Un candidato al Concorso Commissari Polizia Penitenziaria ha superato tutte le prove, ma è stato escluso all’ultimo step, la prova orale. La Commissione gli ha comunicato solo un voto numerico, inferiore al minimo richiesto, senza spiegazioni o riferimenti ai criteri di valutazione. Il candidato non ha potuto capire su quali parametri la sua performance fosse stata giudicata insufficiente.
Di fronte a questa totale mancanza di trasparenza, il candidato ha presentato ricorso al TAR Lazio, denunciando violazioni dei principi di imparzialità, trasparenza e parità di trattamento.
Il nodo giuridico: numeri senza criteri non bastano
Il TAR Lazio ha accolto il ricorso, confermando un principio chiave: un voto numerico, da solo, non costituisce motivazione valida. La Commissione deve stabilire e comunicare i criteri di valutazione prima dello svolgimento delle prove, così i candidati possono comprendere i parametri di giudizio e, se necessario, ricostruire l’iter logico-giuridico della valutazione.
L’art. 12 del D.P.R. 487/1994 obbliga le commissioni a fissare “alla prima riunione” i criteri e le modalità di valutazione delle prove scritte e orali. Nel caso del Concorso Commissari Polizia Penitenziaria , la Commissione aveva predisposto criteri solo per le prove scritte, ignorando la prova orale.
Il TAR ha anche richiamato la giurisprudenza del Consiglio di Stato (sent. n. 4247/2023), secondo cui la valutazione numerica vale solo se collegata a criteri predeterminati e conoscibili. In assenza di questi, il voto diventa arbitrario e illegittimo.
La decisione: ripetizione della prova orale
Con la sentenza n. 9011/2024, il TAR Lazio ha annullato la prova orale e ordinato all’Amministrazione di ripeterla. La nuova Commissione dovrà predeterminare i criteri di valutazione e attenersi scrupolosamente a essi, garantendo trasparenza e correttezza procedurale.
Questa pronuncia conferma un principio essenziale per tutti i candidati del Concorso Commissari Polizia Penitenziaria: non basta comunicare un voto, bisogna spiegare chiaramente perché.
Perché questa sentenza è rilevante
La decisione apre la strada a numerosi altri ricorsi. Chi ha partecipato al Concorso Commissari Polizia Penitenziaria e ha subito l’esclusione dopo una prova orale valutata solo con un voto numerico, senza criteri pubblicati o comunicati, può chiedere l’annullamento della prova e la ripetizione del colloquio. La Commissione dovrà rendere trasparenti i criteri di giudizio, tutelando la parità di trattamento.
Sei stato escluso da un concorso senza criteri chiari e trasparenti?
Il TAR Lazio ha stabilito un principio chiaro: la valutazione di una prova orale deve risultare comprensibile, verificabile e motivata. La pubblicazione preventiva dei criteri serve a evitare arbitri, garantire parità di trattamento e consentire un controllo effettivo sulla correttezza delle Commissioni.
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14/10/2025








