Home Abilitazione Forense Abilitazione forense, violato l’anonimato a Catanzaro: il TAR accoglie

Abilitazione forense, violato l’anonimato a Catanzaro: il TAR accoglie

Anche quest’anno la procedura per il conseguimento del titolo di abilitazione all’esercizio della professione forense ha destato qualche polemica.

A conferma dell’illegittimità della procedura seguita da alcune corti di appello, è giunta la decisione del T.A.R. Calabria – Catanzaro, sez. II, 22 agosto 2017, n. 317.
La decisione del tribunale calabrese ha ritenuto meritevole di pregio la censura proposta dal candidato relativa alla violazione dell’anonimato nella procedura d’esame.

In particolare, i criteri direttivi fissati dalla Commissione Centrale, per salvaguardare l’anonimato dei candidati, impongono un obbligo di “congruo rimescolamento” delle buste contenenti gli elaborati, prima dell’assegnazione delle stesse alle Sottocommissioni.

Il T.A.R Calabria ha rilevato che i verbali esibiti dall’Amministrazione pubblica non dimostravano l’avvenuto rispetto delle predette modalità operative ha, per l’effetto, ha ordinato “all’Amministrazione il riesame del provvedimento impugnato, con garanzia dell’anonimato che si deduce violato”.

Pertanto, i candidati che hanno svolto la procedura abilitativa presso la Corte di Appello di Catanzaro potranno proporre un ricorso per ottenere l’ammissione alle fasi orali o il riesame del compito valutato non idoneo (valutazione effettuata ad opera di una nuova commissione).

Sarà possibile proporre ricorso fino al 18 settembre. Pertanto, chi vorrà aderire dovrà fare pervenire, presso lo studio di Palermo, i moduli di adesione entro venerdì 15 settembre (tramite posta celere).

Clicca qui per scaricare i moduli di adesione al ricorso

1 COMMENTO

  1. Vorrei fornire una precisazione perchè sia molti legali, sia alcuni tar continuano a sostenere che alcune Corti di appello avrebbe violato l’anonimato dei candidati perchè non avrebbero proceduto al “congruo rimescolamento” prima di procedere alla distribuzione dei compiti alle sottocommissioni. Se così fosse sarebbe veramente grave. ma non è così. Purtroppo la circolare della Commissione centrale contiene un’espressione (ripetuta nel tempo e risalente all’epoca della modifica che ha introdotto lo scambio di compiti con sorteggio tra le varie C.di Appello) che contribuisce a creare confusione se non si fa lo sforzo di rileggersi regi decreti e regolamento ormai risalenti nel tempo.
    In realtà la procedura da seguire è:
    il giorno immediatamente successivo alle prove e alla presenza di almeno cinque candidati si procede a rendere anonime le tre prove mediante l’eliminazione dei tagliandini identificativi (contenenti i numeri identificativi dati ai candidati in fase di ammissione alle prove). Dopodichè le tre buste vengono inserite in una unica busta piu’ grande. Tutte le buste, dopo congruo rimescolamento vengono rinumerate dal n. 1 al numero n. Le buste che pervengono alla Corte di Appello che corregge, quindi, sono completamente anonime e il fatto di rimescolarle nuovamente è operazione che si fa malvolentieri perchè crea confusione in fase di redazione dei verbali, rende più difficoltoso mantenere un controllo sui compiti effettivamente corretti e, non ultimo è operazione totalmente inutile e non prevista da alcuna disposizione se non fosse per una frase inserita (e ripetuta negli anni) nella circolare della Commissione centrale. Spero vivamente che nella prossima venga finalmente eliminata.
    Cordiali saluti

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