ha ravvisato il carattere della “originalità” dell’ordinanza che ha disposto le misure cautelari nei confronti dei ricorrenti “assenteisti”, in quanto il G.I.P ha certamente fatto rinvio all’ingente corpus di elementi investigativi del P.M., traendone però una valutazione del tutto autonoma e dalla quale emerge la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico dei ricorrenti e tutte le conseguenti valutazioni in ordine alle modalità delle condotte degli indagati, frutto di un proprio e diverso percorso argomentativo del G.I.P. rispetto al P.M..
Ciò è altresì dimostrato dal fatto che alcune misure degli arresti domiciliari sono state sostituite con quella dell’obbligo di firma.

(Antonella Ciraulo per Norma.dbi.it)

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