1479 agenti di Polizia penitenziaria: prove di efficienza fisica illegittime!

Si sono da poco tenute le prove di efficienza fisica del concorso per 1479 agenti di polizia penitenziaria. I candidati ammessi hanno dovuto eseguire tre diversi esercizi, ossia: corsa di 1000 mt; salto in alto; piegamenti sulle braccia.

Molti concorrenti non sono però riusciti a superare il primo step selettivo (la corsa di 1000 mt) per via delle scorrette modalità con cui l’esercizio è stato espletato dall’Amministrazione. Per la prova di corsa, difatti, invece che essere chiamati uno per volta, i candidati sono stati distribuiti nelle 6/8 corsie della pista di atletica in gruppi da 15 persone per batteria.

Secondo i giudici del Tar Lazio, tuttavia, tali disposizioni hanno reso la prova eccessivamente complessa e quindi illegittima. A detta del Collegio, che si è già espresso per le medesime modalità di svolgimento della prova del concorso per 976 agenti di polizia penitenziaria, infatti, l’esercizio si sarebbe dovuto espletare “senza che ciascun concorrente fosse ostacolato da altri concorrenti fatti confluire sulla medesima corsia”.

Sulla scorta di tale ragionamento il Tar ha dunque ammesso chi ha proposto ricorso a sostenere nuovamente la prova con le corrette modalità, dichiarando, in definitiva, “l’illegittimità del provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere, per avere l’amministrazione aggravato la difficoltà fisica della prova, compromettendo l’efficienza fisica del candidato.

Chiunque abbia ottenuto un provvedimento di inidoneità può proporre ricorso, entro 60 giorni dalla data di esclusione.

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