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Concorso 2800 tecnici al Sud, esperienze professionali poco chiare

2800 tecnici

Alla fine è successo davvero.
La riforma Brunetta che avrebbe dovuto avviare una nuova fase di concorsi e ridare speranza ai giovani, semplificando le modalità di accesso alla Pubblica amministrazione, non ha fatto altro che rendere il tutto ancora più confuso.

Come lo sappiamo? 

Procediamo per gradi. Partiamo subito dicendo che la Riforma Brunetta ha eliminato le preselettive, ridotto il numero di prove, e anticipato la valutazione dei titoli come scrematura per accedere alle prove successive.

In pratica, non si viene più valutati per quello che si sa fare (che poteva essere appurato con le varie fasi concorsuali) ma la prima selezione avviene sulla base dei titoli e dell’esperienza.

Ma chi sceglie i titoli, con quali regole?

Fino a qualche tempo fa, ogni Amministrazione si dotava di un proprio regolamento del personale, facendo una netta distinzione, per ogni profilo professionale, tra i titoli di accesso al concorso e i titoli valutabili ai fini di un punteggio aggiuntivo.

Oggi, in forza della riforma, i titoli per ottenere un punteggio aggiuntivi diventano requisiti di accesso al concorso. Le Amministrazioni in maniera discrezionale possono dunque decidere chi può partecipare al concorso e chi no.

L’effetto è chiaro: escludere dalla partecipazione dal concorso coloro che non hanno maturato il titolo o l’esperienza richiesta dal bando.

Prendiamo in esame il primo bando pubblicato dopo la Riforma Brunetta, per la selezione di 2800 tecnici al Sud. All’art. 6 si precisa che “Ai fini della valutazione dell’esperienza professionale sono riconosciuti i seguenti punteggi:
b.1) In caso di rapporti di lavoro dipendente, di collaborazione e consulenza: 1 punto per ogni anno. Ai fini dell’attribuzione del punteggio, per il computo dell’anno si richiedono almeno 200 giornate lavorative; 0,5 punti per periodi compresi fra 100 e 199 giornate; 0,25 punti per periodi compresi fra 50 e 99 giornate; 0,10 punti per periodi compresi fra 20 e 49 giornate. Per il computo delle giornate lavorative possono considerarsi anche più rapporti di lavoro”.

Tutti noi sappiamo che è praticamente impossibile stabilire il monte ore di lavori svolti con contratti a progetto, co.co.co, partite iva e altre forme di lavoro flessibili.

In questi giorni, sono infatti tantissime le segnalazioni di possibili candidati che davanti al form per la compilazione della domanda di partecipazione si sono trovati spiazzati dalla assoluta genericità dei campi. E poiché va obbligatoriamente specificato il monte ore lavorativo per il profilo richiesto, è possibile che in tanti abbiano fatto un calcolo assolutamente forfettario o abbiano inserito nel monte ore complessivo anche lavori non attinenti.

Ecco perché le nuove regole sui concorsi rischiano di complicare la partecipazione, con evidente sacrificio del principio del merito.
Per tale ragione, infatti, la valutazione dei titoli e delle esperienze, nei concorsi pre riforma, veniva effettuata al termine dell’iter concorsuale, e solo sui candidati che avevano già superato le varie prove e che dunque ottenevano un punteggio aggiuntivo sulla base dell’esperienza pregressa.

Prevedere requisiti irragionevoli rischia di rallentare, e non velocizzare, le procedure concorsuali.

Come del resto è avvenuto all’ultimo concorso per Banca di Italia.

Per primi abbiamo denunciato l’irragionevolezza di un criterio utilizzato nella fase preliminare di valutazione dei titoli. E il Tar ci ha dato ragione, annullando il concorso e obbligando la Banca alla pubblicazione di un nuovo bando di concorso (leggi la sentenza definitiva).

Cosa significa questo?

Significa solo una cosa: se le modalità di selezione non verranno modificate, ci vedremo costretti a contestare ogni singolo bando che non garantirà parità di accesso e meritocrazia.

Il nostro Studio è già al lavoro per presentare una proposta al Ministro Brunetta e aprire con il Governo un tavolo di contrattazione. Stiamo raccogliendo tantissime idee e suggerimenti provenienti proprio da chi desidera partecipare al bando, ma teme che tale modalità possa addirittura impedirne la partecipazione.

Se desideri sottoporci la tua idea di modifica, invia una mail a [email protected] e saremo lieti di inserire ogni contributo nella nostra proposta di modifica.

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