Le progressioni Ministero Giustizia 2026 sono ufficialmente al centro di una nuova azione legale. Il Ministero della Giustizia ha infatti bandito la procedura valutativa di progressione verticale tra le aree, finalizzata al passaggio di 1.500 unità di personale dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari.
La procedura riguarda il ruolo dell’Organizzazione giudiziaria e rappresenta un’importante opportunità di avanzamento professionale per molti dipendenti.
Tuttavia, il bando sta già generando numerose esclusioni. Il problema riguarda soprattutto i requisiti temporali imposti per l’accesso alla selezione.
Progressioni Ministero Giustizia: la procedura per 1.500 posti
Il bando del Ministero della Giustizia prevede il passaggio di complessive 1.500 unità di personale dall’Area degli Assistenti all’Area dei Funzionari.
Si tratta di una procedura attesa da anni da molti dipendenti, interessati a ottenere uno sblocco della propria carriera professionale.
Le domande devono essere inoltrate in modalità telematica entro il termine previsto dal bando. Proprio durante la compilazione sul portale, però, numerosi candidati stanno scoprendo di non poter presentare la domanda.
Secondo quanto segnalato, l’esclusione sarebbe legata ai ritardi storici della stessa Amministrazione nella gestione delle assunzioni.
Il requisito dei 5 anni di esperienza
Il punto più critico del bando riguarda il requisito dell’esperienza professionale.
Il Decreto del 26 giugno 2026 stabilisce, per il cosiddetto “Percorso A”, che possono accedere alla selezione i dipendenti in possesso di laurea triennale o magistrale che abbiano maturato almeno 5 anni di esperienza professionale nell’Area degli Assistenti.
Proprio il calcolo rigido di questa anzianità di servizio sta causando una forte disparità tra dipendenti provenienti dalla stessa procedura concorsuale.
Perché il requisito temporale può creare esclusioni ingiuste
Il problema riguarda, in particolare, i vincitori della procedura concorsuale risalente al 2021.
Alcuni dipendenti hanno preso servizio a giugno 2021. Questi lavoratori riescono a presentare regolarmente la domanda, perché alla data di scadenza del bando hanno maturato il quinquennio richiesto.
Altri dipendenti, invece, hanno preso servizio nei mesi successivi. In molti casi, il sistema informatico rifiuta l’inoltro della candidatura perché mancherebbero poche settimane al raggiungimento dei 5 anni di servizio.
Questa situazione rischia di determinare una evidente disparità di trattamento.
Dipendenti della stessa graduatoria trattati in modo diverso
La criticità nasce dal fatto che i dipendenti esclusi provengono dalla stessa graduatoria concorsuale dei colleghi assunti prima.
Lo slittamento della presa di servizio non dipende da una loro colpa, negligenza o rinuncia. Al contrario, deriva dai tempi di scaglionamento delle assunzioni e dalle lungaggini burocratiche dell’Amministrazione.
Per questo motivo, il requisito temporale previsto dal bando potrebbe produrre effetti irragionevoli e discriminatori.
Dipendenti vincitori della medesima procedura rischiano infatti di essere trattati diversamente solo per effetto della data di immissione in servizio decisa dal Ministero.
Ricorso al TAR per le progressioni Ministero Giustizia
Lo Studio Legale Leone-Fell & C., da oltre 10 anni attivo nel contenzioso legato ai concorsi pubblici e alle procedure selettive, comunica l’intenzione di agire mediante ricorso al TAR.
L’obiettivo dell’azione legale è contestare la clausola temporale prevista dal bando e chiedere l’ammissione alla procedura per i dipendenti esclusi.
Il ricorso mira a tutelare tutti coloro che, pur provenendo dalla procedura concorsuale del 2021, risultano penalizzati dallo scaglionamento delle assunzioni.
Obiettivo dell’azione legale
L’azione legale è finalizzata a ottenere l’ammissione alla procedura d’esame dei dipendenti esclusi per parziale difetto del requisito dei 5 anni.
La tutela riguarda anche la possibilità di partecipare alla prova scritta prevista dalla procedura, del valore di 30 punti.
In particolare, il ricorso punta a contrastare gli effetti della clausola temporale che impedisce l’accesso alla selezione a chi non ha maturato il quinquennio solo per poche settimane.
Chi può partecipare al ricorso
Il ricorso per le progressioni Ministero Giustizia è rivolto ai dipendenti del Ministero della Giustizia che si trovano in una specifica condizione.
Possono richiedere una valutazione legale i dipendenti che:
- sono inquadrati nell’Area degli Assistenti;
- hanno partecipato alla procedura concorsuale del 2021;
- hanno preso servizio dopo i colleghi assunti a giugno 2021;
- non riescono a inoltrare la domanda per il mancato raggiungimento dei 5 anni di servizio;
- sono stati esclusi o bloccati dal sistema informatico per il parziale difetto del requisito temporale.
Perché agire tempestivamente
I termini per impugnare i bandi di concorso e le procedure selettive davanti al giudice amministrativo sono perentori.
Per questo motivo, è fondamentale agire con la massima tempestività. Una valutazione immediata della posizione consente di predisporre le eventuali istanze cautelari d’urgenza.
Chi attende troppo rischia di perdere la possibilità di tutelare i propri diritti davanti al TAR.
Come contattare lo Studio Legale Leone-Fell & C.
Chi si trova in questa situazione di ingiusta esclusione può contattare lo Studio Legale Leone-Fell & C. per una valutazione della propria posizione.
Lo studio analizzerà il caso dei dipendenti esclusi dalle progressioni Ministero Giustizia a causa del requisito dei 5 anni.
L’obiettivo è difendere il diritto alla progressione economica e professionale dei lavoratori penalizzati da ritardi e scaglionamenti non imputabili alla loro condotta.
Se il sistema ha rifiutato la tua domanda o temi di essere escluso dalla procedura, contatta subito lo Studio Legale Leone-Fell & C. per ricevere assistenza.
08/07/2026







