Home Concorsi Concorso in Magistratura, insufficienza del voto numerico: ok anche dal CdS

Concorso in Magistratura, insufficienza del voto numerico: ok anche dal CdS

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Avevano partecipato al concorso in Magistratura nel 2018 e avevano ottenuto un’idoneità e due giudizi positivi. I giudici del Tar avevano confermato l’illegittima l’apposizione a un elaborato del solo giudizio di non idoneità, senza ulteriore motivazione, così da rendere la motivazione, incongrua e irragionevole, a fronte di due giudizi positivi. Ora, anche il Cds ha dato ragione ai ricorrenti, rigettando l’appello presentato dal Ministero di Giustizia.

I giudici amministrativi hanno infatti confermato «la sussistenza di una evidente contraddittorietà nei giudizi resi nei confronti delle prove scritte redatte dal ricorrente, essendo state valutate con voti ampiamente sufficienti le prove di diritto penale e di diritto amministrativo (avendo riportato, rispettivamente, 16/20 e 14/20) ed essendo stato, invece, ritenuta insufficiente quella di diritto civile»; di qui il dubbio sulla correttezza del giudizio assegnato alla terza prova, anche alla stregua della relazione peritale prodotta dal ricorrente, con conseguente necessità «che venga ripetuta la correzione dell’elaborato valutato non idoneo da parte della commissione valutatrice, ancorché in diversa composizione, con l’adozione di modalità idonee a garantire l’anonimato».

In altre parole, il Consiglio di Stato, «a fronte del superamento di due delle tre prove in modo brillante, pon[e] seri dubbi la correttezza del giudizio assegnato alla terza prova».

Pertanto, chiunque ha ottenuto due giudizi positivi su tre può impugnare l’esito e ottenere la rivalutazione delle prove. Per maggiori informazioni, invia una mail a info@leonefell.com

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