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Avvisi di accertamento illegittimi se notificati a mezzo posta

accertamentoGli avvisi di accertamento esecutivi notificati a mezzo posta sono affetti dalla giuridica inesistenza e/o dall’insanabile nullità della notifica per violazioni delle norme contenute nel D.L. 78/2010 che disciplina la concentrazione della riscossione nell’accertamento.

A sancire questo importate principio è stata la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che con una sentenza depositata dell’11 ottobre u.s. ha annullato l’avviso di accertamento esecutivo notificato ad una società a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento.

Secondo i giudici della CTR lombarda, la notifica degli atti impoesattivi deve essere affidata ad un’agente della notificazione (messo interno o messo comunale), non essendo possibile avvalersi del servizio postale.

Con la concentrazione della riscossione nell’accertamento il legislatore ha, infatti, previsto che gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate devono contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi negli stessi indicati.

In ragione della particolare struttura di tali atti, idonei ad incidere direttamente in forma esecutiva sul patrimonio del soggetto che ne è destinatario, ai fini di una valida notificazione è necessaria l’intermediazione di un soggetto abilitato, la cui identità deve risultare dalla relata di notifica, pena l’inesistenza o nullità insanabile della notificazione stessa.

A fronte del recente principio di diritto sancito dalla CTR della Lombardia, chiunque avesse ricevuto un avviso di accertamento esecutivo notificato a mezzo posta raccomandata potrà rivolgersi al nostro team di professionisti, inviando una e-mail all’indirizzo [email protected], per ottenere una consulenza legale orientata a valutare concretamente la possibilità di impugnare l’atto.

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