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SSM nel caos: clausole illegittime e ricerche Google prima e durante la prova

googleSaltata la pubblicazione delle le graduatorie di merito delle prove d’accesso per le Specializzazioni mediche che si sono svolte in tutta Italia lo scorso 22 settembre, previste per il 5 ottobre. A darne comunicazione è lo stesso Miur con una nota:

Dovendo dare esecuzione ai provvedimenti cautelari che sono pervenuti, e continuano a pervenire nelle ultime ore presso il Ministero – sentita anche l’Avvocatura dello Stato  –  si legge nella nota – si dispone un rinvio della data di pubblicazione della graduatoria prevista in data odierna lunedì 5 ottobre, in considerazione della necessità di procedere alla corretta formazione della graduatoria nel rispetto del dictum cautelare dell’autorità giudiziaria”.

“Lo scorso venerdì – spiegano gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Floriana Barbata – il nostro Studio legale aveva ottenuto due importanti pronunce dal Tar Lazio che, rigettando l’appello del Ministero, dava ragione a oltre 200 nostri ricorrenti, consentendo loro di essere inseriti correttamente in graduatoria, avendo partecipato senza dimettersi dal corso di formazione specifica in Medicina generale, come previsto illegittimamente dal bando, e ottenendo l’aggiornamento del punteggio in base ai titoli posseduti, in quanto sempre il bando, in maniera illegittima, escludeva alcune categorie di medici, dall’ottenimento di punteggi aggiuntivi”.

A seguito di tali vittorie, il Ministero ha dunque ritenuto opportuno non pubblicare le graduatorie e rinviare il tutto a data da destinarsi, in modo da inserire correttamente anche i ricorrenti destinatari dei provvedimenti positivi.

Ma i problemi non sono di certo finiti. Oltre alle irregolarità presenti nel bando, avverso cui il Tar si è già espresso, subito dopo la prova, il web è stato inondato di segnalazioni di irregolarità denunciate dai candidati che vi hanno preso parte: dalla presenza di domande errate all’uso di cellulari e altri dispositivi connessi a Internet durante il test, passando per altre irregolarità procedurali, oltre all’ormai nota questione dell’imbuto formativo che blocca migliaia di medici in un limbo senza uscita.

La denuncia parte dal Mus – Medici Uniti per la Salute, un’associazione di medici che lotta contro il metodo di selezione, e dallo studio legale Leone-Fell che da anni denuncia l’errato calcolo del fabbisogno e le irregolarità ai test d’accesso.

In tanti hanno usato i canali social del Mus per lasciare le proprie segnalazioni: “Molti hanno visto in prima persona candidati che utilizzavano cellulari senza alcun controllo – racconta Lucy Zaccaro, presidente Mus – in molte sedi, ad esempio, non c’è stata estrazione della propria postazione, ma si è potuto scegliere dove sedersi, con la conseguente formazioni di veri e propri gruppi di colleghi che hanno collaborato per la compilazione del test. Poi, nonostante fosse vietato, alcuni raccontano di gruppi di persone andate in bagno proprio durante lo svolgimento della prova, e che una volta tornati hanno ripreso a rispondere alle domande”.

“Il nostro studio legale – spiegano gli avvocati Leone e Fell – ha ricevuto centinaia di segnalazioni in merito a diverse irregolarità. Abbiamo anche affidato a un nostro team di esperti l’analisi delle domande e alcune di queste sono risultate errate o fuorvianti e purtroppo, anche il punteggio relativo a una sola domande può falsare l’intera graduatoria, penalizzando centinaia di medici. Come ogni anno, abbiamo fatto un’ulteriore verifica sull’uso di Internet durante i test ed è emerso che non solo vi sono stati picchi anomali di ricerca su parole chiave del test durante la prova ma anche nei due giorni precedenti”.

In pratica, in relazione alla verifica sul modello storico e a seguito dell’analisi condotta sulle 140 domande presenti nel test, si è potuto riscontrare un comportamento anomalo nel periodo che va dalla notte del 20 al 22 settembre, giorno della prova. In quel preciso lasso di tempo, alcune parole chiave presenti del test, poco ricercate nei mesi precedenti, hanno raggiunto picchi anomali di ricerca aventi corrispondenza esatta con le parole del questionario.

Tra le parole maggiormente ricercate troviamo: Leucemia Linfatica Acuta, Wharton, Toxoplasmosi, Embryo Transfer, Gardnerella vaginalis, Streptococcus mitis, sottodiaframmatica, Shigellosi e precipitine solo per citarne alcune.

Dall’analisi emerge anche che si registrano picchi di dubbia natura all’alba dei giorni del 21 (intorno alle 4:19) e del 22 (intorno alle 3:55) settembre con incredibili coincidenza su gruppi di parole chiave assolutamente inusuali. Infine notiamo un elemento ancora più rilevante comparando i trend di ricerca di martedì 22 con le ricerche effettuate tutti i martedì del mese precedente fra le ore 8 e le 23 (normale orario di veglia di medici e studenti). Il dato registrato mostra come intorno alle 15:46, proprio durante il test (che si è tenuto fra le 14:00 e le 17:00), i picchi di ricerche su un notevole campione di parole chiave registrano un indice IDR in crescita e certamente anomalo rispetto al periodo precedente con il quale è stato effettuato il confronto.

“Com’è possibile che vi siano tali anomalie? È possibile che il test sia stato consultato diffusamente proprio nei giorni precedenti e anche durante la prova? Una vicenda analoga era successa agli ultimi test d’accesso per Medicina e Odontoiatria, dove la nostra ricerca è stata anche oggetto di un esposto in Procura. La nostra – precisano i legali – è una vera e propria battaglia di legalità, perché ad ogni selezioni vengano premiati i più meritevoli e non i più “furbi”. Gli specializzandi di oggi saranno i medici specialisti del futuro e vogliamo che la salute di tutti i cittadini sia davvero in ottime mani. Per tale ragione, il nostro staff legale è già al lavoro per tutelare tutti i candidati che a seguito di tali irregolarità rimarrano esclusi e presenteremo anche un esposto affinché vengano accertate tutte le responsabilità”.

“Come presidente di MUS e a nome dell’associazione – conclude Lucy Zuccaro – ci tengo a ringraziare lo studio legale Leone-Fell e il suo staff per questa battaglia all’insegna della giustizia e della legalità. Saremo al loro fianco per far sì che coloro i quali non hanno sostenuto la prova concorsuale in maniera onesta, siano puniti, e per assicurare ai colleghi che invece hanno affrontato il test con le loro sole forze in questa battaglia. Combattiamo tutti insieme per l’abolizione dell’imbuto formativo ma anche per un concorso più giusto”.

C’è tempo fino al 7 ottobre per aderire alle nostre azioni. Per ulteriori informazioni e per aderire clicca qui

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