Esclusione concorso per tatuaggio – Forze Armate e di Polizia: nuove possibilità per chi è stato escluso!
L’ordinanza del TAR Lazio: un punto di svolta
Con l’ordinanza n. 8482/2025, il TAR Lazio ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea una questione che interessa migliaia di candidate e candidati ai concorsi pubblici, ovvero l’esclusione concorso per tatuaggio.
Il dubbio è semplice ma cruciale: può essere considerato legittimo escludere una donna dai concorsi per le Forze di Polizia per un tatuaggio visibile soltanto con la divisa ordinaria femminile (gonna e décolleté), quando lo stesso tatuaggio non sarebbe visibile sull’uniforme maschile?
Questa disparità di trattamento ha convinto i giudici a rimettere la questione a livello europeo, aprendo la strada a un possibile cambio di prospettiva.
Esclusione concorso per tatuaggio – Perché la questione è rilevante
La normativa italiana prevede l’esclusione concorso per tatuaggio in caso di tatuaggi “visibili con l’uniforme”. Tuttavia, la definizione di “visibilità” varia a seconda della tipologia di divisa.
Il TAR ha evidenziato tre aspetti fondamentali:
– la gonna viene indossata solo in occasioni cerimoniali, non nei servizi operativi quotidiani;
– in molti casi le donne sono autorizzate a indossare i pantaloni;
– basare l’esclusione su un capo ormai marginale appare sproporzionato e discriminatorio.
La vera domanda diventa quindi: è ragionevole compromettere la carriera di una candidata a causa di un indumento utilizzato raramente?
Una riflessione più ampia: non solo questione di genere
L’ordinanza apre anche un fronte più ampio. Non si tratta soltanto di eliminare una disparità di trattamento legata alla gonna, ma di rivedere l’intero sistema di esclusione per tatuaggi.
Molti candidati sono stati esclusi non per tatuaggi offensivi o deturpanti, ma per semplici profili di visibilità che nulla hanno a che fare con la professionalità, l’onorabilità della divisa o l’idoneità operativa.
👉 Questo significa che casi analoghi – tatuaggi coperti nella quasi totalità dei servizi, tatuaggi in rimozione, tatuaggi non valutati in modo proporzionato – possono essere contestati.
L’impatto sui concorsi
Se la Corte di Giustizia UE confermerà i dubbi sollevati dal TAR, si apriranno nuove possibilità:
– Per le candidate: non sarà più legittimo escludere per tatuaggi visibili solo con indumenti cerimoniali.
– Per tutti i concorrenti: i tatuaggi dovranno essere valutati in base alla reale funzione e al decoro, non con automatismi legati a capi marginali.
– Per le amministrazioni: sarà necessario rivedere regolamenti e prassi, per renderli coerenti con i principi di uguaglianza e proporzionalità.
Come difendersi da un’esclusione concorso per tatuaggio
Chi è stato escluso ha oggi nuove argomentazioni da far valere:
– Disparità di trattamento: un tatuaggio non può essere rilevante per una donna e irrilevante per un uomo.
– Principio di proporzionalità: l’interesse estetico delle parate non può prevalere sul diritto al lavoro, soprattutto quando esistono soluzioni alternative (uso dei pantaloni, esclusione dalle sole cerimonie).
– Evoluzione culturale: i tatuaggi, se non offensivi o deturpanti, non possono più essere considerati indecorosi in automatico.
👉 Cosa fare subito:
– raccogli i documenti (verbale di esclusione, bando, preavviso di diniego);
– documenta il tatuaggio con foto chiare e precise;
– contatta lo Studio Leone Fell per una valutazione personalizzata.
📩 Scrivici a [email protected] con oggetto: Esclusione concorso – tatuaggio.
Oltre questo caso: quando contestare l’esclusione
Molti corpi dello Stato adottano regole simili sul tema tatuaggi, basate sulla “visibilità con l’uniforme” e sul concetto di decoro. Esistono diversi casi in cui contestare è possibile:
– tatuaggi visibili solo con capi occasionali o cerimoniali (gonna, décolleté, maniche corte, cappelli formali);
– esclusioni automatiche senza valutazione individuale;
– tatuaggi in corso di rimozione o coperti da trattamenti;
– incoerenze operative o prassi interne che riducono l’uso dei capi che rendono visibile il tatuaggio;
– errori di accertamento o documentazione fotografica non conforme;
– tatuaggi non offensivi né contrari ai valori del Corpo.
In questi casi, il ricorso può essere uno strumento efficace per tutelare i propri diritti.
Conclusione: la visibilità non può diventare un automatismo
L’ordinanza del TAR Lazio segna un passo avanti verso un principio chiaro: i tatuaggi non possono essere usati come motivo di esclusione automatica se non incidono sulla funzione operativa né sul decoro istituzionale.
Che tu sia stato escluso per un tatuaggio visibile solo in cerimonia o per altri motivi legati a criteri sproporzionati, oggi esiste uno spiraglio concreto per far valere i tuoi diritti.
Lo Studio Legale Leone Fell è pronto ad assisterti con un’analisi mirata del tuo caso e con le azioni più efficaci per difendere il tuo diritto a partecipare ai concorsi nelle Forze Armate e di Polizia.
Hai un problema di esclusione concorso per tatuaggio? Contattaci tramite il form qui in basso!
24/09/2025








