Medicina e Chirurgia, il punto sui posti riservati agli studenti extracomunitari

131113121530-computer-lab-test-620xaIn questi giorni ci sono pervenute diverse richieste di chiarimento in ordine al fatto che ad una categoria di soggetti che ha sostenuto la prova di concorso per l’accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia non è stata concessa la possibilità di fruire dei posti riservati agli studenti stranieri non residenti in Italia.

I candidati in questione, infatti, hanno potuto partecipare al test in qualità di studenti comunitari, concorrendo, però, per i posti destinati ai candidati comunitari, in ragione di una equiparazione che non è prevista da alcuna disposizione normativa né dal bando di concorso.

Ed, invero, i concorrenti, registratisi al test come studenti extracomunitari, qualche giorno prima del test, hanno ricevuto una comunicazione dell’Università individuata come prima scelta nella quale la stessa precisava che, nonostante fossero studenti non comunitari residenti da meno di un anno in Italia, avrebbero potuto concorrere per i posti destinati ai cittadini comunitari in ragione del fatto che erano in possesso di un permesso di soggiorno.

Molte università hanno rigettato la richiesta inoltrata da questi studenti di concorrere per i posti riservati ai cittadini non comunitari in virtù del fatto che, secondo l’Amministrazione, il contingente è riservato agli studenti residenti all’estero e richiedenti visto, mentre gli studenti stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, non richiedenti visto, accedono ai corsi di studio universitario a parità di condizioni con gli studenti comunitari.

Ciò nonostante, il decreto ministeriale di indizione del concorso, DM n. 463 3 luglio 2015 ed i rispettivi bandi di concorso emanati dalle singole università, sulla scorta della previsione legislativa di cui all’articolo 26 l. n. 189/2002, prevedono la possibilità per determinate categorie di cittadini stranieri di poter accedere ai posti destinati ai candidati comunitari, equiparandoli, riservando, invece, un determinato numero di posti agli stranieri non rientranti nelle previsioni di cui all’articolo 26. Questa disposizione non ricomprende gli extracomunitari soggiornanti in Italia da meno di un anno ed in possesso di un permesso di soggiorno per finalità studio.

Ed è per questa ragione che ai cittadini non comunitari, soggiornanti in Italia da meno di un anno, doveva essere assicurato il diritto di gareggiare “nell’ambito della relativa riserva di posti, i candidati non comunitari residenti all’estero, secondo l’ordine decrescente del punteggio conseguito”.

Tale ragionamento ha trovato l’avallo anche dei giudici amministrativi che hanno accolto un ricorso proposto dal nostro studio legale contro il test dell’anno scorso, in ordine alla medesima violazione qua segnalata. Tuttavia, anche quest’anno le Università hanno ripetuto l’errore, impedendo a cittadini stranieri che per legge dovrebbero partecipare per i posti riservati ai candidati non comunitari residenti all’estero di concorrere per gli stessi e, dunque, di poter sperare di poter accedere con maggiore possibilità al posto ambito e di diventare uno studente di medicina.

Per le tue segnalazioni, scrivici a “Raccontaci il tuo caso”.

10/12/2015

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