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Concorso per 50 prefetti, pubblicata la graduatoria degli ammessi agli scritti

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Pubblicato nel sito del Ministero dell’Interno, l’elenco dei candidati che hanno superato le prove preselettive del concorso pubblico, per titoli ed esami, per 50 prefetti.
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Le prove scritte si terranno nei giorni 14, 15, 16, 17 e 18 maggio 2018, alle ore 8,00 all’Ergife Palace Hotel di Roma.
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Per consentire la più ampia partecipazione al concorso, e rispondendo alle numerose richieste pervenute in studio, abbiamo prorogato i termini per aderire all’azione legale che consentirà agli esclusi dalle prove preselettive di partecipare al concorso. Per aderire c’è tempo sino al 27 marzo 2018. Clicca qui per maggiori informazioni e per aderire al ricorso. 
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Concorso per 50 prefetti, irrazionale la soglia delle prove preselettive
50 prefettiAlle prove preselettive, che prevedevano 90 quiz a risposta multipla, hanno preso parte circa 5000 candidati. Chi ha superato questo primo scoglio, ora dovrà affrontare tre prove scritte: la risoluzione di un caso in ambito giuridico o amministrativo, una prova di lingua inglese o francese; e infine, una prova orale.

“Saranno ammessi a sostenere le prove scritte – si legge nel bando (scarica il bando) –  i candidati che abbiano riportato nelle prove preselettive un punteggio non inferiore a 114,5 su 118,8 e in ogni caso almeno un numero di candidati pari a sette volte i posti messi a concorso. Sono comunque ammessi i candidati che hanno conseguito un punteggio uguale al più basso risultato utile ai fini dell’ammissione secondo il suddetto criterio. Il punteggio conseguito nella prova preselettiva non concorre alla formazione del voto finale di merito”.

Per superare le prove preselettive, infatti, bisogna raggiungere un punteggio di 114,5 su 118,8. Trasformando il punteggio in centesimi, in pratica superano tali prove chi ottiene un punteggio pari a 96,38/100.

Secondo il nostro studio legale, una selezione realmente meritocratica non dovrebbe avere l’obiettivo di sfoltire irragionevolmente la platea dei partecipanti sin dalle prove preselettive. Lo scopo al quale deve mirare l’amministrazione, infatti, è quello di selezionare i migliori attraverso un percorso che ne saggi le competenze attraverso più prove d’esame. Se così non fosse non si comprende perché il bando prevede un ulteriore fase di “scritti” e l’esame orale.

Per superare le prove scritte – come si evince dal bando – invece basta raggiungere complessivamente i 70/100. Un punteggio decisamente più basso rispetto a quello delle prove preselettive (114,5/118,8=96,38/100)

Risulta irrazionale, quindi, una soglia di idoneità per il superamento della prova preselettiva maggiore di quella richiesta per la selezione vera e propria. Riteniamo, pertanto, che possano proporre ricorso al Tar tutti i candidati che abbiano conseguito un punteggio pari o uguale a quello previsto per l’ammissione alla fase orale.

In particolare, chiunque abbia raggiunto il punteggio di 83,16/118 nelle prove preselettive può aderire all’azione legale e richiedere l’ammissione alla prova scritta.

Concorso per 50 prefetti, giurisprudenza amministrativa

La tesi giuridica sostenuta dal nostro studio che afferma che il punteggio richiesto per il superamento delle prove preselettive non può essere superiore alle prove vere e proprie del concorso ha trovato accoglimento in diversi procedimenti nella giurisprudenza. Non ultima nel caso del concorso per 800 Assistenti giudiziari. Il Consiglio di Stato ha in quel caso disposto l’ammissione con riserva alla fase scritta di alcuni ricorrenti che hanno proposto appello. Il giudice ha così disposto: “va pertanto accolto, nei limiti dell’ammissione con riserva degli appellanti alle ulteriori fasi del concorso in questione anche attraverso, se necessario, una sessione di recupero”.

La decisione del CdS conferma la bontà del nostro ragionamento in relazione all’illegittima soglia di sbarramento stabilita dal Ministero della Giustizia.

Per aderire all’azione legale c’è tempo sino al 27 marzo 2018. Clicca qui per maggiori informazioni e per aderire al ricorso

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Francesco Leone
L’avv. Francesco Leone si è laureato presso la Facoltà di Giurispudenza di Palermo con una tesi in diritto costituzionale dal titolo “Le Forme di Governo e i Sistemi Elettorali”. Grazie alla guida del dominus Francesco Stallone, ha maturato esperienze come consulente per numerosi Enti Pubblici e Società Private con specifico riferimento alla predisposizione di bandi di gara, schemi di provvedimenti amministrativi e di contratti, interpretazione e applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria. Superati immediatamente gli esami d’abilitazione, si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Da quel momento in poi, predispone e patrocina ricorsi singoli, e collettivi, presso la giurisdizione Amministrativa e Civile con particolare riferimento alle tematiche inerenti i Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici/Appalti. Dal 2011 inizia a specializzarsi in Ricorsi Collettivi e Class Action aventi ad oggetto concorsi pubblici, procedure selettive e test d’ammissione e abilitazione. Nel 2013 crea un team di giovani professionisti che, coniugando ricerca scientifica e nuove tecnologie, si occupa con successo di tutti i grandi casi giurisprudenziali degli ultimi anni. Test d’ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie, Esami d’abilitazione professionale, Concorsi nelle Forze dell’Ordine, Concorso dell’Agenzia delle Entrate, Selezioni CIAPI, Concorso “Roma Capitale”, Concorso MEF 2015, Piano Giovani e Garanzia Giovani (Youth Guarantee), Concorso Vigile del Fuoco, Accesso alle Scuole di Specializzazione Medica, Trasferimento in Italia da ateneo estero, Stabilizzazione precari e tutte le problematiche inerenti la Scuola rappresentano solo una parte delle attività professionali sino ad oggi svolte.

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