Retribuzione ferie ferrovieri: quando è possibile ricorrere al Giudice del Lavoro
Nel settore della Mobilità – Area contrattuale Attività Ferroviarie, il tema della corretta retribuzione delle ferie è da anni al centro di un contenzioso ormai consolidato.
Molti lavoratori, infatti, continuano a percepire durante i periodi di ferie una retribuzione ridotta rispetto a quella ordinaria, con l’esclusione di indennità e voci accessorie che invece maturano regolarmente durante il servizio.
Questa prassi è oggi in contrasto con il diritto europeo e con la giurisprudenza della Corte di Cassazione, che ha chiarito in modo netto quali voci debbano essere incluse nella retribuzione feriale.
Il principio europeo: la retribuzione delle ferie deve essere “normale”
Il punto di partenza è l’art. 7 della Direttiva 2003/88/CE, come interpretato dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Secondo la giurisprudenza europea, il lavoratore che fruisce delle ferie annuali deve percepire una retribuzione comparabile a quella ordinaria, cioè non penalizzante sotto il profilo economico.
Con la storica sentenza Williams e altri (CGUE, 15 settembre 2011), è stato affermato che qualsiasi riduzione retributiva idonea a dissuadere il lavoratore dal godere delle ferie viola il diritto dell’Unione.
Il diritto al riposo deve essere effettivo, e non trasformarsi in una perdita economica.
La Cassazione recepisce il principio: indennità incluse nella retribuzione ferie
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13425/2019, ha recepito pienamente questo orientamento, chiarendo che la retribuzione feriale deve includere:
- tutte le voci intrinsecamente collegate alle mansioni svolte;
- gli elementi retributivi connessi allo status personale e professionale del lavoratore.
Non conta che tali voci siano qualificate come “indennità”: se compensano disagi, oneri o modalità specifiche della prestazione lavorativa, devono essere mantenute anche durante le ferie.
Il caso dei macchinisti ferroviari e le ultime pronunce
Questo principio è stato ribadito in modo particolarmente chiaro nelle controversie che hanno coinvolto il personale ferroviario.
Con la sentenza Cass. 21 maggio 2024, n. 14089, la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un macchinista al quale erano state escluse, durante le ferie, l’indennità di assenza dalla residenza e l’indennità di utilizzazione professionale.
Ancora più recentemente, con l’ordinanza n. 2487/2025, la Cassazione ha confermato che la retribuzione ferie deve essere onnicomprensiva, includendo anche le indennità accessorie strettamente legate alla prestazione, come:
- indennità di utilizzazione e condotta;
- indennità di riserva, disponibilità e traghetto;
- indennità di assenza dalla residenza.
L’esclusione di tali voci, secondo la Corte, crea un deterrente economico illegittimo al godimento delle ferie e viola sia il diritto europeo sia i principi costituzionali di tutela del lavoro.
Chi può agire e cosa si può ottenere
Possono promuovere ricorso tutti i lavoratori del settore Mobilità / Area contrattuale Attività Ferroviarie che abbiano percepito una retribuzione feriale ridotta rispetto a quella ordinaria.
L’oggetto del ricorso è il recupero delle differenze retributive maturate e non corrisposte per i giorni di ferie, calcolate includendo tutte le indennità collegate alle mansioni e allo status professionale.
Il credito è soggetto a prescrizione quinquennale, che decorre mese per mese, ma può essere interrotta mediante formale diffida.
Perché è importante agire ora
La giurisprudenza sul punto è oggi solida, coerente e favorevole ai lavoratori.
La Cassazione ha ribadito più volte la propria funzione nomofilattica, sottolineando che un orientamento consolidato garantisce stabilità e certezza del diritto, e non può essere disatteso in assenza di gravi ragioni.
Questo rende l’azione giudiziaria non solo fondata, ma anche concretamente efficace.
Come possiamo aiutarti
Se lavori nel settore ferroviario e ritieni che la tua retribuzione durante le ferie non abbia incluso tutte le voci spettanti, possiamo aiutarti a verificare la tua posizione.
È sufficiente compilare il form sul nostro sito e richiedere assistenza, allegando le buste paga di riferimento.
Il nostro Studio analizzerà la documentazione, calcolerà le differenze retributive maturate e, se sussistono i presupposti, agirà davanti al Giudice del Lavoro per ottenerne il riconoscimento.
Studio Legale Leone-Fell & C.
Tutela concreta dei diritti dei lavoratori, anche contro prassi illegittime consolidate.
10/02/2026








