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Concorsi, illegittima l’esclusione per uso di matita personale

L’uso della matita personale del candidato ad una prova scritta di un concorso pubblico non può costituire motivo di esclusione. A stabilirlo i giudici del Tar Lazio chiamati a decidere in merito all’esclusione di una candidata che aveva utilizzato una matita personale e non quella data dalla commissione per compilare il test.

L’esclusione era stata disposta in esecuzione di una clausola del bando che vietava l’ingresso in aula con strumenti idonei “alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati”.

I giudici del Tar Lazio hanno spiegato che l’impiego di una matita da parte di un candidato non può in alcun modo essere riconducibile alla clausola del bando, in quanto una matita “è un oggetto idoneo unicamente a veicolare su un supporto cartaceo le cognizioni teoriche possedute dal un candidato” e non ha capacità “di conservazione, archiviazione e memorizzazione di qualsivoglia dato di conoscenza”.

L’art. 3, comma 6, d.m. n. 130 del 2017, interdice infatti ai candidati di possedere e introdurre nelle aule d’esame, qualsiasi strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati. E una matita, per sua natura, non può contenere informazioni.

Sempre in via ipotetica, sarebbe stato differente se la candidata avesse introdotto una penna che, avendo un involucro esterno non inglobato alla sua “anima”, può contenere microcomponenti hardware o microchip atti all’immagazzinamento e allo storage di dati ed informazioni. Per tale ragione, ai candidati ammessi a sostenere una prova scritta, è vietato utilizzare penne personali.

Pertanto, se sei stato escluso per aver utilizzato una matita personale, puoi contestare l’esclusione. Per contattare il nostro staff legale invia una mail a [email protected]

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