Home diritto del lavoro Pignoramento dello stipendio, cosa cambia con le nuove regole

Pignoramento dello stipendio, cosa cambia con le nuove regole

Oggi, le regole del pignoramento dello stipendio sono cambiate, ma solo per quanto riguarda i pignoramenti in banca. Invariate invece quelle che avvengono presso il datore di lavoro, con il pignoramento fino a massimo un quinto dello stipendio.

Pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro:

  • un solo creditore: pignoramento fino a massimo un quinto;
  • in caso di più di un creditore per cause diverse (alimenti, tributi, debiti di varia natura): pignoramento fino a metà al massimo.

Se il creditore è l’Agenzia Entrate:

  1. a) per stipendi fino a 2.500 euro: pignoramento dello stipendio fino a massimo 1/10;
  2. b) per stipendi tra 2.501 a 5.000 euro: pignoramento fino a massimo 1/7;
  3. c) per stipendi superiori a 5.000 euro: pignoramento fino a massimo 1/5.

Pignoramento dello stipendio presso banca o posta:

Quando il pignoramento avviene presso l’istituto di credito (banca o posta) e quindi ha come oggetto il conto corrente del debitore:

  • per le somme già depositate in banca alla data del pignoramento, il creditore non può più pignorare l’intero saldo, ma solo l’importo che eccede il triplo dell’assegno sociale, attualmente pari a 1.344,21 ossia 448,07 x3). Il risultato è la somma pignorabile (ad esempio, per uno stipendio di 1.500 euro vanno sottratti 1.344,32. La differenza, pari a 155,79 euro, è la quota pignorabile);
  • per le somme che verranno accreditate successivamente dall’azienda, a titolo di stipendio, dopo la notifica del pignoramento: valgono le stesse regole per il pignoramento presso il datore di lavoro (1/5 o 1/2 a seconda del numero di creditori).

Le stesse regole valgono per il pignoramento in banca della pensione.

Per quanto riguarda il TFR (trattamento di fine rapporto), diversamente dallo stipendio è pignorabile per intero, ma solo alla cessazione del rapporto di lavoro.

Per maggiori informazioni invia una mail a info@leonefell.com o compilare il form “Raccontaci il tuo caso”.

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Francesco Leone
L’avv. Francesco Leone si è laureato presso la Facoltà di Giurispudenza di Palermo con una tesi in diritto costituzionale dal titolo “Le Forme di Governo e i Sistemi Elettorali”. Grazie alla guida del dominus Francesco Stallone, ha maturato esperienze come consulente per numerosi Enti Pubblici e Società Private con specifico riferimento alla predisposizione di bandi di gara, schemi di provvedimenti amministrativi e di contratti, interpretazione e applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria. Superati immediatamente gli esami d’abilitazione, si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Da quel momento in poi, predispone e patrocina ricorsi singoli, e collettivi, presso la giurisdizione Amministrativa e Civile con particolare riferimento alle tematiche inerenti i Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici/Appalti. Dal 2011 inizia a specializzarsi in Ricorsi Collettivi e Class Action aventi ad oggetto concorsi pubblici, procedure selettive e test d’ammissione e abilitazione. Nel 2013 crea un team di giovani professionisti che, coniugando ricerca scientifica e nuove tecnologie, si occupa con successo di tutti i grandi casi giurisprudenziali degli ultimi anni. Test d’ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie, Esami d’abilitazione professionale, Concorsi nelle Forze dell’Ordine, Concorso dell’Agenzia delle Entrate, Selezioni CIAPI, Concorso “Roma Capitale”, Concorso MEF 2015, Piano Giovani e Garanzia Giovani (Youth Guarantee), Concorso Vigile del Fuoco, Accesso alle Scuole di Specializzazione Medica, Trasferimento in Italia da ateneo estero, Stabilizzazione precari e tutte le problematiche inerenti la Scuola rappresentano solo una parte delle attività professionali sino ad oggi svolte.

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