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SSM, 86 posti vacanti: ecco come ottenerne l’assegnazione

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graduatoria, 86Al momento sono 86 i posti vacanti, non riassegnati, dopo la chiusura della graduatoria nazionale di merito, senza contare i posti che resteranno liberi per rinunce successive al 23 gennaio (quando verranno firmati i relativi contratti).

Lo scorso 4 dicembre sono infatti iniziate le procedure di scorrimento e dunque le scelte da parte dei candidati per l’accesso alle Scuole di specializzazione in Medicina a.a. 2016/2017.

Gli scorrimenti previsti hanno riguardato circa sette scaglioni, ognuno dei quali si è svolto nell’arco di tre giorni, fino al 29 dicembre, in cui ogni candidato avrebbe dovuto scegliere la tipologia di Scuola e le sedi di suo interesse, indicandole in ordine di preferenza per un massimo di tre scelte. Ai candidati che vedevano saturate le proprie scelte all’interno del proprio scaglione è stata garantita automaticamente l’aggregazione al successivo e la possibilità di effettuare ulteriori tre scelte. Terminate le operazioni di scelta, il Ministero ha chiuso la graduatoria e proceduto alle assegnazioni nelle specifiche Scuole.

Tale meccanismo, tuttavia, non ha operato fino a esaurimento posti, ma solo fino al 29 dicembre, data di chiusura da parte del Ministero della graduatoria di merito.

Ciò ha determinato inevitabilmente il residuarsi di diversi posti rimasti vacanti e mai riassegnati. Nello specifico i posti rimasti vacanti sono 86, senza considerare i posti che resteranno liberi per rinunce successive al 23 gennaio (quando verranno firmati i relativi contratti).

SSM, non rispettato il fabbisogno di medici specialisti da formare

Da bando, si legge che “i contratti di formazione specialistica eventualmente resisi liberi sono oggetto, compatibilmente con le procedure ministeriali in atto, di riassegnazione nell’ambito del contingente dei contratti di specializzazione per i successivi anni accademici”.

Tale statuizione risulta essere illegittima perché posta in palese violazione anzitutto del decreto 20 maggio 2015 che, per quanto riguarda l’a.a. 2016/2017, ha determinato in 7.967 unità il fabbisogno di medici specialisti da formare nelle scuole di specializzazione di area sanitaria. Senza considerare che, qualora i posti non fossero riempiti, i reparti si troverebbero – pur in presenza di fondi già destinati a tali borse di specializzazione – ingiustificatamente sotto organico, con notevole ripercussione sul sistema sanitario nazionale, già deficitario.

Vale la pena ricordare, poi, che il Giudice Amministrativo si è già espresso positivamente su casi analoghi. Conseguentemente lo Studio Legale Leone – Fell sta predisponendo diverse azioni volte a richiedere l’assegnazione dei posti rimasti vacanti. I candidati rimasti senza borsa in presenza di posti ancora liberi o i candidati che non hanno potuto scegliere una Scuola perché ritenuta in precedenza esaurita possono agire al fine di chiedere la riassegnazione.

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NB: l’azione legale di riferimento è l’INDIVIDUALE A

SSM, il caso della Sicilia: illegittimi i requisiti richiesti

A suscitare ulteriori perplessità è la disposizione prevista dall’art. 4 del bando – requisiti di ammissione – nello specifico, degli ulteriori requisiti previsti per l’accesso ai contratti aggiuntivi finanziati dalle regioni. In particolare, per i posti finanziati dalla Regione Siciliana, occorre obbligatoriamente:

–        Essere nati o residenti in Sicilia;
–        Avere una età non superiore a 35 anni;
–        Avere un reddito ISEE non superiore a 30.000,00 euro.
 

SSM, il caso della Sicilia: il limite d’età

La previsione del limite di età contrasta con un principio basilare di origine comunitaria: il principio di non discriminazione in base all’età, espresso concretamente nella direttiva 2000/78/CE che ha definito un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, con conseguente disapplicazione di ogni disposizione contraria, presente nelle singole normative nazionali.

Il Legislatore comunitario, tuttavia, consente ai singoli Stati membri, in determinate condizioni, “giustificate” disparità di trattamento, per il perseguimento di “obiettivi legittimi di politica dell’occupazione, mercato del lavoro e formazione professionale”.

Ad esempio, la fissazione di specifici limiti di età in determinati settori, si pensi al settore delle forze armate, risponderebbe alla necessità di assicurare il possesso nel tempo di determinati requisiti fisici necessari per lo svolgimento di peculiari attività. Nel caso di specie, considerato che la professione che si intende esercitare è quella del medico, per il quale non è richiesto il possesso nel tempo di particolari requisiti fisici per lo svolgimento della professione, tale requisito appare del tutto irrazionale.

 

SSM, il caso della Sicilia: il limite del reddito

A destare maggiore sconforto, però, è il possesso di un reddito non superiore a 30 mila euro. Ebbene, considerato che l’accesso alla scuola di specializzazione avviene soltanto attraverso l’erogazione di borse, nel caso di specie finanziate dalla Regione, e non anche mediante il pagamento di una retta mensile o annuale come avviene ad esempio per un corso di formazione privato, la predetta disposizione crea la paradossale situazione di consentire l’accesso all’istruzione soltanto a coloro che non superano una determinata fascia di reddito. Agli altri, però, seppur meritevoli, non è consentito l’accesso in nessun altro modo.

Tutto ciò si pone in contrasto con alcuni principi riconosciuti e tutelati dall’ordinamento comunitario e dalla nostra Costituzione. Il diritto allo studio riguarda il percorso scolastico successivo all’obbligo e quello universitario che il cittadino ha libertà di intraprendere e di concludere e che lo Stato deve garantire attraverso l’erogazione di borse di studio a coloro che si dimostrano capaci e meritevoli, ma privi di mezzi economici.

Per tutti coloro che sono in possesso di un punteggio idoneo a ottenere la borsa, ma si trovano esclusi a causa dell’imposizione di tali requisiti, lo studio legale sta predisponendo azioni individuali, volte al superamento dei predetti limiti e al conseguimento dei posti finanziati dalla regione autonoma Sicilia.

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Per avere maggiori informazioni sulle azioni legali inviare una mail a info@avvocatoleone.com o compilare il form Raccontaci il tuo caso.

Francesco Leone
L’avv. Francesco Leone si è laureato presso la Facoltà di Giurispudenza di Palermo con una tesi in diritto costituzionale dal titolo “Le Forme di Governo e i Sistemi Elettorali”. Grazie alla guida del dominus Francesco Stallone, ha maturato esperienze come consulente per numerosi Enti Pubblici e Società Private con specifico riferimento alla predisposizione di bandi di gara, schemi di provvedimenti amministrativi e di contratti, interpretazione e applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria. Superati immediatamente gli esami d’abilitazione, si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Da quel momento in poi, predispone e patrocina ricorsi singoli, e collettivi, presso la giurisdizione Amministrativa e Civile con particolare riferimento alle tematiche inerenti i Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici/Appalti. Dal 2011 inizia a specializzarsi in Ricorsi Collettivi e Class Action aventi ad oggetto concorsi pubblici, procedure selettive e test d’ammissione e abilitazione. Nel 2013 crea un team di giovani professionisti che, coniugando ricerca scientifica e nuove tecnologie, si occupa con successo di tutti i grandi casi giurisprudenziali degli ultimi anni. Test d’ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie, Esami d’abilitazione professionale, Concorsi nelle Forze dell’Ordine, Concorso dell’Agenzia delle Entrate, Selezioni CIAPI, Concorso “Roma Capitale”, Concorso MEF 2015, Piano Giovani e Garanzia Giovani (Youth Guarantee), Concorso Vigile del Fuoco, Accesso alle Scuole di Specializzazione Medica, Trasferimento in Italia da ateneo estero, Stabilizzazione precari e tutte le problematiche inerenti la Scuola rappresentano solo una parte delle attività professionali sino ad oggi svolte.

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