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Test ammissione Medicina Veterinaria 2015

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A seguito degli incontri tenutisi in tutta Italia in occasione del “tour dei diritti“, e dall’analisi delle segnalazioni pervenuteci via mail, lo Staff legale dello studio Leone ha potuto constatare che durante lo svolgimento del test d’ammissione alle facoltà di Medicina/Chirurgia e Veterinaria, diverse irregolarità ed illegittimità si sono registrate durante lo svolgimento delle prove. Il “Tour dei diritti” ci ha dato la concreta possibilità di incontrarVi, di conoscerVi personalmente. Le tappe svolte ci hanno permesso di registrare all’interno del nostro database tutte le Vostre segnalazioni, che si sono rivelate fondamentali per la predisposizione del ricorso. Ecco perchè, alla luce di quanto sinora documentato, abbiamo deciso di avviare l’iter giuridico necessario per la tutela dei Vostri diritti. Gli elementi che abbiamo raccolto sono abbastanza “forti” per poter procedere giudizialmente. Infatti, abbiamo potuto constatare che nelle maggior parte delle aule si sono verificate macroscopiche ingiustizie e irregolarità:
1) utilizzo indiscriminato di smartphone e smartwatch;
2) mancata sigillatura dei pacchi contenenti anagrafiche e schede risposte;
3) incompatibilità tra i membri delle commissioni d’esami;
4) presenza nelle aule di personale non autorizzato;
5) presenza di plichi alterati.
Accanto a queste illegittimità, in parte verificate grazie alla vostra testimonianza diretta durante gli incontri, anche quest’anno riteniamo che sussista la violazione dell’Anonimato. Infatti, abbiamo constatato che diverse Commissioni di Concorso non hanno posto in essere le necessarie misure di salvaguardia del principio dell’anonimato della prova, da anni oggetto di censura da parte degli organi di giustizia amministrativa.
Ed invero, nonostante le recenti sentenze, e le previsioni di cui alle linee guida diramate quest’anno per lo svolgimento della prova (nelle quali sono state individuati degli accorgimenti per evitare che anche questa volta si concretizzasse la lesione di tale principio), le imprescindibili indicazioni per la salvaguardia di tale principio non sono state rispettate.
Ciò in quanto diverse centinaia di ragazzi hanno dovuto compilare la scheda anagrafica (recante le generalità del candidato) ed apporre le etichette adesive (riportanti i codici alfanumerici identificativi della prova) dinanzi i membri della Commissione, senza poter salvaguardare il principio della segretezza della prova.
Ebbene, il rispetto del principio dell’anonimato della prova, così come delineato dal giudice amministrativo, impone che, nessuno possa associare, prima della correzione dell’elaborato, il nome del candidato alla sua prova al fine di condizionarne l’esito. Diversamente da quanto accaduto, però, dall’esame delle contestazioni sottoposteci da migliaia di candidati, si evince che i Commissari hanno consentito a molti candidati di trascrivere il proprio codice identificativo che, in moltissimi casi, è stato apposto sulla scheda anagrafica proprio davanti ai medesimi Commissari che, addirittura, in molti casi hanno scelto le etichette al posto dei candidati.
Per tali motivi, pertanto, riteniamo che ci siano i presupposti per avviare dei ricorsi, volti a richiedere l’immatricolazione in sovrannumero dei candidati in ragione della violazione del principio dell’anonimato e della segretezza della prova.

I ricorsi fondati su tali aspetti possono essere proposti sia da candidati che hanno ottenuto un punteggio superiore a 20 sia da coloro che hanno ottenuto un punteggio inferiore a 20. 

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