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“Buona scuola”, aggiornamenti su organico di potenziamento e Pof

riforma-scuola-renzi-gianniniL’anno scolastico è iniziato da quasi due mesi e tutti i docenti ed il personale Ata iniziano già a fare i primi conti con gli effetti della “Buona Scuola”, la riforma voluta dal Governo Renzi.

Uno dei tasselli più delicati della buona scuola riguarda l’organico di potenziamento. Tra un paio di settimane circa (nella seconda settimana di novembre, stando alle precisazioni del Miur) i precari delle graduatorie ad esaurimento che hanno presentato la domanda di assunzione entro lo scorso 14 agosto e gli idonei al concorso a cattedre del 2012  si vedranno arrivare, via mail, la proposta di assunzione. Per accettare l’esercito dei 55 mila avrà dieci giorni di tempo, poi si procederà all’assegnazione della scuola.

Tuttavia, incertezze restano sull’effettiva possibilità che questo organico di potenziamento possa davvero “entrare in campo” già dai primi di dicembre.

scuolaLe indicazioni che le scuole hanno inserito all’interno del sistema informatico del Ministero, lo scorso 15 ottobre, si limitavano soltanto all’area disciplinare e non anche alla singola disciplina. Per tali motivi, non è affatto detto che l’organico di potenziamento serva davvero a soddisfare le esigenze degli istituti. Per intenderci, una scuola che attende un docente di una lingua straniera ben potrebbe ritrovarsi un insegnante diverso. Un aggiornamento, infine, su uno dei cardini della riforma, il Pof triennale. Il Miur ha deciso, vista l’importanza della questione, di far slittare l’approvazione al 15 gennaio 2016 (originariamente il termine previsto dalla legge era ottobre-novembre 2015).

Il Piano triennale dell’offerta formativa dovrà indicare la mission della scuola e l’azione educativa per il prossimo triennio  –  dal 2016/2017 al 2018/2019  –  con tanto di risorse economiche e di personale necessarie per realizzarlo. Ed è proprio questo l’ennesimo problema da risolvere. Infatti, la fase C del piano straordinario di assunzioni (clicca qui per conoscere l’algoritmo utilizzato nella Fase C) porterà nelle scuole i docenti che si trovano nelle graduatorie dei precari a prescindere dalle concrete ed effettive esigenze delle stesse. Pertanto, sarà il prossimo concorso da 65mila posti a trovare la soluzione necessaria, all’interno delle richieste delle istituzioni scolastiche e dei posti messi a concorso per realizzare i Pof.

Ma come farà il Miur a prendere atto delle richieste delle scuole, che si dovranno concretizzare entro il prossimo 15 gennaio, se il bando del concorso con i posti per ogni singola disciplina verrà pubblicato entro il primo dicembre di quest’anno?

Vi terremo aggiornati sulla “Buona Scuola” con News ed articoli. Per qualsiasi segnalazione, scriveteci a “Raccontaci il tuo caso”.

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