Ricalcolo Pensione Militare

A causa di un errore di calcolo dell’INPS, le pensioni del personale militare sono inferiori a quanto previsto dalla legge. Abbiamo riscontrato questi errori di calcolo nel 100% dei nostri ricorrenti: a chi ha servito il nostro Paese spettano non solo maggiori entrate per il futuro ma anche gli arretrati!


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Chi può aderire?

Il Personale militare arruolatosi la cui pensione sia stata liquidata con il sistema misto dall’INPS ex INPDAP.

Ovvero tutti coloro che abbiano prestato servizio presso un corpo militare, al momento del pensionamento, a cui viene applicata un’aliquota contributiva pari al 35,9% invece del 44% prevista dall’art. 54 del D.P.R. 1092/1973.

Non si richiede più il requisito del raggiungimento minimo di 15 anni di contribuzione al 31/12/1995, essendo sufficiente percepire la pensione militare con il sistema di calcolo misto.

NB: Il possesso dello status di militare deve sussistere solo al momento dell’arruolamento, e non per l’intera carriera. Ciò comporterà, per esempio, che potranno agire anche coloro che si siano arruolati nel disciolto corpo delle guardie di pubblica sicurezza (oggi Polizia di Stato) in un momento antecedente al 25 giugno 1982.

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Art. 54, riconosciuto il diritto dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti

“La quota retributiva della pensione da liquidarsi con il sistema “misto”, ai sensi dell’articolo 1, comma 12, della legge n. 335/1995, in favore del personale militare cessato dal servizio con oltre 20 anni di anzianità utile ai fini previdenziali e che al 31 dicembre 1995 vantava un’anzianità ricompresa tra i 15 ed i 18 anni, va calcolato tenendo conto dell’effettivo numero di anni di anzianità maturati al 31 dicembre 1995, con applicazione del relativo coefficiente per ogni anno utile determinato nel 2,44%”.

Le Sezioni riunite della Corte dei Conti, nella seduta dello scorso 25 novembre, sanciscono così, una volta e per tutte, il diritto al ricalcolo della pensione per il personale militare andato in pensione con il sistema misto.

L’aliquota del 44% però non è applicabile per la quota retributiva della pensione in favore di quei militari che, alla data del 31 dicembre 1995, vantavano un’anzianità utile inferiore a 15 anni”. Questo non vuol dire che chi ha un’anzianità inferiore a 15 anni non ha diritto al ricalcolo della propria pensione, bensì che l’aliquota sarà inferiore al 44% (39 - 42%) ma comunque superiore a quella prevista per i civili (che è al 35% nella migliore delle ipotesi).

La rotta da seguire

In prima istanza sarà necessario presentare istanza di riesame diretta all’INPS ex INPDAP. Laddove l’ente previdenziale non fornisca risposta entro il termine di 120 giorni o rigetti esplicitamente l’istanza, si procederà con ricorso Innanzi la Corte dei Conti in sezione giurisdizionale competente territorialmente. Dalla formalizzazione del silenzio rifiuto o dal rigetto dell’ istanza di riesame si potrà presentare il ricorso entro e non oltre 3 anni.

Sarà necessario il prospetto di liquidazione della pensione (mod. 5007 rilasciato dall’Inps o PA04)

Chi siamo

Lo studio legale Leone-Fell & C. da oltre 7 anni è al fianco dei membri delle Forze Militari e di Polizia in pensione, per tutelare il loro diritto agli emolumenti spettanti e un trattamento rispettoso dei loro sacrifici fatti nei confronti del nostro Paese.

La tutela dei diritti significa, per noi, avere ben presente da quale parte della “barricata” è necessario stare. Noi stiamo dalla parte di chi ha subito un torto, un’ingiustizia…di chi insegue i silenzi di una burocrazia sorda e inadeguata, di chi si vede negare una propria prerogativa a causa di una procedura, o di un concorso, profondamente viziato… di chi non può coronare il proprio sogno a causa di un diritto che resta lettera morta.
Innovazione, Etica e Tutela dei Diritti sono diventati per noi un “mantra” quotidiano ed è grazie a ciò che il nostro gruppo di lavoro, in poco tempo, è diventato uno dei massimi protagonisti nel panorama del diritto amministrativo italiano.

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