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Concorsi pubblici, ok del Tar per i cittadini extra Ue

concorsi pubbliciAveva tentato di inoltrare la domanda di partecipazione al bando di concorso pubblico per 250 funzionari di servizio sociale del Ministero di Giustizia, ma essendo cittadina straniera non era riuscita a completare l’iter. Non ritenendo corretta la sua esclusione ha proposto ricorso e i giudici del Tar hanno accolto, disponendo la sua partecipazione.

All’art. 3 del bando, Requisiti e condizioni per la partecipazione, era infatti richiesta “la cittadinanza italiana per la partecipazione al concorso”. Pur lavorando da anni presso lo stesso Ministero ed essendo inoltre cittadina extra comunitaria titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, il sistema informatico non aveva accettato la domanda di partecipazione.

Poiché la normativa vigente preclude l’accesso ai concorsi indetti da Enti pubblici ai cittadini stranieri, ed essendo la ricorrente cittadina di uno Stato che non fa parte dell’Unione Europea, va esaminata preliminarmente la titolarità di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Il D.lgs n. 165/2001, contiene ai fini dell’assunzione presso pubbliche amministrazioni, norme che riguardano i cittadini dell’Unione Europea ed i cittadini di Paesi terzi. L’art. 38 “Accesso dei cittadini degli Stati membri della Unione europea” specifica che “i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale”.

Il Collegio ritiene, dunque, che il posto ambito dalla ricorrente, non comportando l’esercizio di funzioni per cui la cittadinanza risulta necessaria, non può ritenersi precluso agli stranieri, extracomunitari, in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Il Tar ha così abolito la clausola del bando che ne vietava la partecipazione e ammesso la ricorrente alla partecipazione al concorso.

Pertanto, tutti i cittadini stranieri possono partecipare ai concorsi pubblici, purché le funzioni non implichino l’ “esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri” o che attengano “alla tutela dell’interesse nazionale”.

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