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Difetto di collegialità, il Tar riammette azienda alla gara d’appalto

Difetto di collegialitàEra stata esclusa da una gara d’appalto per mancato raggiungimento della soglia minima di punti previsti dal bando. Ma la commissione giudicatrice, non tenendo conto dei singoli giudizi, ha commesso un’irregolarità (difetto di collegialità). L’azienda ha così proposto ricorso e i giudici amministrativi hanno accolto e riammesso la società alla gara.

La commissione avrebbe infatti disatteso – in conformità con la clausola contenuta nell’art. 18.2 del disciplinare – il principio secondo cui in sede di valutazione dell’offerta tecnica “ciascun commissario è tenuto ad effettuare una valutazione autonoma e ad attribuire un personale coefficiente di valutazione, per poi effettuare la media con i coefficienti degli altri commissari”.

Nelle gare da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – scrivono i giudici – è regola imprescindibile, al fine di garantire la trasparenza e l’imparzialità del giudizio, che i commissari esprimano singolarmente la propria valutazione assegnando a ciascun criterio/subcriterio un coefficiente di punteggio, e solo dopo si faccia la media.

In questo caso, invece, è accaduto esattamente il contrario: si legge che “la Commissione Giudicatrice attribuirà unitariamente nel suo complesso, un giudizio sintetico a cui corrisponde un coefficiente compreso fra 0 e 1. In caso di mancata unanimità di giudizio sarà verbalizzato il giudizio individuale attribuito dai singoli commissari e sarà effettuata la media dei coefficienti”.  Ma ciò costituisce violazione del principio della collegialità. 

La necessità che ciascun commissario esprima autonomamente la propria valutazione discrezionale è chiaramente finalizzata ad assicurare la trasparenza e la ponderatezza dell’iter valutativo della commissione di gara, obiettivo certamente inciso dalla scelta di concordare da subito un solo giudizio unitario, senza alcuna possibilità di evincere il contenuto del preventivo giudizio del singolo commissario.

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Francesco Leone
L’avv. Francesco Leone si è laureato presso la Facoltà di Giurispudenza di Palermo con una tesi in diritto costituzionale dal titolo “Le Forme di Governo e i Sistemi Elettorali”. Grazie alla guida del dominus Francesco Stallone, ha maturato esperienze come consulente per numerosi Enti Pubblici e Società Private con specifico riferimento alla predisposizione di bandi di gara, schemi di provvedimenti amministrativi e di contratti, interpretazione e applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria. Superati immediatamente gli esami d’abilitazione, si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Da quel momento in poi, predispone e patrocina ricorsi singoli, e collettivi, presso la giurisdizione Amministrativa e Civile con particolare riferimento alle tematiche inerenti i Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici/Appalti. Dal 2011 inizia a specializzarsi in Ricorsi Collettivi e Class Action aventi ad oggetto concorsi pubblici, procedure selettive e test d’ammissione e abilitazione. Nel 2013 crea un team di giovani professionisti che, coniugando ricerca scientifica e nuove tecnologie, si occupa con successo di tutti i grandi casi giurisprudenziali degli ultimi anni. Test d’ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie, Esami d’abilitazione professionale, Concorsi nelle Forze dell’Ordine, Concorso dell’Agenzia delle Entrate, Selezioni CIAPI, Concorso “Roma Capitale”, Concorso MEF 2015, Piano Giovani e Garanzia Giovani (Youth Guarantee), Concorso Vigile del Fuoco, Accesso alle Scuole di Specializzazione Medica, Trasferimento in Italia da ateneo estero, Stabilizzazione precari e tutte le problematiche inerenti la Scuola rappresentano solo una parte delle attività professionali sino ad oggi svolte.

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