La borsa specializzandi non medici, introdotta dopo anni di attesa, rappresenta un primo importante riconoscimento per chi frequenta una scuola di specializzazione di area sanitaria. Tuttavia, una comunicazione inviata dall’Università degli Studi di Milano sta sollevando dubbi e preoccupazioni tra gli iscritti.
L’Ateneo avrebbe infatti richiesto agli specializzandi di compilare un’autocertificazione relativa al reddito personale, indicando come requisito il mancato superamento, per l’anno solare 2025, della soglia di 7.746,85 euro lordi annui.
Nella stessa comunicazione sarebbe richiesto anche di dichiarare l’assenza, nel medesimo periodo, di altre borse di studio o di contratti a tempo determinato.
La questione è delicata. L’applicazione di una soglia reddituale così bassa potrebbe escludere numerosi specializzandi da un beneficio introdotto proprio per sostenere il loro percorso formativo.
Borsa specializzandi non medici: cosa prevede la legge
La borsa di studio riguarda gli iscritti alle scuole di specializzazione post-laurea di area sanitaria non medica, tra cui:
- veterinari;
- odontoiatri;
- farmacisti;
- biologi;
- chimici;
- fisici;
- psicologi.
La misura trova fondamento nell’articolo 8 della Legge n. 401/2000, come modificato dalla Legge 30 dicembre 2024, n. 207, ossia la Legge di Bilancio 2025.
A decorrere dall’anno accademico 2024/2025 è stata prevista una borsa di 4.773 euro lordi annui, da corrispondere mensilmente da parte degli Atenei per tutta la durata legale del corso.
Si tratta di un riconoscimento atteso da anni. Gli specializzandi non medici frequentano infatti percorsi impegnativi e professionalizzanti, spesso caratterizzati da rilevanti obblighi formativi, senza aver beneficiato in passato di un sostegno economico analogo a quello riconosciuto agli specializzandi medici.
Il problema nasce nella fase di concreta assegnazione del contributo. La norma istitutiva individua i destinatari, l’importo, la durata e le modalità di erogazione, ma non sembra prevedere espressamente un limite di reddito personale pari a 7.746,85 euro.
Ed è proprio questo il punto centrale della questione.
Borsa specializzandi non medici e autocertificazione del reddito
Secondo la comunicazione inviata dall’Università degli Studi di Milano, lo specializzando dovrebbe dichiarare di non aver superato, nell’anno solare 2025, il limite di 7.746,85 euro lordi.
Tale importo sembra derivare dalla disciplina generale sulle borse di studio universitarie contenuta nella Legge n. 398/1989 e nel Decreto interministeriale del 19 aprile 1990.
Quest’ultimo prevedeva, per alcune borse universitarie, un limite di reddito personale complessivo annuo lordo pari a 15 milioni di lire. La conversione di tale importo corrisponde a circa 7.746,85 euro.
Si tratta, tuttavia, di una disciplina risalente a oltre trent’anni fa, elaborata in un contesto economico, monetario e normativo profondamente diverso da quello attuale.
Applicare oggi quella soglia, senza alcuna rivalutazione e in assenza di un espresso richiamo nella nuova normativa, potrebbe risultare fortemente penalizzante.
In concreto, una borsa introdotta nel 2025 per sostenere la formazione specialistica verrebbe subordinata a un limite economico stabilito nel 1990 e mai adeguato all’aumento del costo della vita.
Il limite di reddito della borsa può essere contestato?
La richiesta dell’Università degli Studi di Milano potrebbe presentare diversi profili critici, che dovranno essere valutati alla luce della normativa applicabile e degli atti adottati dall’Ateneo.
La borsa specializzandi non medici non prevede espressamente la soglia
Il primo profilo riguarda la disciplina della borsa specializzandi non medici.
La Legge n. 207/2024 ha introdotto una misura specificamente destinata agli specializzandi di area sanitaria non medica, senza indicare espressamente un tetto reddituale personale di 7.746,85 euro.
L’applicazione di una condizione non chiaramente prevista dalla disciplina istitutiva potrebbe quindi essere oggetto di contestazione.
Il limite deriva da una normativa generale e risalente
Il secondo aspetto riguarda la fonte della soglia.
Il limite sembrerebbe derivare da una normativa generale sulle borse universitarie, approvata molti anni prima dell’introduzione del nuovo contributo per gli specializzandi non medici.
Occorre quindi verificare se tale disciplina possa essere applicata automaticamente anche a una misura nuova e specifica oppure se sia necessario un richiamo normativo espresso.
La soglia potrebbe essere irragionevolmente bassa
Un ulteriore profilo riguarda la ragionevolezza del limite.
Una soglia di 7.746,85 euro lordi annui, se applicata rigidamente, rischierebbe di rendere il beneficio inaccessibile a numerosi specializzandi.
La misura, nata per colmare una disparità storica, potrebbe così trasformarsi in un sostegno soltanto apparente, riservato esclusivamente a chi dispone di un reddito personale estremamente ridotto.
Borsa specializzandi non medici: reddito e incompatibilità
È importante non confondere il limite di reddito con le eventuali incompatibilità previste per la borsa.
Nella comunicazione dell’Università degli Studi di Milano si farebbe riferimento anche all’assenza di:
- altre borse di studio;
- contratti di lavoro a tempo determinato;
- eventuali ulteriori rapporti considerati incompatibili.
Le incompatibilità riguardano il divieto di cumulare la borsa con altri benefici o con determinati rapporti di lavoro.
Il limite reddituale ha invece una funzione differente: condiziona direttamente il diritto a ricevere il contributo in base all’ammontare complessivo dei redditi percepiti.
Una cosa è stabilire che la borsa non possa essere cumulata con un’altra borsa di studio o con uno specifico rapporto incompatibile. Altra cosa è escludere dal beneficio chi supera una determinata soglia di reddito personale.
Una condizione di questo tipo, proprio perché incide sul diritto all’assegnazione della borsa, dovrebbe trovare un fondamento normativo chiaro ed espresso.
Il richiamo alle incompatibilità, pertanto, non sembra sufficiente, da solo, a giustificare l’introduzione automatica di un tetto reddituale personale.
Quali conseguenze può avere la comunicazione dell’Università?
La richiesta di autocertificazione non deve essere sottovalutata, perché potrebbe produrre conseguenze concrete sull’assegnazione e sull’erogazione della borsa.
In particolare:
- chi dichiara di superare la soglia potrebbe vedersi negare il contributo;
- chi non compila l’autocertificazione potrebbe incontrare difficoltà o ritardi nell’erogazione;
- chi ha già ricevuto alcune somme potrebbe temere contestazioni o richieste di restituzione;
- l’Ateneo potrebbe sospendere il pagamento in attesa della verifica dei requisiti dichiarati.
Per questa ragione è importante conservare tutta la documentazione relativa alla procedura, compresi:
- la comunicazione ricevuta dall’Università;
- gli eventuali allegati;
- le schermate del portale;
- il modulo di autocertificazione;
- la ricevuta di invio;
- ogni successiva comunicazione dell’Ateneo.
È consigliabile conservare anche gli atti relativi all’iscrizione alla scuola di specializzazione e all’eventuale assegnazione o pagamento della borsa.
Cosa fare dopo aver ricevuto la richiesta di autocertificazione
Chi ha ricevuto la comunicazione dell’Università degli Studi di Milano dovrebbe valutare attentamente la propria posizione, evitando di ignorare la richiesta o di rilasciare dichiarazioni inesatte.
L’assistenza di un professionista può essere particolarmente importante quando la borsa:
- viene negata;
- viene sospesa;
- non viene materialmente erogata;
- viene subordinata al rispetto della soglia di 7.746,85 euro;
- è oggetto di una richiesta di restituzione;
- viene considerata incompatibile con un rapporto lavorativo o con un altro beneficio.
In presenza dei necessari presupposti, potrebbe essere possibile contestare l’applicazione del limite reddituale e chiedere il riconoscimento della borsa, la ripresa dei pagamenti o la corresponsione delle somme non erogate.
La valutazione deve essere effettuata caso per caso, tenendo conto della comunicazione ricevuta, della situazione reddituale dello specializzando e degli eventuali provvedimenti adottati dall’Università.
Perché è importante agire tempestivamente
Anche una comunicazione presentata come una semplice richiesta di autocertificazione può produrre effetti concreti sulla posizione dello specializzando.
È quindi importante verificare tempestivamente:
- il contenuto esatto della richiesta;
- il termine previsto per rispondere;
- le conseguenze della mancata compilazione;
- le modalità con cui viene calcolato il reddito;
- le fonti normative richiamate dall’Ateneo;
- la presenza di eventuali incompatibilità.
In caso di diniego, sospensione o mancata erogazione, è inoltre necessario controllare la data del provvedimento e le modalità con cui è stato comunicato, anche per valutare gli strumenti di tutela utilizzabili.
Hai ricevuto la comunicazione sulla borsa?
Se sei uno specializzando di area non medica dell’Università degli Studi di Milano e hai ricevuto la richiesta di autocertificazione sul reddito, puoi far esaminare la tua posizione.
Lo Studio Legale Leone-Fell sta seguendo la questione relativa alla borsa specializzandi non medici e può verificare la presenza dei presupposti per contestare l’applicazione del limite reddituale di 7.746,85 euro.
Contattaci per valutare la documentazione ricevuta e capire come tutelare il tuo diritto alla borsa.
13/07/2026







