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Gli stage formativi presso gli Uffici Giudiziari, che caos!

Gli stage formativi presso gli Uffici Giudiziari – Che caos!

Cancelleria-di-tribunale-chiusura-per-1-giorno-a-settimana-vietata-370x230Nel corso dell’anno 2010, nell’ottica di tamponare in modo immediato la carenza di organico dei vari uffici giudiziari del nostro paese, il Ministero della Giustizia ha attivato degli stage di formazione presso il Tribunale.

I soggetti, individuati con una procedura di selezione molto semplice, prevedevano, inizialmente, un periodo di 12 mesi di formazione presso gli uffici del tribunale.

Le mansioni svolte dagli stagisti consistevano principalmente in attività di segreteria, quali scansioni informatiche e fascicolazione dei documenti, utilizzo della strumentazione per la ricezione e l’invio di comunicazioni interne ed esterne all’ufficio, telefono, fax, e-mail.

Il ruolo ricoperto dagli oltre 2.500 stagisti che hanno iniziato il loro percorso formativo già nel 2010 è diventato da subito vitale per un miglior funzionamento degli uffici giudiziari.

Fin qui nulla di strano.

Eppure, con gli anni, il Ministero ha provveduto ad operare un vero e proprio rinnovo del periodo di tirocinio formativo, in barba alle disposizioni allora vigenti (d.lgs. 142/1998) che individuavano in 12 mesi il periodo di massima durata di un tirocinio formativo.

L’utilità dei tirocinanti era, infatti, troppa, e il beneficio economico in termini di risparmio non indifferente.

Gli stage formativi presso gli Uffici Giudiziari, l’indennità prevista

11351615cancellerieE infatti, ad ogni tirocinante viene corrisposta un’indennità pari a circa 400€ mensili, di netto inferiore rispetto alla retribuzione spettante ad un lavoratore subordinato che svolga le medesime mansioni, ed ancora l’utilizzo dei tirocinanti ha permesso al Ministero un grande risparmio, stante il mancato versamento di contributi, Tfr ed altri accessori tipici dei rapporti di lavoro subordinati.

Il meccanismo, così descritto, va avanti da ormai 7 anni (il Ministero ha da poco pubblicato l’Avviso per la presentazione della domande per un ulteriore anno di perfezionamento), senza che, quelli che ormai vengono definiti “Precari della Giustizia”, abbiano avuto il riconoscimento della propria reale posizione lavorativa.

Ed anzi, nei vari contratti sottoscritti, vi è un’apposita specifica che prevede che “L’utilizzo del lavoratore nelle attività previste dal presente progetto formativo non determina l’instaurazione di alcun rapporto di lavoro con il Ministero della Giustizia e con l’Ufficio Giudiziario interessato.
Nessuna possibilità di stabilizzazione o di assunzione può direttamente derivare per le persone utilizzate nel progetto dalla partecipazione dello stesso
”.

Eppure, anche dopo l’aggiornamento della disciplina regolante i tirocini, la durata massima di un tirocinio di formazione professionale per l’inserimento o reinserimento al lavoro è di 12 mesi, comprensivi di proroghe.

Gli stage formativi presso gli Uffici Giudiziari, va riconosciuta l’effettiva prestazione svolta

Il nostro staff ritiene che tutti i precari della Giustizia meritino il riconoscimento dell’effettiva prestazione svolta presso gli uffici del processo, con l’annesso riconoscimento di tutti gli elementi retributivi che non sono stati corrisposti negli anni, sia per ciò che concerne l’effettivo compenso che sarebbe spettato, sia per quanto riguarda gli accessori mai percepiti, come per esempio il trattamento di fine rapporto.

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