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Test Medicina, DSA ed esclusi per Covid: quale soluzione?

Mancano poche ore al Test d’accesso per Medicina e Odontoiatria e il Miur adesso si trova a dover fronteggiare più di un’emergenza. Alcuni ragazzi affetti da DSA ci hanno segnalato di essere stati contattati dalle segreterie universitarie e di essere stati informati che non avranno a disposizione un tutor a causa delle norme anti-covid, ma solo il tempo aggiuntivo e la calcolatrice.

A seguito dell’emanazione del D.M. 477 del 28 giugno 2017, il MIUR, con le Linee guida allegate alla nota ministeriale n. 22102 del 3 agosto 2017 ha disciplinato le modalità e i contenuti delle prove di accesso ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico a programmazione nazionale. Gli strumenti compensativi concessi durante i test di ammissione sono diversi rispetto a quelli normalmente concessi durante l’anno accademico.

È concesso non solo un tempo aggiuntivo e l’utilizzo della calcolatrice non scientifica e del video-ingranditore del testo, ma anche l’affiancamento di un tutor (lettore umano).

Il mancato affiancamento di un tutor infatti penalizzerà i candidati affetti da DSA che non potranno usufruire di un loro diritto e comprometteranno irrimediabilmente l’esito del test. In tali casi, è necessario fare mettere a verbale l’assenza di misure a supporto.

Molti ragazzi, inoltre, dopo un’estate in quarantena per prepararsi al fatidico test d’accesso, non potranno comunque partecipare al test in quanto positivi al Covid-19, o per essere entrati in contatto con un positivo asintomatico.

Per partecipare al test, infatti, è necessario presentare un’autocertificazione sul proprio stato di salute. Nel documento, scaricabile nell’area riservata Universitaly e sui siti di ateneo, si dichiara quindi di essere, per quel che si sa, negativi a Covid-19 e non sottoposti a misure di quarantena.

Dopo le tante segnalazioni ricevute nelle ultime ore, il Ministero ha pubblicato una nota in cui dichiara di essere al lavoro per studiare soluzioni alternative e garantire anche ai ragazzi in quarantena la possibilità di partecipare al test.

«Si informa che il Ministero dell’Università e della Ricerca – precisa il Mur in una nota – vista la presenza di candidati destinatari dei provvedimenti sanitari di prevenzione del Covid-19 che non potranno sostenere le prove di accesso programmato, ha provveduto ad avvisare i Ministeri competenti al fine di verificare ogni eventuale possibile gestione delle suddetta situazione».

Tra le ipotesi sul tavolo del Ministro, ci sarebbe anche quella di una sessione straordinaria, una prova suppletiva che presterebbe il fianco a possibili ricorsi, oltre a quelli che contestano le già note illegittimità del test.

Tutti i candidati che parteciperanno al test d’accesso dovranno pretendere che le misure anti-Covid vengano garantite fuori e dentro le aule. È necessario che siano rispettate le distanze previste e l’uso della mascherina nei casi in cui non sia possibile avere il giusto distanziamento. Qualora tali norme non dovessero essere rispettate, i candidati dovranno procedere alla verbalizzazione in modo da poter dimostrare in futuro di non aver svolto il test in sicurezza e dunque con la necessaria serenità.

Proprio su questo argomento, nei giorni scorsi il nostro studio ha realizzato un video:

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