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Mobilità e legge 104, come ottenere la precedenza

Il docente referente unico del parente ed affine disabile sino al terzo grado (ex legge 104/1992 art 3 comma 3) ha diritto alla precedenza nella Mobilità interprovinciale.

Nello specifico, la contrattazione collettiva esclude la sussistenza del diritto di precedenza nella mobilità interprovinciale in favore del parente ed affine sino al terzo grado che assiste il genitore in condizioni di handicap, mentre il Contratto collettivo nazionale integrativo per l’anno 2017/2018 garantisce la precedenza al docente che assiste il figlio (anche se adottivo), il coniuge o il genitore affetti da disabilità gravi, ovvero riconosciuta in base alla legge 104/1992, a seguito di visita da parte della commissione medica competente.

L’articolo 14 precisa infatti che “il personale scolastico (parente, affine o affidatario) che intende assistere il familiare ai sensi dell’art. 33, commi 5 e 7, della legge n. 104/92, in qualità di referente unico, non è destinatario di una precedenza nell’ambito delle operazioni di mobilità; al fine di realizzare l’assistenza al familiare disabile, il personale interessato partecipa alle operazioni di assegnazione provvisoria, usufruendo della precedenza che sarà prevista dal CCNI sulla mobilità annuale”. Tale disposizione, tuttavia, è illegittima nella parte in cui ancora il riconoscimento della precedenza in questione alle procedure di assegnazione provvisoria – necessariamente annuali – e non anche a quelle di mobilità e dunque alla durata dell’esigenza di assistenza del parente disabile.

Mobilità e legge 104, il caso

Il nostro studio ha patrocinato diversi ricorsi aventi ad oggetto il mancato riconoscimento della precedenza nei trasferimenti sorretti dalle esigenze di cui all’art. 33 della L. 104/1992.

Per chiarezza di motivazione, si distingue la fattispecie in cui un docente, referente unico della madre beneficiaria della legge 104/1992, aveva richiesto l’assegnazione con precedenza presso una istituzione scolastica ricadente nello stesso territorio di residenza del genitore. Negatogli tale diritto, il docente aveva proposto ricorso.

I giudici del lavoro hanno disposto il trasferimento dello stesso presso un istituto scolastico sito nel comune di residenza del parente disabile, sulla scorta della considerazione secondo la quale ”Il contratto collettivo della nazionale della scuola non può subordinare alle esigenze organizzative dell’amministrazione il diritto al trasferimento di sede, stabilito dalla legge 104/1992 del dipendente che assiste un familiare disabile” e che “l’intervento operato dal CCNL ha di fatto introdotto una grave limitazione dei benefici della legge 104/1992”.

Mobilità e legge 104, assistenza e tutela

Al fine di proteggere i docenti interessati dalle illegittimità perpetrate dal MIUR, lo studio legale Leone – Fell offre tutta l’assistenza necessaria a partire dalla compilazione corretta della domanda di mobilità 2018/2019, nonché per la predisposizione degli eventuali reclami avverso le “notifiche” per il mancato riconoscimento dei servizi e/o delle precedenze fatte valere dagli stessi, nonché, infine, per la predisposizione dei ricorsi da proporre presso le autorità giurisdizionali competenti avverso l’Ordinanza o all’esito delle procedure di mobilità.

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