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Concorso per 1.000 operatori giudiziari, illegittima esclusione di alcuni candidati

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Esclusi illegittimamente centinaia di candidati a cui l’Amministrazione del concorso per 1.000 operatori giudiziari ha negato il soccorso istruttorio.

Il bando, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 15 settembre, prevedeva (solo nella parte relativa alla valutazione dei titoli) che il possesso di determinati requisiti di ammissione sarebbe avvenuta esclusivamente attraverso una modulistica ad hoc.

Decine di candidati hanno contattato il nostro Studio legale dopo essere stati esclusi per aver attestato il possesso di tale requisito di ammissione mediante la trasmissione del certificato rilasciato dagli organi competenti (es: Procura della Repubblica), contravvenendo, così, all’art. 5 co. 3 n. 7 e 8 del bando che prevede invece di dimostrare il requisito tramite un modulo ad hoc.

Il nostro staff legale ritiene che l’esclusione sia illegittima per non avere l’Amministrazione garantito il soccorso istruttorio, violando così il principio di leale collaborazione.

Ed infatti per giurisprudenza costante (cfr., da ultimo, Tar Napoli, sez. V, 3 marzo 2020, n. 1000) il dovere di soccorso istruttorio sussiste, nei concorsi pubblici, allorché si tratti di mere regolarizzazioni di elementi di contorno, in atti o documenti già completi nei loro elementi costitutivi. È stato in particolare affermato a tale riguardo che: “nei concorsi pubblici il dovere di soccorso istruttorio desumibile dall’art. 6, l. 7 agosto 1990 n. 241 sussiste, senza violazione del principio della parità di trattamento e quindi del dovere di imparzialità ex art. 97 Cost., quando si tratta di mere regolarizzazioni di elementi di contorno, in presenza di atti o documenti già completi negli elementi costitutivi, ma non di completare la domanda nei suoi elementi essenziali (Tar Molise, Campobasso, sez. I, 12.06.2015, n. 241)”. Ed ancora che: “nell’ambito dei concorsi pubblici, l’attivazione del c.d. soccorso istruttorio è tanto più necessaria per le finalità proprie di detta procedura che, in quanto diretta alla selezione dei migliori candidati a posti pubblici, non può essere alterata nei suoi esiti da meri errori formali, come accadrebbe se un candidato meritevole non risultasse vincitore per una mancanza facilmente emendabile con la collaborazione dell’amministrazione (Cons. Stato, sez. V, 22 novembre 2019, n. 7978)”;

Per tale ragione, abbiamo attivato un ricorso collettivo per chiedere al Tar il reinserimento dei nostri ricorrenti in graduatoria.

Per ricevere maggiori informazioni e per ricevere la modulistica di adesione compila il form qui sotto.

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