Home Abilitazione Forense Esame per avvocato ancora nel caos: esiti a settembre?

Esame per avvocato ancora nel caos: esiti a settembre?

Gli esami di abilitazione forense ancora nel caos e gli aspiranti avvocati sono sul piede di guerra. Da tre mesi a questa parte, oltre 20.000 giovani praticanti avvocati hanno infatti chiesto al Governo e alle istituzioni un intervento per regolamentare le problematiche connesse alle sessioni 2019 e 2020. Se infatti per le altre categorie sono state previste “modalità alternative” da remoto, per i praticanti avvocati è stato emanato un solo intervento, contenuto nell’articolo 254 del Decreto Rilancio, il quale dispone solo la ripresa delle correzioni degli elaborati scritti sostenuti nel dicembre 2019.

Correzioni, che stando a una nostra fonte, potrebbero portare alla pubblicazione degli esiti solo a settembre. A causa dello stop forzato, con la conseguenza che gran parte degli aspiranti avvocati che otterrà la sufficienza alle prove scritte potrebbe non riuscire a sostenere la prova orale entro il mese di dicembre 2020, il timore è quello di dover sostenere il cosiddetto “scritto cautelativo”.

Non perderti la diretta di domani, martedì 7 luglio alle ore 15, sulla nostra pagina Avv. Francesco Leone, parleremo insieme ad Artan Xhepa, presidente Associazione italiana praticanti avvocati dell’esame di abilitazione forense. Insieme affronteremo tutte le più importanti novità e risponderemo a tutti i vostri dubbi e domande in diretta!

Visto che gli esami di Stato per i praticanti avvocati sono ancora in alto mare, alcuni praticanti hanno scritto una lettera al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Alla luce di ciò, i praticanti chiedono “di fissare la conclusione della correzione degli elaborati e la pubblicazione dei relativi esiti entro un termine congruo ad evitare che gli aspiranti avvocati che avranno ottenuto valutazione positiva delle prove scritte vedano pregiudicata l’aspettativa di concludere l’iter dell’esame entro tempi ragionevoli, evitando di doversi cimentare nel c.d. “scritto cautelativo”.

In subordine, laddove non fosse possibile ultimare le correzioni e comunicare gli esiti entro un termine idoneo, si chiede che i candidati i cui elaborati abbiano ottenuto la sufficienza siano direttamente abilitati (c.d. scritto abilitante); o in alternativa, abbiano la possibilità di ripetere la prova orale alla sessione 2020/2021, senza necessità di sostenere nuovamente la prova scritta qualora non dovessero ottenere una valutazione positiva alla prova orale della sessione 2019/2020 (c.d. ultrattività dello scritto).

In estremo subordine, si voglia quantomeno esentare i candidati, costretti a sostenere lo “scritto cautelativo”, dal pagamento delle tasse di iscrizione all’esame di abilitazione alla professione forense per la sessione 2020/2021.

A quanto sopra esposto, si aggiungono le incresciose preoccupazioni derivanti dalla mancata previsione di una modalità alternativa con la quale mettere in condizione gli aspiranti avvocati, che dovranno sostenere l’esame nel 2020, di espletare in tutta sicurezza le prove di abilitazione in caso di una nuova esplosione di contagi da Covid-19. Previsione che appare assolutamente necessaria poiché i massimi esperti del settore prevedono una notevole recrudescenza della pandemia nella stagione autunnale”.

Una delle soluzioni proposte riguarda la possibilità di svolgere l’esame attraverso un’unica prova orale da remoto, ritenuta infatti la modalità più idonea a garantire lo svolgimento della sessione in tutta sicurezza e in tempi celeri.

Il nostro staff legale sta seguendo da vicino tutta la questione ed è pronto a sostenere i praticanti, convinto che servano maggiori certezze e un impegno concreto da parte del Governo.

Per contattare il nostro Studio legale invia una mail a info@leonefell.com

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Ccollegati martedì 7 luglio alle ore 15, su Avv. Francesco Leone
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