dalA dispetto dei solenni riconoscimenti contenuti nelle convenzioni internazionali a cui il nostro Paese ha aderito (cfr., in particolare la Convenzione Onu si diritti delle persone con disabilità del 2007, ratificata con l. 3 marzo 2009, n. 18), degli impegni assunti insieme all’Unione  europea (cfr. decisione 28/2010/CE) nonché delle prese di posizione del legislatore interno (l. 5 febbraio 1992, n. 104; l. 12 marzo 1999, n. 68; l. 8 ottobre 2010, n. 170), la vita dei portatori di handicap  in Italia  resta irta di ostacoli intollerabili. Per questo il nostro studio si  è impegnato  in una battaglia  di sostegno ai diritti dei loro diritti. Laddove il contesto sociale di riferimento non consente una vita dignitosa o una reale inclusione, si impone dunque  la necessità di utilizzare tutti  gli strumenti normativi disponibili, oltre che per  tutelare i diritti del singolo ricorrente,  anche come una vera e propria leva culturale per consentire una vera e propria integrazione e superare ogni barriera discriminatoria suscettibile di creare – di fatto – situazioni di emarginazione per i diversamente abili: dall’integrazione scolastica  a quella lavorativa, dall’assistenza all’eliminazione delle barriere architettoniche

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