Un punto per Palermo

È sempre stato un sogno, sin da quando ero all’università, portare a Palermo un grande evento. Dare l’opportunità a chi non conosce la nostra splendida città di viverla in tutta la sua diversità e grandezza. Offrire ai miei concittadini la possibilità di riscoprire gli spazi che li circondano, provare qualcosa di mai visto prima e sentire quell’orgoglio del sud che tanti vogliono toglierci. Creare un indotto che potesse chiamarsi tale, a beneficio dei molti e non di pochi, perché non fossero solo gli occhi ad essere felici ma anche, perché no, riuscissimo ad avere una ricaduta economica positiva per la cittadinanza. 

Da grande, questo sogno si è trasformato in una sfida, con tutte le complessità e i rischi che i Campionati Assoluti di Scherma Italiani possono portare con sè. La passione per questo sport, dalla storia nobile ma per aperto a tutti e la vicinanza a tanti atleti, mi ha portato ad accettare questo compito anche quando tanti intorno a me dicevano che “a Palermo, una cosa così, non si può fare”.

Quando il Presidente della Federazione Italiana Scherma mi ha chiesto di salire in pedana e portare i Campionati in città, confesso che ho avuto un nodo alla gola: non avrei perdonato a nessuno che Palermo perdesse questa incredibile occasione ma d’altronde i tempi per organizzare l’evento erano strettissimi, le cose da fare erano già tante e sapevo che sicuramente ci sarebbero state criticità e difficoltà fisiologiche in corso d’opera.

Ho chiesto subito una riunione con gli attori e i collaboratori principali già coinvolti nel progetto e abbiamo sviscerato tutto per ore, non ho dormito una notte intera. Dopo analisi e confronti, nel cuore della notte, d’un tratto è arrivato un consiglio inaspettato direttamente dal cuore di Palermo, dalla sua lingua: “Cu pati p’amuri un senti duluri”!

Poche ore ed eravamo tutti a lavoro, senza orari e pieni di energia. Grandi partner, istituzioni, sportivi e normali cittadini sono corsi in nostro aiuto, dalle più piccole alle grandi tappe di questo percorso. Abbiamo sentito una grandissima spinta, non di qualche piccola voce o di una mano occasionale ma di tutta la città che si è attivata con la sua solita generosità.

Così siamo arrivati alle gare. Vedere gli atleti migliori d’Italia incrociare spade e fioretti di fronte le cupole di San Cataldo fra tanti palermitani presenti ad ogni ora, mi ha commosso. Mi hanno reso particolarmente orgoglioso le competizioni paralimpiche, che da sempre a noi siciliani hanno dato tante gioie, serrate e combattute sino a togliere il fiato. Ognuno delle decine di eventi che si sono tenuti in ogni angolo della città e che hanno coinvolto grandi e piccoli, per me, è stato un punto per Palermo, per i suoi abitanti, per la cultura e la storia di cui ogni giorno cerchiamo di essere all’altezza. Conclusi questi campionati, con un indotto di oltre un milione di euro spesi per la crescita della città, quello che mi viene dal cuore è solo un grande “Grazie!”, prima di tutto a Palermo e ai palermitani che non gettano mai la spugna e sono capaci di cose veramente grandi e infine a tutti i meravigliosi compagni di squadra che hanno messo anima e corpo in questo evento ogni minuto in questi mesi.