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Appalti, dies a quo per impugnare l’aggiudicazione

Appalti, dies a quo per impugnare l’aggiudicazione

Il T.A.R. Lazio – Roma, effettua una serie di precisazioni sul dies a quo per impugnare l’aggiudicazione e sulla rilevanza al riguardo della pubblicazione sull’albo pretorio e sito web, nonché della presenza di un delegato all’apertura delle offerte.

Appalti, la sentenza del Tar Lazio

Ai fini di determinare i termini d’impugnazione dell’aggiudicazione di un appalto, non rileva la pubblicazione della delibera di aggiudicazione mediante affissione all’albo pretorio ovvero sul sito web della stazione appaltante. Parimenti, anche la presenza di un delegato di un’impresa concorrente alle operazioni di apertura delle offerte tecniche e di quelle economiche, nonché al momento di aggiudicazione provvisoria, non rappresenta il dies a quo per la proposizione del ricorso, atteso che solo l’aggiudicazione definitiva produce, nei confronti dei partecipanti alla gara diversi dall’aggiudicatario, un effetto lesivo consistente nella privazione definitiva, salvo interventi in autotutela della stazione appaltante od altre vicende comunque non prevedibili né controllabili, del “bene della vita” rappresentato dall’aggiudicazione della gara. Pertanto, solo dalla piena conoscenza della aggiudicazione definitiva (in quanto unico atto conclusivo della procedura selettiva, in relazione al quale sorge un onere di tempestiva impugnazione da parte dei concorrenti non aggiudicatari) e di tutti gli elementi di cui al comma 2, lett. c), dell’art. 79, D.Lgs. n. 163/2006 decorrono i termini per l’impugnazione di quegli atti che hanno portato alla aggiudicazione provvisoria (avente in ogni caso natura di mero atto endoprocedimentale, la cui autonoma impugnazione costituisce una mera facoltà).

Giuseppe Bruno per Norma.dbi.it

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