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Concorso Allievi Agenti, contrasto interno al Consiglio di Stato. La prima sezione accoglie il ricorso la quarta no.

Concorso Allievi Agenti, contrasto interno al Consiglio di Stato. La prima sezione accoglie il ricorso la quarta no.

Allievi Agenti Polizia di StatoLa quarta sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n. 5034 del 11 novembre, ha rigettato l’appello cautelare presentato dallo studio legale “Leone – Fell & Associati” inerente al concorso per la selezione di 559 allievi agenti di Polizia di Stato.

Al centro della disputa legale la doppia soglia di sbarramento prevista dal bando di concorso. Il Ministero dell’Interno, infatti, aveva basato la selezione su due prove, una scritta e una fisica. Il passaggio dalla prima alla seconda era determinato dall’aver raggiunto la sufficienza – fissata dalla legge 487/94 in 6/10 – ai quiz e, al contempo, essersi collocati con il proprio punteggio tra i primi 850 concorrenti.

Proprio la previsione di riservare il passaggio alle prove fisiche solo ai primi 850 e non già, come previsto espressamente dalla legge, a tutti coloro che hanno raggiunto la idoneità nei quiz è il cuore del ricorso presentato mesi addietro al Tar del Lazio. Una censura, quella sull’illegittimità della doppia soglia di sbarramento, che ha visto lo studio “Leone-Fell” già vittorioso in casi analoghi oltre che, lo scorso 24 ottobre, per lo stesso concorso “allievi agenti”.

La prima sezione del Consiglio di Stato, infatti, con parere n. 2193  aveva accolto l’illegittimità della doppia soglia di sbarramento e ammesso i ricorrenti alla fase successiva del concorso.

Una decisione, quindi, quella della quarta sezione che da un lato si pone in contrasto con un orientamento ormai consolidato per la giustizia amministrativa e, dall’altro, crea un’ingiusta disparità di trattamento tra ricorrenti.

Gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell pur rispettando l’ultima decisione del Consiglio di Stato promettono battaglia: “il processo non si è ancora concluso. Si deve svolgere ancora l’udienza di merito presso il Tar del Lazio e poi, in caso di sentenza negativa, ci rivolgeremo nuovamente in sede d’appello al Consiglio di Stato. E’ chiaro che sul punto della doppia soglia di sbarramento si è creato un contrasto giurisprudenziale che il giudice amministrativo ha il dovere di risolvere. Pertanto, visti i precedenti e vista la chiara previsione normativa che non consente alle amministrazioni di creare autonomamente ulteriori sbarramenti oltre quelli già previsti dal testo unico per il reclutamento del pubblico impiego, chiederemo che si riunisca l’Adunanza Plenaria del CdS e faccia chiarezza una volta e per tutte su questo argomento. Chiediamo ai nostri ricorrenti di continuare ad avere fiducia nella giustizia, per loro il sogno di diventare dei poliziotti non finisce qui”.

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