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Specializzazioni non mediche: il nuovo D.P.C.M. conferma l’esclusione dei già specializzati

Specializzazioni non mediche: il nuovo D.P.C.M. conferma l’esclusione dei già specializzati

Le borse specializzazioni non mediche restano al centro di una questione ancora irrisolta. Dopo anni di mancato riconoscimento economico, la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto una borsa di studio per gli specializzandi di area sanitaria non medica.

La misura riguarda veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi iscritti alle scuole di specializzazione post-laurea.

L’importo previsto è pari a 4.773 euro lordi annui, da corrispondere mensilmente da parte degli Atenei a decorrere dall’anno accademico 2024/2025.

Si tratta di un primo riconoscimento atteso da tempo. Tuttavia, la nuova disciplina presenta un profilo fortemente critico: continuano a restare esclusi tutti coloro che hanno già frequentato e concluso una scuola di specializzazione prima dell’anno accademico 2024/2025.

Borse specializzazioni non mediche: cosa prevede il nuovo D.P.C.M.

In attuazione della Legge di Bilancio, è stato adottato il D.P.C.M. del 20 febbraio 2026, pubblicato sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca il 20 maggio 2026.

Il decreto ha ripartito tra le Università le risorse destinate al pagamento delle borse di studio per gli specializzandi di area sanitaria non medica.

Tuttavia, il D.P.C.M. assegna le risorse esclusivamente con riferimento agli specializzandi iscritti nell’anno accademico 2024/2025.

Il riparto avviene sulla base dei dati comunicati dagli Atenei o risultanti dall’Anagrafe nazionale degli studenti.

Esclusi i già specializzati

La vera criticità riguarda l’esclusione dei già specializzati.

Il D.P.C.M. non estende il beneficio a chi ha concluso la scuola di specializzazione prima dell’anno accademico 2024/2025.

Inoltre, il decreto non prevede:

  • alcuna misura retroattiva;
  • alcun meccanismo compensativo;
  • alcuna tutela transitoria;
  • alcuno stanziamento per chi ha già completato il percorso.

In altri termini, il decreto dà attuazione alla borsa per il futuro, ma lascia irrisolta la posizione di chi ha frequentato negli anni precedenti senza percepire alcun sostegno economico.

Il D.P.C.M. non supera la discriminazione

Il punto centrale è proprio questo: il nuovo D.P.C.M. non elimina la disparità di trattamento subita dagli specializzandi non medici negli anni precedenti.

Al contrario, come evidenziato anche nella diffida predisposta dallo Studio Legale Leone-Fell & C., il decreto si limita a disciplinare la ripartizione delle risorse per gli specializzandi iscritti a decorrere dall’anno accademico 2024/2025.

Non viene introdotta alcuna misura, neppure parziale, in favore di chi ha conseguito il diploma prima di tale anno accademico.

La conseguenza è evidente. Chi si è specializzato prima dell’anno accademico 2024/2025 resta escluso, pur avendo frequentato le medesime scuole, sostenuto gli stessi obblighi formativi e svolto attività professionalizzanti senza alcun sostegno economico.

La nuova disciplina, quindi, non cancella la discriminazione storica. La rende ancora più evidente.

Una disparità che dura da oltre vent’anni

La questione delle borse specializzazioni non mediche nasce da lontano.

L’articolo 8 della Legge n. 401/2000 aveva già previsto un sistema riferito anche ai laureati appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi iscritti alle scuole di specializzazione post-laurea.

La norma richiamava le modalità previste per i medici e la rilevazione annuale del fabbisogno anche ai fini della ripartizione delle borse di studio.

Eppure, per oltre vent’anni, tale previsione è rimasta sostanzialmente priva di attuazione.

Questo ha determinato una grave disparità di trattamento nei confronti degli specializzandi di area sanitaria non medica, rimasti privi di qualsiasi forma di sostegno economico durante la frequenza delle scuole.

Perché la Legge di Bilancio 2025 non risolve il problema

La Legge di Bilancio 2025 ha finalmente riconosciuto una borsa di studio per gli specializzandi non medici.

Tuttavia, il riconoscimento opera solo a decorrere dall’anno accademico 2024/2025.

Restano quindi esclusi tutti coloro che avevano già frequentato il corso prima di tale data, pur trovandosi in una situazione sostanzialmente analoga.

Il problema non riguarda solo il passato. Il nuovo D.P.C.M., infatti, conferma che le risorse pubbliche sono state stanziate solo per gli iscritti all’anno accademico 2024/2025, senza alcuna previsione per i già specializzati.

Perché l’esclusione è contestabile

A nostro avviso, l’esclusione dei già specializzati è ingiusta e giuridicamente censurabile.

La scelta legislativa e amministrativa di riconoscere la borsa solo per il futuro determina una disparità irragionevole tra soggetti che hanno seguito lo stesso percorso formativo.

I già specializzati hanno infatti frequentato le medesime scuole, affrontato obblighi analoghi e svolto attività professionalizzanti senza ricevere alcun sostegno economico.

Nella diffida è stato evidenziato che tale scelta esclude in modo arbitrario coloro che erano iscritti prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina.

Questa esclusione determina una possibile violazione del principio di parità di trattamento.

Il D.P.C.M. conferma la disparità

La normativa sopravvenuta conferma l’esistenza di fondi pubblici destinati agli specializzandi non medici.

Tuttavia, tali fondi vengono riservati esclusivamente agli iscritti dell’anno accademico 2024/2025.

La tabella di riparto allegata al D.P.C.M. riguarda infatti borse riferite solo a tale anno accademico.

Non è previsto alcuno stanziamento per la platea dei già specializzati.

Per questa ragione, la nuova disciplina non rimuove la discriminazione. Al contrario, ne conferma e ne perpetua gli effetti pregiudizievoli.

Quali somme possono essere richieste

L’azione collettiva promossa dallo Studio Legale Leone-Fell & C. mira a ottenere il riconoscimento delle somme spettanti per gli anni di specializzazione già svolti.

In particolare, l’azione è finalizzata a chiedere il riconoscimento dell’importo annuo lordo di 4.773 euro per ciascun anno di specializzazione concluso prima dell’anno accademico 2024/2025.

La richiesta si fonda sull’applicazione della normativa oggi vigente, che ha finalmente riconosciuto una borsa per gli specializzandi di area sanitaria non medica.

Trattamento economico equivalente a quello dei medici

In via principale o alternativa, l’azione mira anche al riconoscimento di un trattamento economico equivalente a quello previsto per gli specializzandi medici.

Questa richiesta si basa sulla comparabilità del percorso formativo, dell’impegno richiesto, delle responsabilità assistenziali e della funzione svolta.

Si tratta delle richieste già formulate nella diffida inviata alle Amministrazioni competenti.

Chi può aderire all’azione collettiva

Possono valutare l’adesione all’azione collettiva tutti coloro che hanno frequentato o concluso una scuola di specializzazione di area sanitaria non medica.

In particolare, l’azione riguarda:

  • veterinari;
  • odontoiatri;
  • farmacisti;
  • biologi;
  • chimici;
  • fisici;
  • psicologi.

La tutela riguarda soprattutto coloro che hanno svolto il percorso di specializzazione prima dell’anno accademico 2024/2025 e che, per tale periodo, non hanno percepito alcuna borsa di studio.

Perché agire adesso per le borse specializzazioni non mediche

Il nuovo D.P.C.M. rappresenta un passaggio decisivo per la questione delle borse specializzazioni non mediche.

Da un lato, conferma che lo Stato ha finalmente riconosciuto l’esigenza di finanziare le borse per gli specializzandi di area sanitaria non medica.

Dall’altro lato, però, conferma anche che la platea dei già specializzati resta esclusa.

Per questo motivo, la pretesa è oggi ancora più attuale.

Il problema non è più solo la mancata attuazione della disciplina per il passato. Il nuovo decreto rende evidente anche la scelta di non prevedere alcuna tutela per chi ha già completato il percorso.

Azione collettiva per gli specializzati non medici

Lo Studio Legale Leone-Fell & C. ha avviato un’azione collettiva per chiedere il riconoscimento delle somme spettanti agli specializzati di area sanitaria non medica esclusi dal nuovo D.P.C.M.

L’obiettivo è tutelare chi ha conseguito una specializzazione non medica senza ricevere alcuna borsa di studio.

La nuova disciplina ha riconosciuto il diritto alla borsa per il futuro, ma ha lasciato senza risposta la posizione di chi ha già sostenuto gli stessi obblighi formativi negli anni precedenti.

Come aderire all’azione collettiva

Chi ha conseguito una specializzazione non medica senza ricevere alcuna borsa può contattare lo Studio Legale Leone-Fell & C.

Lo studio verificherà la posizione individuale e valuterà la possibilità di aderire all’azione collettiva.

Agire tempestivamente è fondamentale per tutelare il diritto al riconoscimento economico e per contestare l’esclusione dei già specializzati dal nuovo sistema di finanziamento.



09/07/2026

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