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Digitalizzazione della P.A., partecipazione ai concorsi tramite pec

A partire dal 2005, con l’approvazione del codice dell’Amministrazione Digitale, uno degli obiettivi del legislatore è stato quello di snellire i procedimenti amministrativi, procedendo ad una graduale e sempre più completa digitalizzazione di tutti i procedimenti.

Il testo, approvato nel 2005, è stato riformato negli anni, con l’introduzione di molte novità anche per i cittadini. Nello specifico, con l’ultima modifica, apportata con l’approvazione di d.lgs. dell’11 dicembre 2017, il legislatore ha posto il cittadino al centro del processo di digitalizzazione.

digitalizzazioneNello specifico ogni cittadino, associazione, ente avrà il diritto di eleggere un domicilio digitale presso un qualsiasi indirizzo di posta elettronica certificata o di recapito qualificato europeo, garantendosi così anche il diritto di ricevere – solo presso tale indirizzo – ogni comunicazione avente valore legale dalla Pubblica Amministrazione e dai privati.

Vengono inoltre incentivati, oltre che aperti a tutti i cittadini, i servizi di firma digitale e firma elettronica avanzata, e lo SPID (sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale) che ogni cittadino avrà il diritto di sfruttare dalla prossima primavera.

Alcune amministrazioni, però, sembrano aver anticipato le prossime mosse del legislatore, imponendo ai cittadini di munirsi dei servizi digitali, per aver accesso ai servizi degli enti.

È il caso, per esempio, di quanto verificatosi con il bando per 23 istruttori amministrativi pubblicato dal Comune di Firenze.

La peculiarità di tale bando è da rinvenire nelle modalità individuate non solo per l’invio della domanda di partecipazione, per il quale è prevista unicamente la trasmissione digitale, ma anche per il download della domanda di partecipazione che ogni candidato dovrà compilare.

E infatti, il bando prevede tre differenti modalità per scaricare la domanda: l’utilizzo della carta nazionale dei servizi, l’utilizzo dello SPID o l’accredito presso il portale dei servizi online del Comune di Firenze (espressamente sconsigliato per i non residenti).

In questo modo, il Comune ha di fatto precluso la possibilità di partecipazione all’imminente concorso a tutti coloro che, pur avendone i requisiti richiesti dal bando, non abbiano ancora esercitato il proprio diritto ad accedere ai servizi dell’Amministrazione Digitale, i quali, in ogni caso, non possono ad oggi essere considerati obbligatori per il cittadino.

Tale casistica si va ad aggiungere a quella recentemente affrontata dalla giurisprudenza amministrativa, che ha portato all’affermazione del principio di diritto secondo cui deve ritenersi illegittimo il bando di una selezione pubblica nella parte in cui preclude l’ammissibilità delle domande prive di firma, ancorché presentate da un candidato a mezzo PEC, con casella di posta intestata allo stesso mittente.

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