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Esonero tasse universitarie per studenti con disabilità: il diritto e gli atenei che non lo applicano

Esonero tasse universitarie per studenti con disabilità: il diritto e gli atenei che non lo applicano

L’esonero tasse universitarie disabili è un diritto riconosciuto dalla legge, ma non sempre viene applicato. Ogni anno molti studenti con disabilità si vedono chiedere il pagamento di tasse e contributi che, per legge, non dovrebbero versare. Anche quest’anno diversi atenei, attraverso i propri regolamenti interni, continuano a non applicare correttamente l’esonero. Il problema colpisce in particolare gli studenti titolari della Legge 104, per i quali la norma non prevede alcuna soglia di invalidità. In questo articolo vediamo cosa prevede la legge, perché alcuni regolamenti di ateneo sono in contrasto con essa e come tutelare il proprio diritto.

Esonero tasse universitarie disabili: cosa prevede la legge

Il diritto all’esonero tasse universitarie disabili si fonda su una norma precisa. L’articolo 9 del Decreto Legislativo 68/2012 impone alle università, pubbliche e private, di esonerare totalmente dalla tassa di iscrizione e dai contributi due categorie di studenti.

La prima è quella degli studenti con riconoscimento di handicap ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della Legge 104/1992. La seconda è quella degli studenti con un’invalidità pari o superiore al 66%.

Si tratta di due requisiti alternativi. È sufficiente rientrare in uno dei due per avere diritto all’esonero. La Legge 104/1992 resta la cornice di riferimento per la tutela delle persone con disabilità nell’ambito dell’istruzione.

Perché per la Legge 104 non conta la percentuale

Qui si trova il punto più frainteso. Per gli studenti con riconoscimento di handicap ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104, la legge non richiede alcuna percentuale di invalidità.

La soglia del 66% riguarda infatti solo la seconda categoria, quella dell’invalidità civile. Di conseguenza, chiedere una percentuale minima anche ai titolari di Legge 104 significa aggiungere un requisito che la norma non prevede.

In altre parole, il riconoscimento dell’handicap è di per sé sufficiente.

Il nodo dei regolamenti di ateneo

Nonostante il quadro normativo sia chiaro, l’applicazione resta disomogenea. Ogni università dispone di un proprio regolamento interno sulla contribuzione studentesca.

Anche quest’anno numerosi atenei, attraverso questi regolamenti, continuano a non applicare pienamente l’esonero. In diversi casi l’esenzione viene subordinata a una percentuale minima di invalidità, ad esempio il 66%.

Questa impostazione penalizza proprio gli studenti con Legge 104, per i quali non è prevista alcuna percentuale. Il risultato è che uno studente pienamente titolato al beneficio si vede comunque richiedere il pagamento.

Un regolamento di ateneo, tuttavia, non può derogare a una norma di rango superiore. Dove il regolamento è in contrasto con l’articolo 9 del D.Lgs. 68/2012, prevale la legge. Sul punto è intervenuto anche il chiarimento del Ministero per le disabilità.

Un caso concreto: la diffida e l’esonero

Un esempio aiuta a capire. Una studentessa aveva superato il test di accesso presso un’università privata. L’ateneo le aveva richiesto 15.000 euro di tassa di iscrizione.

La studentessa era però titolare di Legge 104. Aveva quindi diritto all’esonero dei contributi, anche trattandosi di università privata.

Lo Studio Legale Leone Fell & C. ha predisposto una diffida per far valere questo diritto. A seguito dell’intervento, la studentessa ha ottenuto l’esonero totale dei contributi richiesti.

Cosa può fare lo studente con disabilità

Chi ritiene di avere diritto all’esonero può muoversi con ordine.

Il primo passo è verificare il regolamento sulla contribuzione del proprio ateneo. È utile controllare quali requisiti richiede e se distingue tra Legge 104 e invalidità civile.

Il secondo passo è raccogliere la documentazione: il verbale di riconoscimento dell’handicap ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104, oppure la certificazione di invalidità.

Se l’università richiede comunque il pagamento, è possibile presentare un’istanza formale e, se necessario, una diffida. In caso di mancato riscontro, il diritto può essere fatto valere anche nelle sedi competenti.

Conclusioni

L’esonero delle tasse universitarie per gli studenti con disabilità è un diritto previsto dalla legge, non una concessione dell’ateneo. Il riconoscimento dell’handicap ai sensi della Legge 104 dà accesso al beneficio senza alcuna soglia di percentuale.

Quando un regolamento di ateneo non lo applica, lo studente non resta privo di tutela. Per una valutazione della propria situazione, è possibile contattare lo Studio Legale Leone Fell & C.



21/09/2026

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