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Visto di studio negato: cosa dice il TAR Lazio

Visto di studio negato: cosa dice il TAR Lazio

Hai ricevuto un visto di studio negato dal Consolato italiano, nonostante la tua famiglia abbia dimostrato risorse economiche adeguate? Non sei l’unico. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha annullato, per la terza volta, il diniego opposto dal Consolato d’Italia a Istanbul a uno studente straniero regolarmente ammesso a un ateneo romano. La pronuncia conferma un problema ricorrente: molte contestazioni consolari sulla capacità economica delle famiglie si basano su motivazioni ripetitive, a tratti contraddittorie. In questo articolo trovi i principi fissati dal giudice amministrativo e cosa puoi fare se ti trovi nella stessa situazione.

Perché il Consolato nega il visto per motivi di studio

I dinieghi di visto studio seguono spesso uno schema simile. Il Consolato ritiene insufficienti le garanzie economiche offerte dallo studente e dalla sua famiglia. Inoltre, tratta come “strumentali” i versamenti effettuati poco prima della domanda, sospettando che le somme siano state spostate solo per apparire sui conti. In alcuni casi, perfino la richiesta di una borsa di studio viene letta come segno di insufficienza economica, anziché come una scelta legittima dello studente.

Queste motivazioni, per quanto diffuse, non sono automaticamente legittime. Il caso deciso dal TAR Lazio lo dimostra con chiarezza.

La decisione del TAR Lazio sul visto di studio negato

Con la sentenza n. 11896/2026 (Sezione Seconda bis), pubblicata il 30 giugno 2026, il TAR Lazio ha accolto il ricorso di uno studente turco ammesso al corso di laurea in Economia e Finanza dell’Università “La Sapienza” di Roma. Si trattava del terzo diniego consecutivo opposto dal Consolato Generale d’Italia a Istanbul, dopo due precedenti annullamenti giudiziali. Il Tribunale ha deciso con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60 del codice del processo amministrativo.

I criteri fissati dai giudici

Il Collegio ha innanzitutto ricordato che il visto si rilascia con riferimento al primo anno accademico. La verifica delle condizioni economiche per gli anni successivi spetta alla Questura, in sede di rinnovo del permesso di soggiorno. Pretendere una stabilità economica pluriennale, quindi, introduce un requisito che la normativa non prevede.

Il Tribunale ha poi richiamato la necessità di una valutazione globale e prospettica della capacità economica: redditi dei genitori, attività d’impresa, immobili, canoni di locazione e liquidità vanno considerati insieme. Non è corretto isolare singoli movimenti bancari per dichiararli sospetti.

Sui versamenti effettuati a ridosso della domanda, i giudici hanno chiarito che questa circostanza non è di per sé indice di artificiosità. È fisiologico che una famiglia concentri le risorse sui conti da esibire proprio quando l’autorità consolare chiede di comprovare la disponibilità economica. Senza elementi concreti sulla provenienza illecita delle somme, non è ragionevole presumere che i depositi siano fittizi.

Infine, il Tribunale ha censurato il difetto di istruttoria e la motivazione contraddittoria del provvedimento: il Consolato aveva travisato date e saldi dei conti correnti, ritenendo “azzerate” disponibilità che gli estratti conto smentivano. Nel caso specifico, le somme disponibili superavano ampiamente la soglia minima richiesta dalla normativa, pari a 6.947,33 euro.

Cosa fare se ti hanno negato il visto per motivi di studio

Se hai ricevuto un diniego che ritieni ingiusto, puoi impugnarlo davanti al TAR Lazio entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento. Vista l’urgenza legata al calendario accademico, è quasi sempre necessario abbinare al ricorso un’istanza cautelare, per ottenere un riesame della pratica in tempi compatibili con l’immatricolazione.

Se il Consolato reitera il diniego dopo una sentenza favorevole, può essere necessario un nuovo ricorso o, in alternativa, un giudizio di ottemperanza. In quest’ultimo caso, però, occorre poter dimostrare che la sentenza precedente sia passata in giudicato: senza la prova della notifica e del decorso dei termini di impugnazione, la censura di elusione del giudicato rischia di essere dichiarata inammissibile, come accaduto proprio nel caso esaminato dal TAR Lazio.

Per questo motivo, fin dalla prima richiesta di visto conviene preparare un dossier economico completo e coerente: estratti conto, dichiarazioni dei redditi, atti di proprietà. Una documentazione solida fin dall’inizio riduce il rischio che l’Amministrazione contesti la genuinità delle disponibilità economiche.

Hai ricevuto un diniego di visto per motivi di studio?

Se ti trovi in questa situazione, o assisti uno studente straniero a cui è stato negato il visto, contattaci: possiamo valutare insieme il provvedimento ricevuto e i margini per un ricorso al TAR Lazio, con eventuale istanza cautelare.



16/09/2026

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