Concorso INPS specialisti aree psicologiche e sociali: prove svolte e cosa succede adesso
Il concorso INPS specialisti aree psicologiche e sociali è entrato nella sua fase più delicata. Dopo la pubblicazione del bando per 781 posti a tempo indeterminato nell’Area Funzionari, famiglia professionale Funzionari sanitari, la procedura ha seguito il calendario reso noto per la preselezione e per la prova scritta. Secondo le fonti consultate, la preselezione si è svolta dal 16 al 20 marzo 2026 alla Nuova Fiera di Roma, mentre la prova scritta si è tenuta il 30 marzo 2026 nella stessa sede.
Per molti candidati, questa fase ha rappresentato un passaggio decisivo. Il bando, infatti, riguarda un reclutamento numericamente molto rilevante e destinato a rafforzare un settore strategico dell’Istituto, legato anche alla valutazione e all’assistenza in materia di disabilità. Proprio per questo, è importante capire bene come funzionano le prove, quali regole disciplinano la selezione e quali profili meritano attenzione dopo lo svolgimento degli esami.
Come si è articolata la procedura concorsuale
Il bando prevede una procedura per titoli ed esami. La Commissione dispone complessivamente di 75 punti. Di questi, 30 punti sono attribuiti alla prova scritta, 30 punti alla prova orale e 15 punti alla valutazione dei titoli. Questa struttura conferma che il concorso non si esaurisce in un solo test, ma richiede una preparazione completa e una buona tenuta su più fasi.
La procedura prevede anche una prova preselettiva nell’ipotesi in cui le domande superino quota 3.500. In quel caso, l’INPS può selezionare i candidati attraverso quesiti a risposta multipla sulle materie della prova scritta, oltre a inglese e informatica. Il punteggio della preselezione non concorre alla graduatoria finale. Serve solo a individuare chi accede allo step successivo.
Come ha funzionato la prova preselettiva
Per il concorso INPS specialisti aree psicologiche e sociali, la preselezione è stata calendarizzata in più giornate, dal 16 al 20 marzo 2026, con convocazioni suddivise per fasce orarie e ordine alfabetico dei cognomi. I candidati sono stati distribuiti tra Ingresso EST e Ingresso NORD della Nuova Fiera di Roma, secondo il giorno di convocazione.
Alla prova scritta sono stati ammessi i candidati che hanno ottenuto i migliori punteggi nella preselezione, fino a 2.300 posti, oltre agli eventuali ex aequo e ai candidati esonerati ai sensi dell’art. 20, comma 2-bis, della legge 104/1992. Anche questo dato è centrale, perché definisce il numero dei concorrenti che hanno potuto proseguire nella selezione dopo la prima scrematura.
Tra i chiarimenti più rilevanti diffusi prima delle prove, l’INPS ha precisato che la lettera di check-in non era obbligatoria per l’ammissione. L’eventuale mancanza del documento non comportava esclusione automatica, perché i problemi potevano essere risolti in fase di identificazione. Questo aspetto ha avuto un impatto pratico importante per molti candidati, specie in presenza di ritardi o disguidi nella ricezione delle comunicazioni.
Come si è svolta la prova scritta
La prova scritta del 30 marzo 2026 costituisce il vero snodo selettivo del concorso. Il bando stabilisce che essa consista nella risoluzione di quesiti a risposta sintetica o multipla su quattro materie principali: psicologia generale, sociologia generale, legislazione sociale e riforma della disabilità, con specifico riguardo agli aspetti connessi alla valutazione e all’assistenza delle persone con disabilità.
Lo svolgimento avviene con strumentazione informatica messa a disposizione dall’Istituto. La prova è valutata in trentesimi e supera lo scritto solo chi consegue almeno 21/30. Si tratta, quindi, di una soglia chiara e non aggirabile, che rende decisiva non solo la preparazione teorica, ma anche la capacità di gestire tempi, precisione e concentrazione in un contesto digitale.
Il bando vieta inoltre ai candidati di comunicare tra loro e di introdurre appunti, libri, carta, cellulari, tablet o altri dispositivi elettronici. La violazione di queste regole comporta l’esclusione dal concorso. Anche per questo motivo, la correttezza delle operazioni in aula e il rispetto uniforme delle prescrizioni assumono un rilievo concreto sotto il profilo della regolarità della selezione.
Cosa accade dopo lo scritto
Dopo la prova scritta, accedono alla prova orale soltanto i candidati che riportano almeno 21/30. L’orale verte sulle materie già oggetto dello scritto, ma non si limita alla verifica teorica. La Commissione deve accertare anche la professionalità del candidato, la sua attitudine alla cooperazione nel processo di valutazione bio-psico-sociale, la conoscenza della lingua inglese e l’uso delle applicazioni informatiche più diffuse. Il bando prevede anche la possibilità di discutere casi pratici.
Quanto ai titoli, il punteggio massimo attribuibile è pari a 15 punti. Rilevano il voto di laurea, la laurea magistrale o specialistica, eventuali master e dottorati, nonché alcuni titoli di servizio legati all’accertamento della disabilità o all’assistenza socio-sanitaria e socio-assistenziale in favore di persone con disabilità.
Le comunicazioni ufficiali sugli esiti della prova scritta e sul calendario della prova orale devono essere pubblicate sul portale inPA e sul sito INPS. Per l’orale, il bando richiede una pubblicazione con almeno 15 giorni di anticipo.
Perché questa fase merita attenzione
Dopo lo svolgimento delle prove, molti candidati si concentrano solo sull’attesa dell’esito. È comprensibile. Tuttavia, questa è anche la fase in cui conviene ricostruire con precisione ciò che è accaduto durante le operazioni concorsuali. Tempi, identificazione, convocazione, gestione delle postazioni, eventuali malfunzionamenti della strumentazione, rispetto delle regole d’aula e trattamento uniforme dei candidati possono assumere rilievo concreto.
Non ogni difficoltà integra automaticamente un vizio della procedura. Alcune anomalie, però, possono incidere sulla par condicio, sulla trasparenza o sul corretto svolgimento della prova. Per questo motivo, chi ha riscontrato criticità non dovrebbe sottovalutare quanto accaduto, soprattutto se l’irregolarità ha inciso in modo diretto sulla partecipazione o sul risultato.
Hai riscontrato irregolarità durante il concorso INPS?
Se durante la preselettiva o durante la prova scritta hai riscontrato irregolarità, disfunzioni organizzative o problematiche che ritieni rilevanti, è importante valutare subito la situazione. Agire tempestivamente può fare la differenza, soprattutto nei concorsi pubblici, dove tempi e modalità di contestazione hanno un peso decisivo.
Il nostro Studio assiste i candidati nei contenziosi in materia di concorsi pubblici. Possiamo analizzare il tuo caso, verificare la documentazione disponibile e valutare se esistono i presupposti per tutelare la tua posizione. Se ritieni che qualcosa non abbia funzionato correttamente, contattaci per una prima valutazione.
02/04/2026








