Ricorso Test Medicina 2022, illegittimo il numero chiuso

Il numero chiuso ai Test Medicina lede il diritto allo studio e contribuisce ad aumentare la carenza medici. Questo è uno dei motivi del Ricorso Test Medicina 2022

Il numero chiuso ai Test Medicina

Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali, sancito dalla Costituzione italiana, eppure l’accesso programmato ad alcune facoltà universitarie di fatto nega il libero accesso agli studenti. Sulla carta sembrerebbe un controsenso: da una lato garantire il diritto allo studio e dall’altro inibire l’accesso ad alcuni corsi di studio.

Il numero chiuso a livello nazionale, lo ricordiamo, è stato introdotto per la prima volta il 2 agosto del 1999 con la legge 264, come diretta conseguenza della sentenza 383/98 della Corte Costituzionale, con la quale veniva chiesto di rivedere le modalità di accesso al mondo universitario. L’allora ministro dell’Istruzione Zecchino, rifacendosi a due direttive della comunità europea, la 78/687/CEE, che riguardava la figura professionale dei dentisti e degli odontoiatri, e la direttiva 93/16/CEE, che invece era rivolta ai medici, introdusse il numero chiuso.

Entrambe le direttive però si limitavano a imporre agli Stati membri “un’armonizzazione dei corsi di studio di Odontoiatria e di Medicina”, a garanzia del principio della libera circolazione dei cittadini europei all’interno dell’Unione. In pratica veniva chiesto ai Paesi Membri la realizzazione di un sistema di formazione che garantisse l’alta qualità dello studente. Il sistema del numero chiuso, dunque, è una declinazione tutta italiana.

L’introduzione del numero chiuso ha dato vita ad un vero e proprio business basato sulla creazione e lo sviluppo di società private che hanno realizzato numerosi eserciziari e corsi di preparazione, che di fatto creano un’ulteriore disparità tra studenti, poiché non tutti possono permettersi una preparazione “a pagamento”. L’attuale sistema, dunque, non garantisce il dettato costituzionale per cui il diritto allo studio è inteso anche come diritto all’accesso. Non sono garantite a tutti le stesse possibilità, perché – come abbiamo già visto – chi ha maggiori possibilità potrà permettersi corsi a pagamento e più testi su cui esercitarsi, a differenza di chi non che fare affidamento alla preparazione fatta durante il proprio percorso di studi.

 

Il fabbisogno di medici

Oltre mille posti in più all’anno per studiare Medicina e almeno 6mila borse di specializzazione in più. Sono questi i numeri calcolati dallo studio legale Leone-Fell, il più grande studio amministrativo d’Italia per numeri di ricorsi, che basterebbero a salvare la Sanità italiana ed evitare il collasso.

Dall’analisi delle curve di pensionamento e dei nuovi specialisti formati nel periodo 2018-2025, è previsto un ammanco di circa 16.700 medici.

Il dato non ci coglie di sorpresa; da anni denunciamo la carenza di medici non solo attraverso class-action, ma anche con esposti alla procura. Tale previsione altro non è che il risultato di un evidente errore di calcolo del fabbisogno da parte del Miur che, ogni anno, così come stigmatizzato dal Consiglio di Stato inserisce nel computo anche i pensionati d’età 74 anni e i fuoricorso, categorie queste che non possono essere considerate quale forza lavoro effettiva”. In tal modo il gap tra posti messi a bando e reale fabbisogno di medici, pur rimanendo ampio, si abbassa di migliaia di posti. Un imbroglio per tenere a bada l’opinione pubblica.

Il dato peggiora se la proiezione arriva al 2028, poiché in 10 anni è previsto il pensionamento di 80.676 medici (più 23mila nei prossimi 3 anni con quota 100). Nello stesso periodo, saranno formati in totale circa 39mila medici. Il gap sale dunque a 61mila medici.

Deficit che non potrà essere strutturalmente colmato a meno che non si ricorra all’assunzione di medici stranieri o medici italiani formati all’estero, cosa chea sta già accadendo, come abbiamo visto, in molte Regioni d’Italia. Il sistema “formativo” nazionale, infatti, non è in grado di garantire la formazione di un numero sufficiente di futuri medici, garantendo la necessaria rotazione generazionale. Ogni anno, registriamo infatti un numero insufficiente di posti messi a bando per l’ammissione alla facoltà di Medicina.

Queste unite all’insufficiente di borse messe a bando, fino allo scorso anno, per le Scuole di specializzazione e “imbuto” che si crea per le mancate immatricolazioni in tempi rapidi di coloro che, adendo il Giudice amministrativo vedono riconosciuto il proprio diritto a iniziare la propria carriera universitaria, ha determinato la gravissima mancanza di personale medico e sanitario che ha determinato il ricorso emergenziale a professionisti stranieri e/o medici in pensione.

Per l’a.a. 2022/2023 il Mur non ha tenuto conto del fabbisogno calcolato dalla Conferenza Stato Regioni. Nel mese di luglio 2022 la Conferenza ha affermato che per il 2022 abbiamo bisogno di 18.095 medici e odontoiatri. Il Ministero ha messo a bando solo 17.206 posti.
Mille posti in meno!

Come ottenere uno dei 1.000 posti

Il Consiglio di Stato, massimo organo di giustizia amministrativa, ha già affermato che non rispettare il fabbisogno medico rende di fatto il Test di Medicina illegittimo. Chi deciderà di aderire al Ricorso Test Medicina potrà richiedere l’immatricolazione, occupando uno dei 1.000 posti non banditi dal Ministero.

Il nostro studio legale è da anni in prima linea per tutelare i candidati dalle irregolarità ai test d’accesso Medicina.

Come sempre, siamo pronti a difendere i vostri diritti. Clicca su INIZIA e compila il form per fare la tua segnalazione o essere ricontattato dal nostro staff legale specializzato!



26/09/2022

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