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Ricorso Vittime del dovere

vittime del dovereIn questi anni, sono pervenute in studio decine di richieste di riconoscimento dello status di vittime del dovere. Per vittime del dovere si intendono i militari, i membri delle forze dell’ordine e, in generale, i dipendenti pubblici che abbiamo riportato un’invalidità permanente a seguito di lesioni riportate durante lo svolgimento del proprio lavoro o che siano deceduti.

Il nostro Studio legale ha pertanto deciso di attivare un ricorso per ottenere il riconoscimento dello status. Si impugnano dunque i provvedimenti con i quali l’Amministrazione competente, erroneamente applicando la normativa in tema di riconoscimento della categoria di vittime del dovere, nega la concessione al richiedente, che sia esso il diretto titolare dello status o che sia un superstite dello stesso.

Sono vittime del dovere riconosciute dalla legge:

  • i Magistrati ordinari;
  • i militari dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di Finanza, delle Guardie di pubblica sicurezza, degli Agenti di Custodia;
  • il personale del Corpo forestale dello Stato;
  • i funzionari di Pubblica Sicurezza;
  • il personale del Corpo di Polizia Femminile;
  • il personale civile dell’Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena;
  • i Vigili del Fuoco;
  • gli appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, è possibile ottenere il riconoscimento dello status se l’invalidità permanente (o il decesso) sia sopravvenuta a seguito di incidente durante l’attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto, per effetto diretto di lesioni riportate in attività di contrasto a ogni tipo di criminalità; nello svolgimento di servizi di ordine pubblico; nella vigilanza a infrastrutture, sia civili che militari; in operazioni di soccorso; in attività di tutela della pubblica incolumità; a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non necessariamente ostili.

TIPOLOGIA DI RICORRENTE

Possono aderire al ricorso coloro i quali, ritenendo di essere in possesso dei requisiti di cui alla legge 266/2005, hanno avanzato istanza di riconoscimento dello status di vittime del dovere e hanno ricevuto un provvedimento di diniego da parte della procedente.

OBIETTIVO DEL RICORSO

Ottenere il riconoscimento dello status di vittima del dovere con ogni conseguenziale emolumento in termini di assegno vitalizio pari a circa 500,00 euro mensili a decorrere dal momento in cui è stata accertata l’infermità (se l’invalidità contratta è pari o superiore al 25%) o è intervenuto il decesso; un importo pari a circa 2.000,00 euro per ogni punto di invalidità da attribuirsi alla patologia o alla lesione riportate. In caso di decesso, l’invalidità sarà considerata pari al 100%; due annualità di pensione, comprensive di tredicesima, in favore dei superstiti della vittima del dovere; il diritto all’assistenza psicologica e l’esenzione per le spese sanitarie e farmaceutiche.

AUTORITÀ ADITA

Giudice del lavoro della circoscrizione in cui ha sede l’ufficio al quale il dipendente è addetto o era addetto al momento della cessazione del rapporto

MOMENTO DAL QUALE DECORRE LA LESIONE

Lo status di vittime del dovere non decade e non incorre in termini di prescrizione. A stabilirlo una sentenza dei giudici del tribunale del lavoro di Roma nella quale viene specificato che “sia l’accertamento di uno status che l’accertamento del diritto al riconoscimento di benefici di natura assistenziale sono entrambi diritti indisponibili, e come tali irrinunciabili”.

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