Sei un assistente giudiziario e partecipi alla progressione Ministero Giustizia verso l’area dei funzionari? Se sei stato escluso per il requisito dei cinque anni di anzianità, la tua situazione potrebbe cambiare presto. Il TAR del Lazio ha appena riammesso con riserva 162 colleghi esclusi dalla stessa procedura, molti dei quali siciliani. La decisione riguarda chi è stato assunto nell’autunno 2021, dopo aver vinto il concorso del 2020. In questo articolo trovi i fatti, le motivazioni del TAR e i passi da compiere subito.
La progressione Ministero Giustizia e le esclusioni dei 162 assistenti
Il Ministero della Giustizia ha avviato nel 2026 la progressione verticale per 1.500 posti, dall’Area Assistenti all’Area Funzionari. Il bando richiede un requisito preciso. Serve almeno cinque anni di anzianità nell’Area Assistenti per chi ha una laurea. Per chi ha solo il diploma, invece, servono dieci anni.
Tuttavia, 162 assistenti giudiziari sono rimasti fuori dalla procedura. Sono stati assunti nell’autunno 2021, dopo aver vinto il concorso del 2020. Il problema era semplice: alla scadenza della domanda, mancavano ancora pochi mesi al compimento dei cinque anni.
Il requisito dei cinque anni: perché il TAR lo ha ritenuto ingiusto
Il ritardo non dipendeva dai candidati. Il Ministero aveva scaglionato le immissioni in servizio su più mesi, per ragioni organizzative proprie. Di conseguenza, chi era stato assunto a giugno 2021 poteva partecipare alla progressione. Chi era stato assunto poche settimane dopo, invece, restava escluso.
Eppure svolgevano le stesse mansioni, con la stessa qualifica professionale. Per questo motivo, gli assistenti esclusi hanno presentato ricorso al TAR del Lazio. Con il ricorso hanno chiesto la sospensione cautelare del provvedimento di esclusione.
La decisione del TAR Lazio: riammissione con riserva
Il TAR del Lazio ha accolto l’istanza cautelare. I giudici hanno riconosciuto una disparità di trattamento ingiustificata. Riguarda dipendenti con funzioni identiche e pari qualifica professionale.
Inoltre, hanno chiarito un principio importante: il ritardo amministrativo nelle assunzioni non può gravare sui lavoratori. Resta invece responsabilità dell’amministrazione che lo ha causato. Per questo, il Ministero deve ammettere i 162 ricorrenti alla prova scritta, con riserva. Anche un caso individuale, relativo a un cancelliere con un periodo di aspettativa, è stato accolto separatamente.
Cosa significa “ammissione con riserva”?
L’ammissione con riserva permette al candidato di sostenere subito la prova scritta. Tuttavia, l’esito definitivo resta sospeso fino alla decisione di merito del TAR. Se il ricorso viene accolto nel merito, la riserva si scioglie positivamente.
La posizione del candidato diventa così definitiva. In caso contrario, l’amministrazione può escludere il candidato anche dopo la prova. Per questo è fondamentale proseguire il ricorso fino alla sentenza finale, con l’assistenza di un legale.
Il nostro intervento: il ricorso dello Studio Leone-Fell
Nel nostro studio abbiamo assistito un gruppo di assistenti giudiziari esclusi dalla progressione Ministero Giustizia. Molti di loro prestano servizio in Sicilia. Abbiamo presentato il ricorso cautelare al TAR del Lazio. Nel ricorso abbiamo documentato la disparità di trattamento legata allo scaglionamento delle assunzioni.
Il TAR ha accolto le nostre argomentazioni, ordinando l’ammissione con riserva di tutti i ricorrenti. Ne avevamo già parlato nel nostro precedente approfondimento sul ricorso alla progressione Ministero Giustizia 2026. All’epoca, la procedura era ancora nella fase cautelare.
Sei stato escluso anche tu? Ecco cosa fare
Se sei stato escluso dalla progressione Ministero Giustizia per lo stesso motivo, non sei da solo. Innanzitutto, verifica la data esatta della tua immissione in servizio. Controlla anche il termine di scadenza della domanda che ti riguarda.
Successivamente, raccogli la documentazione che attesta il ritardo dell’amministrazione nelle assunzioni. Infine, valuta con un legale specializzato in concorsi pubblici la presentazione di un ricorso cautelare urgente. I termini per impugnare l’esclusione, infatti, sono brevi.
Domande frequenti sulla riammissione alla progressione
Quanto dura la fase cautelare del ricorso?
La fase cautelare richiede generalmente poche settimane. Il TAR decide sulla sospensione prima ancora di entrare nel merito della causa. In questo modo, i ricorrenti evitano un pregiudizio grave e irreparabile, come la mancata partecipazione alla prova scritta. La decisione di merito arriva invece in un momento successivo.
Cosa succede se non hai ancora presentato ricorso?
Se sei stato escluso e non hai ancora agito, il tempo resta comunque decisivo. I termini per impugnare un’esclusione da un concorso pubblico sono infatti molto stretti. Per questo conviene rivolgersi subito a un legale, prima che scada il termine utile per il ricorso.
Conclusione: la riammissione non è un punto di arrivo
La riammissione con riserva è una vittoria importante, ma non definitiva. Il procedimento davanti al TAR prosegue nel merito. Serve quindi un’assistenza legale costante fino alla sentenza.
Per questo motivo, lo Studio Leone-Fell & C. segue passo dopo passo ogni fase della progressione Ministero Giustizia. Se ti trovi in una situazione simile, contattaci per una valutazione della tua posizione.
28/09/2026







