Concorso Ministero della Giustizia 2970 Assistenti e Funzionari: accolte le istanze in autotutela, ma restano profili di illegittimità
Il Concorso Ministero della Giustizia 2970 Assistenti e Funzionari continua a far discutere per le criticità emerse dopo lo svolgimento delle prove scritte.
Nel mese di ottobre 2025 si sono infatti tenute le prove scritte del concorso per 2.970 Assistenti e Funzionari bandito dal Ministero della Giustizia, una delle procedure concorsuali più rilevanti degli ultimi anni per numero di posti e partecipazione.
Nelle settimane successive sono emerse gravi irregolarità relative ad alcune domande contenute nei quesiti della prova scritta, risultate errate, ambigue oppure formulate in modo tale da non consentire una risposta univocamente corretta.
Errori nei quesiti e istanze in autotutela
A fronte di tali anomalie, abbiamo presentato formali istanze chiedendo all’Amministrazione la correzione dei quesiti in autotutela, con conseguente revisione dei punteggi attribuiti ai candidati.
Il Ministero della Giustizia, riconoscendo gli errori contenuti in alcune domande e accogliendo le istanze presentate, ha proceduto alla rettifica dei punteggi relativi ai quesiti viziati, modificando in aumento il punteggio attribuito ai candidati interessati.
Si tratta di un risultato estremamente significativo nell’ambito del Concorso Ministero della Giustizia 2970 Assistenti e Funzionari: l’Amministrazione ha espressamente ammesso che alcune domande non potevano essere considerate valide ai fini della valutazione.
Il criterio adottato dal Ministero: una scelta penalizzante
Nonostante il riconoscimento dell’errore, il Ministero ha applicato un criterio fortemente penalizzante e, a nostro avviso, giuridicamente discutibile.
La revisione del punteggio è stata infatti riconosciuta esclusivamente ai candidati che avevano comunque fornito una risposta alla domanda errata, anche se sbagliata.
Diversamente, coloro che avevano scelto di non rispondere a una domanda manifestamente ambigua o errata – proprio per evitare di aggravare il proprio punteggio – si sono visti confermare la penalità di –0,75, senza alcun recupero.
In sostanza:
chi ha risposto a una domanda errata è stato premiato;
chi ha evitato di rispondere a una domanda errata è stato penalizzato.
Violazione dei principi dei concorsi pubblici
Un simile meccanismo solleva evidenti profili di illegittimità alla luce dei principi che regolano i concorsi pubblici e l’azione amministrativa.
In particolare, risultano compromessi:
la parità di trattamento tra i candidati;
il principio di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa;
la tutela dell’affidamento e della correttezza della procedura concorsuale.
Se una domanda viene riconosciuta come errata, nessun candidato può essere penalizzato per averla lasciata in bianco. L’errore è imputabile esclusivamente all’Amministrazione e non può ricadere, neppure indirettamente, sui partecipanti alla selezione.
Nel contesto del Concorso Ministero della Giustizia 2970 Assistenti e Funzionari, la scelta di non estendere il ricalcolo anche a chi ha omesso la risposta appare in contrasto con i principi di equità e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
Rettifica dei punteggi e possibilità di ricorso al TAR
È fondamentale chiarire che la rettifica dei punteggi operata dal Ministero costituisce un vero e proprio provvedimento amministrativo, poiché incide direttamente sulla graduatoria e sulle posizioni dei candidati.
In quanto tale, l’atto è impugnabile mediante ricorso dinanzi al TAR da parte dei candidati che si ritengano lesi, in particolare da coloro che hanno lasciato in bianco le domande successivamente riconosciute come errate e che, per questo motivo, non hanno beneficiato del ricalcolo favorevole.
Chi ritiene di aver subito un pregiudizio nell’ambito del Concorso Ministero della Giustizia 2970 Assistenti e Funzionari può ancora far valere i propri diritti attraverso gli strumenti di tutela giurisdizionale previsti dall’ordinamento.
Il nostro Studio Legale Leone-Fell & C. è a disposizione per la valutazione della singola posizione e per verificare la sussistenza dei presupposti per un eventuale ricorso al TAR.
20/02/2026








