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Ricorso Vittime del dovere

RICORSO

Si impugnano i provvedimenti con i quali l’Amministrazione competente, erroneamente applicando la normativa in tema di riconoscimento della categoria di vittime del dovere, nega la concessione al richiedente, che sia esso il diretto titolare dello status o che sia un superstite dello stesso.

TIPOLOGIA DI RICORRENTE

Possono aderire al ricorso coloro i quali ritenendo di essere in possesso dei requisiti di cui alla legge 266/2005 hanno avanzato istanza di riconoscimento dello status di vittime del dovere e hanno ricevuto un provvedimento di diniego da parte della procedente.

Le vittime del dovere sono indicate nell’articolo 1, commi 563 e 564, che riportiamo di seguito:

563. Per vittime del dovere devono intendersi i soggetti di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e, in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:

a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
c) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
d) in operazioni di soccorso;
e) in attività di tutela della pubblica incolumità;
f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.

564. Sono equiparati ai soggetti di cui al comma 563 coloro che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.

OBIETTIVO DEL RICORSO

Ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere con ogni conseguenziale emolumento in termini di assegno vitalizio pari a 500,00 euro mensili a decorrere dal momento in cui è stata accertata l’infermità o è intervenuto il decesso, oltre ulteriori benefici.

GIURISPRUDENZA

La Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la recente sentenza sent. n. 10792/2017 ha conferito alla normativa in tema di riconoscimento dello status in parola un ampio ambito di applicabilità sì censurando gli orientamenti restrittivi precedentemente espressi in giurisprudenza.

Con il precedente citato è stato affermato nello specifico che «è poi estranea al concetto di discrezionalità amministrativa la valutazione – che la pubblica amministrazione deve pur svolgere – circa la sussistenza degli estremi fattuali necessari affinché una data persona possa considerarsi vittima del dovere, ossia affinché possa ritenersi che l’evento dannoso di cui sia rimasta vittima derivi dall’adempimento d’un dovere. Infatti, la discrezionalità amministrativa consiste nella possibilità, riconosciuta alla pubblica amministrazione, di scegliere – fra più comportamenti ugualmente legittimi e idonei a soddisfare un dato interesse pubblico – quello ritenuto più adeguato a tal fine, ponderando tutti gli interessi in gioco nel contesto applicativo d’una data norma. Nel caso di specie l’amministrazione è solo chiamata ad accertare in punto di fatto (sia pure attraverso verifiche che, se del caso, possono anche non risultare perfettamente oggettivabili) se ricorra o meno detto contesto applicativo, ma non certo a scegliere – una volta data risposta affermativa all’interrogativo che precede – se erogare il beneficio e in che misura, in che tempi e in che modi. In breve, nella materia in discorso non v’è alcuna discrezionale ponderazione – in capo alla pubblica amministrazione – degli interessi in gioco al fine di scegliere se e quali di essi meritino (e in che misura) tutela».

NORMATIVA

  • Legge 466/1980;
  • Legge 266/2005.

AUTORITÀ ADITA

Giudice del lavoro della circoscrizione in cui ha sede l’ufficio al quale il dipendente è addetto o era addetto al momento della cessazione del rapporto

MOMENTO DAL QUALE DECORRE LA LESIONE

  • L’istanza può essere proposta entro 10 anni da quando si è verificato l’evento lesivo;
  • Il ricorso deve essere proposto entro 5 anni decorrenti dal momento in cui il soggetto ha avuto conoscenza del rigetto.

TIPOLOGIA DI RICORSO E MODULISTICA

Individuale

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Francesco Leone
L’avv. Francesco Leone si è laureato presso la Facoltà di Giurispudenza di Palermo con una tesi in diritto costituzionale dal titolo “Le Forme di Governo e i Sistemi Elettorali”. Grazie alla guida del dominus Francesco Stallone, ha maturato esperienze come consulente per numerosi Enti Pubblici e Società Private con specifico riferimento alla predisposizione di bandi di gara, schemi di provvedimenti amministrativi e di contratti, interpretazione e applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria. Superati immediatamente gli esami d’abilitazione, si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Da quel momento in poi, predispone e patrocina ricorsi singoli, e collettivi, presso la giurisdizione Amministrativa e Civile con particolare riferimento alle tematiche inerenti i Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici/Appalti. Dal 2011 inizia a specializzarsi in Ricorsi Collettivi e Class Action aventi ad oggetto concorsi pubblici, procedure selettive e test d’ammissione e abilitazione. Nel 2013 crea un team di giovani professionisti che, coniugando ricerca scientifica e nuove tecnologie, si occupa con successo di tutti i grandi casi giurisprudenziali degli ultimi anni. Test d’ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie, Esami d’abilitazione professionale, Concorsi nelle Forze dell’Ordine, Concorso dell’Agenzia delle Entrate, Selezioni CIAPI, Concorso “Roma Capitale”, Concorso MEF 2015, Piano Giovani e Garanzia Giovani (Youth Guarantee), Concorso Vigile del Fuoco, Accesso alle Scuole di Specializzazione Medica, Trasferimento in Italia da ateneo estero, Stabilizzazione precari e tutte le problematiche inerenti la Scuola rappresentano solo una parte delle attività professionali sino ad oggi svolte.