Riconoscimento titolo estero personale sanitario, come presentare l’istanza senza ritardi ed errori

Riconoscimento titolo estero personale sanitario: cosa fare per non perdere medici e infermieri attualmente in servizio grazie alla deroga prevista dal legislatore per contrastare l'emergenza Covid.

Carenza medici e personale sanitario

Sappiamo bene che il nostro sistema sanitario è nettamente sbilanciato rispetto alla crescente domanda di assistenza: l’Italia è forse l’unico Paese che ha meno infermieri che dottori e anche il comparto medico è sottodimensionato, costringendo le strutture a richiamare personale in pensione o dall’estero.

Per questo motivo, con l’art. 13 del decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18 (convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27), il nostro legislatore fino al 31 dicembre 2023 ha dato la possibilità, in deroga alla disciplina ordinaria, a tutte le strutture sanitarie, sia pubbliche sia private autorizzate o accreditate, presenti sul territorio nazionale, di rinforzare, temporaneamente, il proprio organico grazie ai professionisti stranieri abilitati nel loro paese di origine.

Grazie a tale intervento, il problema della carenza cronica di personale sanitario (medico, infermiere, operatore socio-sanitario e così via) sembra temporaneamente risolto, ma il sistema potrebbe tornare in crisi se tali lavoratori, da soli o con l’aiuto delle strutture interessate (quali ad esempio clinica, residenza sanitaria assistenziale ma anche agenzia per il lavoro, agenzia di erogazione servizi sanitari, socio sanitari e assistenziali, e così via), non presenteranno la domanda di riconoscimento della propria qualifica al Ministero della Salute, attivando la corretta procedura.

 

Necessario il riconoscimento del titolo estero di medico e infermiere

E, infatti, non bisogna dimenticare che l’attività sanitaria può essere esercitata stabilmente solo, se e quando, si è in possesso del decreto di riconoscimento ministeriale che quindi è imprescindibile. In assenza di tale riconoscimento, è evidente che le strutture che, oggi, possono offrire piena accoglienza ai loro pazienti perderebbero dei preziosi collaboratori e non sarebbero certamente più in grado di garantire i numeri di prima.

Ecco, perché è molto importante presentare tutti i documenti richiesti ed attivare correttamente la procedura amministrativa presso il Ministero della Salute. In tal modo, si evitano inutili perdite di tempo prezioso con richieste di integrazioni successive e si può scongiurare un provvedimento di rigetto.

Purtroppo la burocrazia in questi casi è davvero di difficile comprensione, soprattutto se non si conoscono bene le farraginose procedure e se il professionista sanitario ha difficoltà linguistiche.

Un servizio pensato per aiutare i professionisti sanitari, le agenzie per il lavoro (APL), le cliniche private

 

In questi anni abbiamo aiutato tantissimi medici, infermieri, psicologi e in generale tutti i professionisti sanitari a presentare l’istanza di riconoscimento al Ministero competente, interfacciandoci direttamente con l’Amministrazione.

Tale attività ha permesso ai nostri assistiti di presentare la domanda correttamente, con i giusti tempi, e di ottenere il proprio riconoscimento in modo più celere.

Grazie all’esperienza acquisita, oggi, forniamo tale servizio anche alle agenzie per il lavoro e alle cliniche private accreditate e non al SSN che gestiscono personale sanitario straniero.

Il nostro team specializzato sul riconoscimento del titolo estero europeo ed extra-europeo supporta i professionisti in tutte le fasi della procedura di riconoscimento del titolo, dalla corretta e puntuale presentazione dell’istanza, alla contestazione di eventuali ritardi o di un eventuale rigetto ingiusto.

Abbiamo portato a termine tantissime pratiche, ottenendo per i nostri clienti il riconoscimento del titolo in tempi più rapidi e certi.

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02/12/2022

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