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Concorso polizia penitenziaria, il Tar dispone il riesame delle prove di efficienza fisica

Avevano partecipato al concorso per 976 allievi agenti di Polizia penitenziaria ma non avevano superato le prove di efficienza fisica. Non ritenendo corretta la loro inidoneità hanno proposto ricorso e i giudici del Tar hanno accolto e disposto il riesame delle prove.

I giudici hanno rilevato, in entrambi i casi, che le prove sono state sostenute in condizione di assoluta inadeguatezza, confermando da un lato “l’illegittimità del giudizio di inidoneità impugnato e le descritte criticità delle modalità di svolgimento della prova di efficienza fisica svolta dal ricorrente” e “l’espletamento della prova eseguita da un numero inadeguato di cronometristi e in assenza di dispositivi elettronici attestanti, con sufficiente grado di certezza, la precisione della misurazione”. Hanno così ritenuto opportuno accogliere i ricorsi e disporre il riesame o la ripetizione della prova per i ricorrenti.

Le prove di efficienza fisica (o psicofisica) servono a verificare il possesso di determinati requisiti psico-fisici da parte dei candidati. I concorrenti vengono sottoposti a test fisici e numerosi esami clinici (visite mediche generali, visite mediche specialistiche ed esami di laboratorio) che servono alla commissione esaminatrice per stabilire l’idoneità o l’inidoneità del concorrente a rivestire il ruolo per cui si sta candidando.

Non sempre, però, le valutazioni della commissione sugli accertamenti psicofisici sono compiuti in modo legittimo e, in determinati casi, è possibile proporre ricorso al Tar al fine di ottenere l’ammissione alle prove successive.

Per maggiori informazioni su come contestare le inidoneità invia una mail a [email protected]

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