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Specializzazioni non mediche 2025/2026: solo 1.520 borse a fronte di un fabbisogno di 3.866

Specializzazioni non mediche 2025/2026: solo 1.520 borse a fronte di un fabbisogno di 3.866

Le borse specializzazioni non mediche per l’anno accademico 2025/2026 sono molto inferiori al fabbisogno stimato dal sistema sanitario. Il Decreto Ministeriale n. 987 del 31 luglio 2026 assegna infatti soltanto 1.520 borse di formazione specialistica, mentre il fabbisogno individuato da Governo, Regioni e Province autonome ammonta a 3.866 specialisti.

Il provvedimento, pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca dopo mesi di attesa, non chiude però la vicenda. Al contrario, lascia aperte numerose criticità che interessano migliaia di laureati non medici risultati idonei alle selezioni per l’accesso alle scuole di specializzazione.

Veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi si trovano infatti davanti a un sistema che finanzia meno del 40% del fabbisogno dichiarato dalle stesse istituzioni pubbliche.

Cosa prevede il D.M. n. 987/2026

Il decreto ministeriale individua 1.520 posti finanziati con fondi statali destinati al primo anno delle scuole di specializzazione di area sanitaria riservate ai laureati non medici.

La distribuzione delle borse avviene tra i diversi Atenei sulla base della capacità ricettiva comunicata dalle università. Solo in via residuale viene considerato il fabbisogno espresso dalle Regioni.

Per le scuole che ammettono più profili professionali, il decreto demanda invece ai singoli Atenei la ripartizione delle borse tra le diverse categorie di laureati.

Un fabbisogno di 3.866 specialisti, ma meno del 40% delle borse disponibili

Il dato più significativo emerge dalle premesse dello stesso decreto.

L’Accordo tra Governo, Regioni e Province autonome del 6 novembre 2025 aveva infatti individuato un fabbisogno formativo pari a 3.866 specialisti per l’anno 2026, corrispondente all’anno accademico 2025/2026.

Successivamente, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che le risorse statali disponibili consentivano il finanziamento di appena 1.520 borse.

Di conseguenza, oltre 2.300 posti di specializzazione, riconosciuti come necessari dal sistema sanitario, rimangono privi della relativa copertura economica.

L’articolo 2 del decreto consente a Regioni ed enti pubblici o privati di finanziare ulteriori borse. Tuttavia, questa possibilità non elimina la significativa differenza tra il fabbisogno programmato e le risorse effettivamente disponibili.

Graduatorie pubblicate senza conoscere il numero reale delle borse

Un’altra criticità riguarda i tempi con cui è stato adottato il provvedimento.

Il Ministero aveva iniziato a richiedere agli Atenei i dati sulla capacità ricettiva già nell’agosto 2025. Successivamente sono state inviate ulteriori richieste nel marzo e nell’aprile 2026.

Nel frattempo, però, i bandi di ammissione erano già stati pubblicati dalle università.

Le prove concorsuali si sono svolte regolarmente. Anche le graduatorie di merito sono state pubblicate già nel novembre 2025.

I candidati hanno quindi affrontato la selezione senza conoscere il numero effettivo delle borse che sarebbero state successivamente finanziate.

Si tratta di un’informazione particolarmente rilevante. Conoscere i posti realmente disponibili consente infatti ai candidati di valutare le concrete possibilità di accesso alla scuola di specializzazione e di programmare il proprio percorso professionale.

Il rischio di rimanere idonei senza borsa

Con appena 1.520 borse disponibili, il rischio concreto è che molti candidati risultati idonei non rientrino tra i beneficiari del finanziamento statale.

Lo stesso decreto prende in considerazione questa eventualità.

L’articolo 2, comma 2, prevede infatti che gli Atenei possano procedere all’immatricolazione di candidati idonei anche senza borsa di studio, purché ciò avvenga su base volontaria e nel rispetto della capacità ricettiva delle singole scuole.

Questa previsione conferma che una parte dei candidati potrebbe iniziare il percorso di specializzazione senza alcun sostegno economico.

Per questo motivo è importante verificare attentamente la propria posizione in graduatoria e confrontarla con il numero di borse effettivamente assegnate alla propria scuola di specializzazione.

Un anno accademico segnato dai ritardi

Alle criticità già evidenziate si aggiunge quella relativa ai tempi.

Il decreto di riparto delle borse è stato firmato il 31 luglio 2026, oltre otto mesi dopo la pubblicazione delle graduatorie di merito.

Di conseguenza, gli specializzandi dell’anno accademico 2025/2026 iniziano il percorso formativo con un ritardo particolarmente significativo rispetto alla programmazione ordinaria.

Questa situazione può incidere sull’effettiva durata della formazione e posticipare l’ingresso nel mondo del lavoro.

Manca ancora il decreto sulla retribuzione degli specializzandi

Il D.M. n. 987/2026 disciplina esclusivamente il numero delle borse finanziate.

Rimane invece ancora assente il provvedimento relativo alla ripartizione dei fondi destinati alla retribuzione mensile degli specializzandi non medici prevista dalla legge di bilancio 2025.

Per l’anno accademico 2024/2025 tale riparto era stato definito con il D.P.C.M. del 20 febbraio 2026.

Per l’anno accademico 2025/2026, invece, il relativo decreto non risulta ancora pubblicato.

Di conseguenza, molti laureati si trovano ancora senza certezze sia sull’immatricolazione sia sul trattamento economico previsto dalla normativa.

Perché il 2025/2026 rappresenta un’annata particolarmente critica

Le due criticità si sommano.

Da un lato, il numero delle borse finanziate è largamente insufficiente rispetto al fabbisogno individuato dalle istituzioni.

Dall’altro, manca ancora il provvedimento che dovrebbe consentire la ripartizione delle risorse destinate alla retribuzione degli specializzandi.

Il risultato è una situazione di forte incertezza.

Molti candidati risultano idonei nelle graduatorie, ma non hanno ancora potuto iniziare il percorso di formazione.

Nel frattempo, il ritardo accumulato comporta conseguenze anche sotto il profilo economico e professionale.

Come verificare la propria posizione

Chi compare nelle graduatorie dell’anno accademico 2025/2026 dovrebbe verificare con attenzione alcuni elementi.

È opportuno controllare se il numero di borse assegnate al proprio Ateneo copra effettivamente la posizione ottenuta in graduatoria.

Occorre inoltre verificare se l’università abbia già avviato o intenda avviare le immatricolazioni, con o senza borsa di studio.

Infine, è utile conoscere termini e modalità previsti dall’Ateneo per un’eventuale immatricolazione volontaria senza borsa, valutandone attentamente gli effetti.

Per consultare il testo del provvedimento è possibile fare riferimento agli atti ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca: https://www.mur.gov.it/it/atti-e-normativa

Verso una possibile tutela collettiva

La situazione dell’anno accademico 2025/2026 presenta caratteristiche particolarmente peculiari.

I candidati idonei potrebbero trovarsi contemporaneamente senza immatricolazione, senza borsa di studio e senza certezze sulla retribuzione prevista dalla legge.

Per questo motivo è opportuno valutare attentamente la propria posizione individuale.

Chi ritiene di aver subito un pregiudizio può richiedere una consulenza legale per verificare le possibili forme di tutela e l’eventuale adesione a iniziative collettive.



06/08/2026

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