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Doppia laurea concorso pubblico: come si valuta il punteggio dei titoli nel RIPAM e cosa ha deciso il TAR Lazio

Doppia laurea concorso pubblico: come si valuta il punteggio dei titoli nel RIPAM e cosa ha deciso il TAR Lazio

Doppia laurea concorso pubblico: il punteggio dei titoli segue regole precise, e non sempre la commissione le applica bene. Chi partecipa con più titoli di studio si aspetta che ciascuno venga valutato secondo il bando. Nel concorso unico RIPAM per 1.340 posti da funzionario la valutazione dei titoli è molto dettagliata. Basta una voce applicata male per ridurre il punteggio finale.

Doppia laurea concorso pubblico: come il bando valuta i titoli di studio

L’articolo 9 del bando stabilisce che i titoli di studio valgono fino a un massimo di 10 punti. Il bando non assegna un punteggio generico a “la laurea”. Distingue ogni titolo e lo valuta in base al suo ruolo nella domanda. Per questo devi capire quali voci si applicano a ciascuno dei tuoi titoli.

Il voto di laurea si calcola su un solo titolo

Il voto di laurea si riferisce al titolo conseguito con il miglior profitto tra tutti quelli dichiarati. Il bando lo dice in modo esplicito. Per i posti da funzionario c’è anche una maggiorazione. Vale se il titolo di accesso è stato conseguito non oltre cinque anni prima della scadenza della domanda. In quel caso il punteggio del voto aumenta di un terzo. Spesso i candidati la sottovalutano, quindi vale la pena controllarla.

In concreto, con due lauree il voto si calcola solo sul titolo con la votazione migliore. Se è il secondo titolo, la prima laurea non entra nel calcolo del voto. Tuttavia il bando non dice che la prima laurea scompare. Se è il titolo usato per l’accesso, ha comunque diritto al suo punto autonomo. Se invece è una laurea triennale non usata per l’accesso, il bando non prevede una voce specifica. In questo caso può restare senza alcuna valutazione, ed è il punto da verificare con più attenzione.

Le altre voci: un punteggio per ogni titolo

Accanto al voto, il bando attribuisce punti autonomi ai singoli titoli. La laurea triennale usata per l’accesso vale 0,5 punti. La laurea magistrale che prosegue naturalmente quella triennale aggiunge altri 0,5 punti. Una laurea magistrale a ciclo unico, o un diploma di laurea, vale 1 punto. Ogni ulteriore laurea magistrale, specialistica o diploma attinente alle materie della prova scritta vale 0,25 punti.

Il risultato è un calcolo per somma. Se manca una voce, il totale è sbagliato. Inoltre, se due titoli dello stesso candidato ricevono un trattamento diverso senza una motivazione chiara, il punteggio può risultare incompleto.

Un precedente del TAR Lazio sulla doppia laurea concorso pubblico

Una sentenza del TAR Lazio (Sezione IV-ter, n. 19372/2023, pubblicata il 21 dicembre 2023) affronta la stessa questione. Una candidata aveva una laurea triennale e una laurea specialistica in giurisprudenza. La commissione le aveva riconosciuto un solo punto, come se avesse la sola triennale. Aveva applicato un criterio interno: la laurea di secondo livello che prosegue la triennale valeva complessivamente un punto. Il bando, invece, prevedeva un punto per ogni laurea.

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha affermato che la commissione non poteva modificare con un verbale le regole fissate nel bando. Ha aggiunto che è irragionevole trattare allo stesso modo chi ha la sola triennale e chi ha anche la laurea di secondo livello. Alla candidata sono stati riconosciuti due punti. Il principio vale anche per il concorso RIPAM: i criteri interni della commissione non sostituiscono quelli scritti nel bando.

Dove può nascere l’errore

Nella doppia laurea concorso pubblico gli errori più frequenti riguardano l’attribuzione delle voci. Una commissione può assegnare il punto base a una magistrale a ciclo unico, invece di applicare la voce più alta. Può anche non riconoscere la magistrale come prosecuzione della triennale. In altri casi un titolo ulteriore non viene valutato affatto.

Il primo controllo riguarda la domanda. Il bando stabilisce che si valutano solo i titoli dichiarati nella domanda, completi di tutte le informazioni necessarie. Se indichi un titolo in modo incompleto, la commissione può non considerarlo. Per questo il confronto tra domanda e scheda di valutazione è il punto di partenza.

Cosa fare se il punteggio non torna

Il primo passo è confrontare la domanda inviata con la scheda di valutazione. Ogni titolo dichiarato deve comparire nel calcolo, con la voce corretta. Il secondo passo è verificare il calcolo del voto, compresa l’eventuale maggiorazione. Il terzo passo è far valutare la posizione a un legale, perché i termini sono brevi.

Il bando prevede due strade contro la graduatoria finale di merito. Puoi proporre ricorso al TAR Lazio entro sessanta giorni dalla pubblicazione. In alternativa puoi presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni. Il termine decorre dalla pubblicazione della graduatoria, non dal giorno in cui scopri l’errore. Conviene quindi agire presto.

Quando rivolgersi a un avvocato per la doppia laurea concorso pubblico

Lo Studio Legale Leone-Fell & C. segue da tempo i candidati nelle procedure concorsuali con il Dipartimento Concorsi Pubblici. Se il tuo punteggio non corrisponde a quanto previsto dal bando, o vivi una situazione simile, puoi scrivere a [email protected]. Lo studio ha sedi a Roma e a Palermo e valuta ogni caso sui suoi documenti.

Una doppia laurea deve valere per quello che il bando prevede. Per capire se qualcosa non torna, controlla la scheda, confrontala con la domanda e fai verificare il calcolo.



04/11/2026

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