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Test medicina: ricorso contro l’annullamento della prova mancata sottoscrizione della scheda anagrafica e ricorso per domande copiate

Test medicina, mancata sottoscrizione scheda anagrafica

Una semplice dimenticanza che rischia di compromettere un percorso di studi e porre fine ai sogni e alle ambizioni di molti diciottenni, che sperano di indossare il camice bianco.
Centinai di ragazzi sono rimasti delusi dagli esiti delle prove, visto che per essersi dimenticati di sottoscrivere l’anagrafica, hanno visto annullati i loro test di ingresso alla facoltà di Medicina.
Una vera ingiustizia, se si considerano tutti i sacrifici compiuti per la preparazione ai test.

Scarica qui il modulo medicina dati personali. Compilalo e inoltralo a [email protected] per scoprire se puoi aderire all’azione.

Per aderire al ricorso (domande errate, mancata sottoscrizione, dsa) scarica i moduli di adesione e inviali allo studio legale entro il 10 gennaio

Test Medicina, le vittorie dello studio

L’anno scorso lo studio legale Leone-Fell &associati ha vinto tutti i ricorsi aventi ad oggetto questo tema. Il Tar Lazio, infatti, riconobbe il diritto dei nostri ricorrenti ad essere inseriti all’interno delle graduatorie, “non costituendo la mancata sottoscrizione della scheda anagrafica motivo per l’annullamento della prova”.

Siamo convinti che anche quest’anno ci siano ampi margini di vittoria in ragione di quanto affermato dal Supremo Organo di giustizia amministrativa, ovvero il Consiglio di Stato (parere n. 677/2016), secondo il quale – relativamente al concorso dello scorso anno – si censura “l’eccessivo formalismo della verifica, sostanzialmente automatica”, evidenziando che “una concezione sostanzialistica, che ispira le regole della partecipazione ai concorsi pubblici, avrebbe dovuto indurre l’Amministrazione a considerare che l’indicazione dei dati da parte dei candidati costituisce già una presunzione di veridicità, salva una successiva verifica in senso contrario da parte dell’AmministrazioneIl Consiglio di Stato ha quindi statuito che “nella valutazione dei contrapposti interessi prevale quello del ricorrente a partecipare ai corsi per i quali non è prevista la ripetizione”.

Per maggiori informazioni chiama allo 0917794561 o invia una mai a [email protected]

TEST MEDICINA: I QUIZ COPIATI POSSONO STRAVOLGERE L’INTERA SELEZIONE

Vi abbiamo, inoltre, informato sulla questione delle 10 domande sottoposte agli studenti lo scorso 6 settembre, che sono state effettivamente copiate da manuali di preparazione ai test (cosiddetti eserciziari) o tratte dalle prove di università private (in particolare de “La Cattolica”).

Da un punto di vista meramente giuridico, le irregolarità sono piuttosto evidenti e coinvolgono sia la società alla quale è stato affidata la predisposizione delle domande sia la commissione che aveva il compito di verificarle.

Invero, secondo il Decreto Ministeriale del 20 Maggio 2016 n. 312, che disciplina la produzione e la validazione dei quesiti,  “i quesiti oggetto delle prove di accesso ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale per l’anno accademico 2016/2017 sono stati predisposti da soggetti con comprovata competenza nelle materie d’esame, individuati nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e riservatezza e tenuti al più rigoroso rispetto del segreto professionale e d’ufficio”.

In altre parole, come emerge oggettivamente dal provvedimento, gli obiettivi del ministero erano chiari:

1) affidare ad una società specializzata la predisposizione dei test e così, almeno nelle aspettative, scongiurare la somministrazione di quesiti errati o fuorvianti;

2) obbligare la società a mantenere il massimo riserbo sul contenuto dei questionari proprio al fine di  evitare che degli studenti potessero conoscere in anticipo le domande.

3) garantire la par condicio tra i concorrenti e il buon andamento della selezione.

Test medicina: neutralizzazione della domanda n. 16

Ha fatto parecchio discutere la famosa vicenda della domanda n. 16, documentata ampiamente sul nostro portale. Il Ministero ha dichiarato che “sono state considerate corrette tutte le risposte date alla domanda numero 16”.
Secondo lo staff legale, tale decisione è illegittima perché penalizza coloro che si trovano nei posti immediatamente successivi agli ultimi ammessi (nella forbice di circa 2 punti) e che avevano comunque risposto correttamente.
Possono pertanto adire le vie legali coloro che alla domanda:“Un recente studio ha mostrato che negli ultimi 20 anni il peso medio degli italiani è salito del 5%. Più in particolare, il peso medio dei cittadini del Centro-Nord è cresciuto del 6%, mentre quello dei cittadini del Meridione è cresciuto del 3%. Quale delle seguenti conclusioni può essere dedotta dalle informazioni riportate soprahanno risposto nel seguente modo:
a)I cittadini del Centro Nord sono più numerosi dei cittadini del Meridione
d) Nessuna delle alternative è corretta

Test medicina: punteggio superiore a 60, al via il ricorso 

Secondo la recente giurisprudenza, è possibile chiedere l’ammissione se si ha un punteggio che permette di essere in posizione utile.
Secondo le nostre previsioni, i due argomenti sopra analizzati possono permettere a centinaia di studenti di sperare di immatricolarsi e di ricoprire tutti i posti che il miur, illegittimamente, non vorrebbe assegnare.
Posti che, in parte, da quanto si legge sul sito ufficiale del Ministero  (http://www.studiare-in-italia.it/studentistranieri/calendar.html), verranno resi noti giorno 21 ottobre perché non assegnati agli extracomunitari.

Test medicina: mancata riassegnazione posti disponibili

Ogni anno abbiamo rilevato e contestato che il contingente di posti lasciato a disposizione degli studenti extracomunitari non risulta coperto. 
Quest’anno il MIUR, oltre che non riassegnare i posti rimasti vacanti perché non utilizzati dagli extracomunitari, ha disposto all’articolo 10 comma 9 : “La graduatoria dei corsi di cui agli articoli 2, 4, 5 e 6 si chiude con provvedimento ministeriale da emanarsi entro e non oltre la conclusione delle attività didattiche del primo semestre accademico, al fine di consentire agli studenti di raggiungere la frequenza obbligatoria minima per poter sostenere i singoli esami. 
Pertanto, coloro che sono vicini al punteggio soglia, non potranno godere della rassegnazione dei posti rimasti disponibili.

TEST D’ACCESSO: NESSUNA FORMA DI TUTELA PER GLI AFFETTI DA D.S.A.

Quali sono i rimedi e gli strumenti messi a disposizione dalla P.A. per consentire il diritto allo studio dei soggetti affetti da D.S.A.?

Da pochissimi giorni si sono conclusi i test d’accesso a molte facoltà a numero chiuso, quali Medicina, Veterinaria, Professioni sanitarie etc… A seguito dell’espletamento del test ci sono pervenute decine di segnalazioni da parte di soggetti affetti da D.S.A. (ovvero da disturbi specifici di apprendimento le quali interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, quali: l’abilità di fare calcoli, di lettura o di scrittura) ai quali le Università non hanno fornito idonei strumenti per consentirgli un regolare svolgimento del test.

Test d’accesso a numero chiuso: Quali tutele?

Con una recentissima pronuncia, relativa al TEST di Medicina 2015, il Consiglio di Stato ha affermato che “considerato che il danno, riconducibile all’esito negativo delle prove in questione, può essere superato solo previa reiterazione delle prove stesse, in termini tali da assicurare la par condicio dei concorrenti, circa il grado di difficoltà da affrontare per il relativo superamento, ma assicurando all’interessato le condizioni previste, in rapporto alle patologie dal medesimo documentate”.

Test d’accesso, cosa fare adesso?

Per difendersi, pertanto, occorre promuovere ricorso (entro 60 gg dalla risposta dell’Università circa le misure compensative fornite al candidato) e richiedere la riconvocazione delle prove, nel rispetto della normativa in esame, così come disposto dall’Organo supremo di giustizia amministrativa.

Con il ricorso chiederemmo, dunque, l’assegnazione di tutti gli strumenti idonei a colmare il gap che esiste fra il candidato affetto da DSA ed il candidato non affetto da tale disturbo. Inoltre, chiederemo che venga dichiarata la illegittimità della difformità di trattamento fra candidati che hanno svolto la prova presso un Ateneo che si è mostrato solerte nel tutelare i suoi diritti ed altri Atenei che invece non hanno mostrato la medesima disponibilità.

Per aderire alla segnalazione clicca qui  o inviaci un’email a [email protected].

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