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Medicina Generale, libero accesso ai laureati di Marzo 2016

Medicina Generale, libero accesso ai laureati di Marzo 2016

Medicina Generale prorogaNei mesi scorsi si è parecchio discusso in merito alla illegittima esclusione dei neo dottori in Medicina, laureatisi lo scorso Marzo 2016, dall’imminente Concorso in Medicina Generale, triennio 2016/2019.

Tali soggetti, infatti, non hanno potuto presentare la regolare domanda di partecipazione perché privi del requisito di abilitazione, da conseguire prima della data di presentazione della domanda di partecipazione.

Il titolo abilitativo, tuttavia, è stato conseguito da moltissimi colleghi lo scorso Luglio, più di due mesi prima della data fissata per la prova concorsuale.

Medicina Generale, l’impugnazione dei bandi

A fronte di tale impedimento, per non veder sfumare un intero anno, sono stati impugnati dinnanzi al Giudice Amministrativo tutti i vari bandi regionali contenenti tale previsione, considerata illegittima poiché non rispettosa del principio del c.d. “favor partecipationis”, principio cardine dei concorsi pubblici, in base al quale l’Amministrazione ha l’obbligo di favorire il massimo accesso, senza introdurre discriminazioni limitative prive di una reale ragione giustificatrice.

Medicina Generale, l’accoglimento del Tar Lazio

Ebbene, all’esito delle prime udienze tenutesi nel mese di Agosto, il collegio della Sezione Terza Quater del Tar Lazio ha accolto le tesi difensive dello studio legale Leone-Fell &Associati, accogliendo le istanze cautelari proposte, e per l’effetto ha disposto l’ammissione dei ricorrenti alle prove di esame del concorso (Cfr. Sez. Terza Quater-Tar Lazio, Ordinanze nn. 4514/2016, 4878/2016, 4880/2016, 4881/2016, 4879/2016).

I nominativi dei ricorrenti, infatti, come già accaduto per la Regione Lazio, saranno inseriti nella lista degli ammessi al prossimo concorso che si terrà giorno 20 settembre.

Quanto accertato dal Giudice Amministrativo, quindi, illustra come talvolta le previsioni normative, se non adeguatamente supportate da una reale ragione giustificatrice, creino delle illegittime preclusioni in capo ai titolari di interessi legittimi.

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